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Middlemarch

Mostra risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Eliot, George - Middlemarch

  1. #1
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    Predefinito Eliot, George - Middlemarch

    In sintesi
    George Eliot (pseudonimo maschile di Mary Ann Evans) è riconosciuta come una delle autrici più rappresentative della letteratura inglese di tutti i tempi. Spirito razionale e rigoroso, dotata di un profondo senso critico e di un'acuta capacità di osservazione, nei suoi romanzi ritrae con rara finezza psicologica le ipocrisie e le imposizioni della società nella vita individuale.

    Al centro della storia è proprio l'immaginaria cittadina inglese di Middlemarch, all'interno della quale si articolano i destini di quattro personaggi e di due matrimoni infelici, indagati da George Eliot nei loro più impercettibili interstizi attraverso lo strumento chirurgico di uno stile espressivo sempre acuminato. Il romanzo che permette di comprendere la solidissima fragilità dell'Inghilterra vittoriana.
    "Middlemarch" - è considerato il suo capolavoro - brilla soprattutto per la ricchezza della rappresentazione ambientale e per l'analisi minuziosa del dolore, accettato come male ineluttabile della condizione umana.

    Libro magnifico! Uno dei migliori che abbia mai letto!
    Poi la chiusa del libro è a dir poco sublime. Io ne consiglio vivamente la lettura.

  2. #2
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    E' un romanzo monumentale, (che data la mole può spaventare anche i più audaci) non sempre scorrevole, sul dolore dell'uomo. E' un libro che riesce a rappresentare con estrema precisione e accuratezza l'animo umano e la sua psiche, sia maschile sia femminile, in tutte le sue sfacettature, positive e negative.
    Sono d'accordo con Polvere, uno dei libri più belli e complessi che abbia mai letto e la stessa Virginia Woolf lo definì un libro magnifico.

  3. #3
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    Do il massimo dei voti per questo capolavoro della letteratura dell'Ottocento inglese, scritto da una donna che si firmava con uno pseudonimo maschile, ma che di fatto rientra nella letteratura tout court senza accezioni di genere perché qui siamo davanti a una capacità unica di rappresentare la complessità del comportamento umano con estrema finezza, precisione e chiarezza. Una trama solida, mai scontata, mai prevedibile e ancor oggi attualissima, lineare scorrevole, ricca di situazioni e mai noiosa. Figure scolpite con la penna che emergono e restano impresse per la loro autenticità e attualità romanzo poco considerato ma che va assolutamente rivalutato.

  4. #4
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    Che sia un “mattone” non c’è ombra di dubbio, con le sue oltre ottocento pagine. Ma è un mattone di grande qualità. Questo libro è stato pubblicato nel 1872. Tenuto conto che “i Miserabili” (1862) “L’uomo che ride (1869) “Guerra e pace” (1865) “Anna Karenina” (1877) “Delitto e castigo” (1866) bisogna riconoscere che questo periodo storico è stata l’espressione massima di questo tipo di letteratura. L’autrice (George Eliot è una donna) è contemporanea dei grandi autori dei capolavori citati ed è ancora più meritevole perché le donne, pur nell’evoluta Inghilterra del diciannovesimo secolo, qualche “handicap” rispetto agli uomini senz’altro lo pativano. Ho fatto questa premessa anche per dire che questo libro, ad avviso di un semplice lettore, pur con qualche difetto (qualche situazione un po’ “romanzata”, qualche personaggio con qualche qualità di troppo) regge il confronto con gli altri citati. E’ la cronaca di vita quotidiana della gente “bene” di una tranquilla provincia inglese, popolata di personaggi non “abbozzati” ma incisi in grande rilievo sia nell’aspetto esteriore che nei loro più remoti pensieri e aspettative, tanto che qualche volta sembra di vederli. E’ “LA VITA” in definitiva, analizzata nelle sue innumerevoli sfaccettature e con ogni tipo di personaggio che si può incontrare, tanto che si fatica a distinguere i protagonisti dai comprimari perché ognuno ha una funzione indispensabile allo svolgersi degli eventi. Il libro poi è scritto con una proprietà stilistica veramente ammirevole e, oltretutto, incuriosisce continuamente il lettore per vedere “come va a finire”. Quando leggo questi libri resto sempre stupefatto dalla enorme cultura e conoscenza delle cose della vita necessarie per poter affrontare queste imprese, tanto che mi viene il dubbio che gli autori lavorassero con uno “staff”. Certo se questo libro è meno noto di quelli sopracitati qualche motivo certamente ci sarà . Non è comunque una lettura “en passant” ma richiede una certa attenzione ed In effetti fatico a vedere un giovane uscito dalle nostre scuole, nell’era di “internet” affrontare una lettura come questa. Ma per chi ama la narrativa, affermo, sotto la mia responsabilità, che non è assolutamente RAGIONEVOLE rinunciare al piacere di una lettura come questa.

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  6. #5
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    Libro molto faticoso da leggere (830 pag. scritte fitte) ma di grande pregio.
    Nella mia ignoranza non avevo mai sentito nominare né l’autrice (con pseudonimo dell’altro sesso forse a causa dell’epoca in cui fu scritto) né il titolo, ma penso di poterlo definire un piccolo grande classico.
    Un affresco perfetto della società inglese delle campagne della prima metà dell’800, dove si alternano le vicende di vari personaggi, alcuni di alto profilo morale (come Dorothea), altri dall’etica dubbia (come Bultsrode), spesso pervasi da dosi di perbenismo portato agli eccessi che però non fatichiamo ad immaginare in un’Inghilterra vittoriana.
    Quasi un romanzo sociologico, molto ben scritto con uno stile a volte impietoso che non fa sconti a nessuno, anche se a tratti non del tutto lineare (alla mia lettura, si badi bene) nel descrivere i sottili ragionamenti e comportamenti indotti dalla psiche umana.
    Personaggi tutti ‘normali’, eppur tutti diversi tra loro, vanno a comporre un mosaico variegato e perfetto.
    Consigliato a chi ha la pazienza di leggere i mattoni, che ne sarà ampiamente ripagato dall'aver messo un altro mattoncino nella costruzione della sua biblioteca universale

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