[Autunno 1919. Gabriele d'Annunzio ha conquistato Fiume e per sfidare i diplomatici franco-britannici ha deciso di invitarli a un beffardo banchetto nel manicomio del dottor Zoser, singolare e sinistra figura di psichiatra o, come si diceva allora, "alienista". Poco dopo il pranzo, però, Zoser muore folgorato, apparentemente vittima di un cortocircuito mentre è nel suo laboratorio, chiuso ermeticamente dall'interno. Il tenente Marni, il legionario responsabile della sicurezza interna, non crede si sia trattato di un incidente. Troppi particolari inquietanti lo insospettiscono, troppe domande lo turbano: a cosa sono dovuti i numerosi decessi avvenuti tra i pazienti del dottore? E come faceva Zoser a possedere così tante fotografie scattate in diversi luoghi un attimo prima che questi divenissero teatro di immani tragedie?]

A differenza di altri romanzi che intrecciano la storia vera con la realtà, questo non mi è piaciuto molto.
La parte di fntasia che narra soprattutto del delitto è benfatta, scorrevole ma spesso non si intreccia nel modo giusto con la realtà storica.
Anche il finale è un pò forzato, tutto succede troppo velocemente.
Complessivamente si può leggere senza però asettarsi iente di eccezionale.