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La parrucchiera di Kabul

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Discussione: Rodriguez, Deborah - La parrucchiera di Kabul

  1. #1
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    Predefinito Rodriguez, Deborah - La parrucchiera di Kabul

    In sintesi
    Da lontano sembrano fiori nella polvere, sprazzi di azzurro nel grigio delle strade di Kabul. Fiori calpestati, ma non spezzati, che sotto il burqa celano storie di sofferenza e coraggio. Come quella di Baseera, promessa sposa a dodici anni a un uomo più vecchio di lei e costretta a partorire sul nudo cemento di un ospedale privo di personale medico. O quella della quindicenne incarcerata perché fuggita dal marito che la picchiava e denunciata alla polizia dagli stessi genitori. A raccontare queste storie è Deborah Rodriguez, una volontaria americana che nel 2002 è partita per l'Afghanistan con una piccola ONG. È stata tra le fondatrici della prima scuola per estetiste della capitale afghana: un progetto nato per offrire a tante donne un'opportunità di indipendenza economica, e per ridare una speranza a quelle che, durante il regime talebano, avevano dovuto chiudere i loro saloni di bellezza e sotterrare gli specchi, proibiti al pari degli aquiloni. La sua testimonianza è anche un inno all'amicizia, perché nell'oasi della Kabul Beauty School, libere dal burqa e dal controllo degli uomini, le donne hanno trovato uno spazio tutto per sé, dove sono nate complicità inaspettate, capaci di superare le barriere erette da una cultura repressiva. In un paese in cui la strada verso la pace e la conquista dei diritti civili sembra impraticabile, questa impresa straordinaria lancia un messaggio di speranza.

    Ho letto questo libro perchè attratta dal titolo e dai contenuti e mai scelta fu più giusta. Straordinario, realistico e coinvolgente...spicca in modo particolare la forza delle donne in un mondo "chiuso" come kabul.
    I contenuti fanno riferimento ad una storia vera.
    Nel complesso è un bel libro. Consigliato!

  2. #2
    Leghorn Member
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    Predefinito

    Questo libro l'ho acquistato attratta dal titolo e dalla voglia di leggere qualcosa delle zone del medio oriente. Non mi sono pentita è un bel libro, scritto molto semplicemente ma intenso, pieno di aneddoti e storie di donne che lasciano senza parole, così lontane dalla nostra realtà.
    Ammiro tutti coloro che riescono a fare qualcosa per chi ha bisogno di aiuto, soprattutto ammiro chi questo aiuto lo dà, insegnado a queste persone a cavarsela da sole, a migliorarsi usando se stesse come il caso del libro.

    Per Zaratia ... opps non mi ero accorta che già ci fosse il libro inserito

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