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Né di Eva né di Adamo

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Discussione: Nothomb, Amélie - Né di Eva né di Adamo

  1. #1
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    Predefinito Nothomb, Amélie - Né di Eva né di Adamo

    In sintesi
    Amélie torna in Giappone ma abbandona i tragicomici panni di impiegata nella multinazionale Yumimoto, vicenda narrata in Stupore e tremori, e si concentra sulle peripezie sentimentali di quel periodo. Rinri è il suo fidanzato giapponese, bello e ricco, li lega un amore bizzarro ma non privo di poesia, raccontato con il solito umorismo, affondando lo sguardo chirurgico che le è proprio nell'incandescente universo dell'amore. Ma l'emozione più grande e la relazione più forte è ancora una volta quella che lega l'autrice al paese in cui è nata, e dove ha trascorso gli anni mitici dell'infanzia.

    E' il primo libro della Nothomb che ho letto e mi è piaciuto, perchè mi ha fatto entrare letteramente nella terra del sol levante.
    Molto interessante, simpatico, ironico e ben scritto.
    Consigliato!

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  • #2
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    Lìho appena letto ma...non ho capito il significato del titolo...

  • #3
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    Citazione Originariamente scritto da witch Vedi messaggio
    Lìho appena letto ma...non ho capito il significato del titolo...
    Idem

  • #4
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    Predefinito

    Anche per me questo è stato il primo libro della Nothomb, ma non sono sicura mi sia piaciuto del tutto.
    Sicuramente ha una scrittura molto brillante e piacevole, però mi è sembrato un po' inconcluso, o inconcludente, non so. Come se fosse parte di un insieme molto più ampio (e in effetti, essendo a quanto ho capito un romanzo autobiografico, credo che questo sia anche giustificato).
    Di certo è vero che permette di entrare nella cultura giapponese molto bene, senza dare nulla per scontato ma senza nemmeno banalizzare o in qualche modo porre la distanza che spesso si trova quando un autore cerca di parlare di una cultura diversa (non so se mi spiego, ma probabilmente l'aver vissuto durante l'infanzia la cultura orientale, e poi anche quella occidentale, permette di creare un parallelo molto realistico e pieno di rispetto).
    Credo che il titolo si riferisca ai vari momenti in cui Amélie di definisce come una novella Eva, eleggendo quindi Rinri a novello Adamo, e secondo me (ma potrei sbagliarmi, è solo una supposizione!) intende dire che la colpa, il peccato non è attribuibile all'uno oppure all'altro (i cachi, ad esempio, sono desiderati da Amélie, ma è Rinri a coglierli o sto delirando? ).
    Mi è piaciuta tanto la metafora del matrimonio come una pietra, e del fidanzamento come una maniera per restare liquidi, per prendere tempo e non fissarsi in una forma prestabilita.. non so, mi ha colpito.
    Credo leggerò altro di suo, perché mi ha incuriosita, è stato come leggere un solo capitolo di un bel romanzo. Bello, appunto, piacevole, ma incompiuto. Spero che leggendo altro questa sensazione si affievolisca!


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