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Le particelle elementari

Mostra risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Houellebecq, Michel - Le particelle elementari

  1. #1
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    Predefinito Houellebecq, Michel - Le particelle elementari

    Michel Djerzinski e Bruno Clément sono fratellastri e sembrano essere accomunati unicamente dall'abbandono della madre. Michel è uno scienziato dedito alla biologia molecolare e vicino al Nobel. Un uomo che ha dedicato la sua esistenza agli studi scientifici che lo hanno portato all'isolamento e all'impermeabilità a qualunque emozione. Il suo sogno è riuscire a clonare gli esseri umani così da poter garantire a essi una vita perfetta. Bruno è un insegnante, attirato dal sesso in modo morboso, costretto dalla malattia a entrare e uscire dalle cliniche psichiatriche. Sia la morbosità patologica di Bruno sia l'asettica razionalità di Michel sono il risultato dell'ambiente che li circonda. Due vite parallele destinate a incontrarsi.

    Houellebecq è uno scrittore geniale e questo libro è il suo manifesto! C'è tutto. Il cinismo, la misantropia e la disillusione pervadono la storia fin dall'inizio. E' un atto di accusa verso i genitori, verso la rivoluzione sessuale capace di definire personaggi affascinanti ed eterei come Annabelle e Christiane con un'aurea struggente e tragica. Mi piace il modo in cui è scritto che si discosta da romanzi patinati a cui abbiamo fatto l'abitudine. Il razionalista Michel e l'erotomane Bruno costituiscono due ritratti diametralmente opposti accomunati, oltre che dalla madre, dall'incapacità di saper essere. Sagace, prepotentemente imbevuto di cultura. Impossibile non rimanerne sedotti.
    Voto 5

  2. #2
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    Senza offesa, ma è uno dei peggiori libri che ho mai letto. Traboccante di scene di sesso che per dovizia di particolari nulla hanno da invidiare a un film porno (ma d'altronde il sesso è un'ossessione per Houellebecq, tanto che è andato a studiarsi a fondo l'anatomia dei genitali per prepararsi a quest'improba fatica ), zeppo di divagazioni scientifiche che nulla aggiungono al discorso, costituito da personaggi che sono o superficiali o di un pessimismo senza speranza (ma non esistono altri caratteri a sto mondo secondo Houellebecq?) e cmq sempre costruiti con un'attenzione alla loro vita sessuale degna di un erotomane, è un libro il cui significato è per me un assoluto mistero...

  3. #3
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    Interessante e nulla più.
    Tante cose affastellate di chi ha vissuto e letto tanto e in maniera un po' caotica, si sentono echi di tanti scrittori ben più dirompenti.
    Un po' troppo moralismo e spirito didascalico di troppo. una scrittura discreta ma non particolarmente accurata, di chi è abituato a scrivere molto, senza badare però alla qualità.
    Una sessualità ben poco erotica e molto legata alla morte in tutti i suoi aspetti.
    Lo trovo elementare nel senso di semplicistico del termine.
    Non capisco dove sta la provocazione?

  4. #4
    da sudovest
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    Predefinito avete da accendere?

    Citazione Originariamente scritto da elisa Vedi messaggio
    Interessante e nulla più.
    Tante cose affastellate di chi ha vissuto e letto tanto e in maniera un po' caotica, si sentono echi di tanti scrittori ben più dirompenti.
    Un po' troppo moralismo e spirito didascalico di troppo. una scrittura discreta ma non particolarmente accurata, di chi è abituato a scrivere molto, senza badare però alla qualità.
    Una sessualità ben poco erotica e molto legata alla morte in tutti i suoi aspetti.
    Lo trovo elementare nel senso di semplicistico del termine.
    Non capisco dove sta la provocazione?
    Tolto il tuo "interessante", lascio il "nulla", tutto il resto e ti quoto in toto Elisa. Quando si vuole provocare e non ci si riesce nemmeno un po'. Io che macino tutto, ma proprio tutto, ho faticato ad arrivare alla fine. Pollice verso. Utile, a voler esser generosi, per l'uso che di certe pagine fa Pepe Carvalho.


  5. #5
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    visto che ne parlate tutti male,spezzo una lancia a favore di questo libro,che pur non essendo un capolavoro offre degli spunti interessanti

  6. #6

    Predefinito Houellebecd: Il disgusto della decadenza francese.

    Questo originale e bellissimo romanzo di Houellebecq lo lessi nel 1997. Caotico e tormentato. Quando vidi il film che ne fu tratto, nel 2006 dal regista tedesco Oskar Roeheler capii. Capii perchè Houellebecq subì un processo in patria, cioè la Francia. Se non sbaglio venne accusato di istigazione al razzismo. Devo dire che in mezzo al marasma attuale, parlo dell'Italia, la Francia può annoverarsi tra I paesi europei più Ipocriti.

    Voto 5
    Ultima modifica di brunilde; 02-16-2010 alle 07:53 AM. Motivo: svista

  7. #7
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    Predefinito

    Dopo averlo letto sono sicura solo di una cosa, e cioè della follia dell'autore. Non è un libro che può lasciare indifferenti, non tanto per il linguaggio forbito ed esplicito o per le continue manifestazioni sessuali individuali, di coppia o collettive continuamente descritte, in cui, come ha già scritto elisa, di erotico non c'è proprio niente (la Littizzetto direbbe che i protagonisti assoluti sono Walter e Jolanda io aggiungerei che negli intervalli è molto piacevole lasciarsi andare al gusto di leggere come si è svolta la riesumazione di un cadavere che cadavere più non è, oppure ai giochetti perversi degli adepti di una setta satanica ) ma soprattutto per la cruda tristezza che lo pervade, una tristezza non malinconica ma atrocemente dolorosa. La vita non lascia nessuna via d'uscita, l'unico rifugio può essere la scienza (o forse la fantascienza). Bruno e Michel non hanno niente in comune, a parte una madre inquieta e assente e il fatto di essere entrambi, di conseguenza, cresciuti senza genitori. Hanno in comune l'impossibilità di adeguarsi al mondo e il conseguente dolore, che vivono in modo diverso: Bruno, vessato dai compagni di collegio, cresce con l'ossessione del sesso e del suo scarso successo con le donne, oltre che in società; Michel sembra indifferente a tutto, fuorché ai suoi studi e alle sue teorie scientifiche rivoluzionarie. Anche i personaggi femminili, a partire dalla madre Janine fino ad arrivare alle rispettive, se così si possono chiamare, "compagne" di Bruno e Michel, sono tormentati e tragici.
    Non so niente dell'autore, ma il libro sembrerebbe, sì, una critica impietosa alla rivoluzione sessuale e al libertinaggio incombente, anche nell'educazione dei figli, in un certo periodo storico, ma l'impressione che mi ha dato (forse mi sbaglio) è che sia la critica di qualcuno che ci ha creduto e che è rimasto cocentemente deluso. Io lo promuovo perché l'ho vissuto soprattutto come una storia, toccante e profonda, di persone.

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