Si tratta di una serie di scritti elaborati da Eco tra il 2000 e il 2005, nei quali l'autore ci spiega come negli ultimi anni la storia dell'umanità, anzichè progredire, si stia riavvolgendo e stia effettuando dei drammatici passi all'indietro.

Questi scritti di Eco ruotano intorno a tre grandi argomentazioni. La prima riflessione è di carattere antropologico e muove dalla constatazione che, dopo la fine della Guerra Fredda, sono tornate le guerre “calde”, quelle guerreggiate in Kossovo, in Afghanistan, in Iraq. E su questo primo passo indietro della storia, Eco esprime il suo franco dissenso verso l’intervento in Iraq. Il grande intellettuale riprende poi la lezione di Norberto Bobbio sulla missione del dotto: propugnare il dubbio, criticare innanzi tutto la propria parte, agire come un “illuminista pessimista”. E da illuminista del Duemila Eco se la prende con la “carnevalizzazione” del nostro tempo nel quale la tv, il turismo di massa, Internet (con siti ludici, chat e giochi di ruolo), il navigatore satellitare, il telefonino sempre all’orecchio, i supermercati e gli autogrill, tutto sembra sbatterci dentro un grande gioco che fa dimenticare la realtà. Si sono ridotte a spettacolo, scrive Eco, anche la politica e la religione. La comunicazione globale ha poi infranto ogni nozione di confine, non esiste più la comunità nazionale, ma nemmeno la privacy individuale. Oggi siamo un po’ tutti vittime dell’”insipiente del villaggio” mediatico, quella persona assolutamente normale che viene glorificata dalla sua apparizione sullo schermo. E l’utente vive la tecnologia come pura magia, gliene sfugge la comprensione scientifica: la scuola non gliela spiega e l’uomo di scienza nemmeno, perché non divulga il suo sapere (come fecero, invece, Einstein, Heisenberg, o Stephen Jay Gould).
Da queste considerazioni muove la seconda parte dei saggi, una vibrante polemica contro l’attuale “regime” di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio e proprietario di reti televisive, giornali e case editrici. Questa anomalia italiana ha generato quel “populismo mediatico” che porta Berlusconi a fare importanti annunci di politica estera a Porta a Porta anziché in Parlamento. Così le prossime elezioni politiche diventano per lo scrittore alessandrino un vero “referendum morale” al quale si augura non vadano a votare solo gli elettori “drogati di telenovelas”.
Nella terza parte dei saggi il semiologo piemontese torna alla politica internazionale e argomenta la sua tesi della storia “a passo di gambero”. Il conflitto riapertosi dopo l’11 settembre tra Islam e Cristianità, il ritorno di toni da Guerre sante e Crociate, il dibattito di sapore risorgimentale su Chiesa e stato laico, la difesa della razza italiana e un antisemitismo popolare di ritorno stanno a testimoniare, secondo Eco, questa marcia indietro. Il libro si chiude con una speranza. Che questo orrore di mondo venga evitato contenendo i nostri consumi, astenendoci dalla violenza, riassaporando i desueti costumi del racconto orale e fermandoci un poco, anziché partire in volo charter per le Maldive.


Un libro molto utile a comprendere le contraddizioni e le "storture" della politica italiana ed internazionale, e la negatività dello strapotere mediatico di alcuni personaggi del nostro tempo. Anche se scritto qualche anno fa, rimane sempre di estrema attualità, soprattutto dopo le ultime elezioni!!!