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copertina libro

Non dire notte

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Discussione: Oz, Amos - Non dire notte

  1. #1
    Cicciofila Member
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    Predefinito Oz, Amos - Non dire notte

    Ero convinta esistesse già un topic su questo libro, ma evidentemente mi sbagliavo.

    Protagonisti di questo romanzo sono Theo e Noa, una coppia matura che convive da 8 anni e che sta attraversando una fase di stanca.
    Theo, 60 anni, è un urbanista, molto conosciuto e apprezzato nella piccola cittadina di Tel Kedar, un uomo calmo che sembra non avere più voglia di mettersi in gioco e, soprattutto, sembra non aver voglia di contraddire la sua Noa.
    Noa, 45 anni, insegnante di lettere, piena di energia e voglia di fare -ma anche un po' infantile nel suo saltare da una attività all'altra- si impegna nella realizzazione di un centro per drogati, dopo la morte di un suo studente tossicodipendente.


    Theo e Noa: una coppia che, nonostante il periodo poco roseo, continua ad amarsi e coccolarsi;
    a me fa molta tenerezza lei che, dopo aver fatto l'amore, si addormenta con la testa incastrata nell'incavo della spalla di lui.

    Avevo iniziato questo libro alcuni mesi fa,
    dopo una settimana ne avevo letto forse 30 pagine,
    avevo deciso di abbandonarlo momentaneamente,
    sicura che quello non fosse il momento adatto per leggerlo.
    Due giorni fa l'ho ripreso e l'ho divorato
    perchè ho avuto come la sensazione che penetri nell'animo dei due protagonisti.

    Non mi ha neppure infastidito il fatto che l'autore non virgoletti il discorso diretto, trascrivo una frase per farvi capire:

    Davanti a lui, alla finestra, tre o quattro stelle intense sopra le colline. Sottovoce dice, Ora si respira.

    Che in realtà andrebbe scritto cosi:

    Davanti a lui, alla finestra, tre o quattro stelle intense sopra le colline. Sottovoce dice: "Ora si respira".


    Qualcuno di voi l'ha letto?
    E che mi dite?

  2. #2

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da klosy Vedi messaggio
    Ero convinta esistesse già un topic su questo libro, ma evidentemente mi sbagliavo.

    Protagonisti di questo romanzo sono Theo e Noa, una coppia matura che convive da 8 anni e che sta attraversando una fase di stanca.
    Theo, 60 anni, è un urbanista, molto conosciuto e apprezzato nella piccola cittadina di Tel Kedar, un uomo calmo che sembra non avere più voglia di mettersi in gioco e, soprattutto, sembra non aver voglia di contraddire la sua Noa.
    Noa, 45 anni, insegnante di lettere, piena di energia e voglia di fare -ma anche un po' infantile nel suo saltare da una attività all'altra- si impegna nella realizzazione di un centro per drogati, dopo la morte di un suo studente tossicodipendente.


    Theo e Noa: una coppia che, nonostante il periodo poco roseo, continua ad amarsi e coccolarsi;
    a me fa molta tenerezza lei che, dopo aver fatto l'amore, si addormenta con la testa incastrata nell'incavo della spalla di lui.

    Avevo iniziato questo libro alcuni mesi fa,
    dopo una settimana ne avevo letto forse 30 pagine,
    avevo deciso di abbandonarlo momentaneamente,
    sicura che quello non fosse il momento adatto per leggerlo.
    Due giorni fa l'ho ripreso e l'ho divorato
    perchè ho avuto come la sensazione che penetri nell'animo dei due protagonisti.

    Non mi ha neppure infastidito il fatto che l'autore non virgoletti il discorso diretto, trascrivo una frase per farvi capire:

    Davanti a lui, alla finestra, tre o quattro stelle intense sopra le colline. Sottovoce dice, Ora si respira.

    Che in realtà andrebbe scritto cosi:

    Davanti a lui, alla finestra, tre o quattro stelle intense sopra le colline. Sottovoce dice: "Ora si respira".


    Qualcuno di voi l'ha letto?
    E che mi dite?
    Klausner in questo romanzo non brilla particolarmente, questo è il mio parere.
    E' lontano il fragore impetuoso del ricodo vergato in Fima, lontanissimo il sogno dell'autoanalisi della Storia di Amore e Tenebra.
    Amos deve rendersi conto che la generazione del kibbutz è oramai esaurita.
    Rimane il mio sabre preferito, ma siamo in fase calante.
    E dire che suo cugino si chiamava Agnon e fu il primo nostro Nobel!
    Deve ricominciare a scrivere nel Negev, tornarsene a casa.
    Via da Tel Aviv.

  3. #3
    Cicciofila Member
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    Citazione Originariamente scritto da Kafka Vedi messaggio
    Klausner in questo romanzo non brilla particolarmente, questo è il mio parere.
    E' lontano il fragore impetuoso del ricodo vergato in Fima, lontanissimo il sogno dell'autoanalisi della Storia di Amore e Tenebra.
    Amos deve rendersi conto che la generazione del kibbutz è oramai esaurita.
    Rimane il mio sabre preferito, ma siamo in fase calante.
    E dire che suo cugino si chiamava Agnon e fu il primo nostro Nobel!
    Deve ricominciare a scrivere nel Negev, tornarsene a casa.
    Via da Tel Aviv.

    E' il primo libro di Oz che leggo, quindi non sono in grado di fare questi riferimenti.

    So solo che l'autore da ragazzo ha vissuto in un kibbutz e immagino che questa esperienza l'abbia segnato molto.

    A me son piaciute molto le introspezioni, e soprattutto il senso di solitudine che emerge dal personaggio di Theo, quando ricorda il periodo in sud America,
    o anche la rinascita di Noa, che comincia a vivere solo dopo la morte del padre.

    In generale, la descrizione dei protagonisti l'ho trovata ricercata e commovente.

  4. #4

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    Citazione Originariamente scritto da klosy Vedi messaggio
    E' il primo libro di Oz che leggo, quindi non sono in grado di fare questi riferimenti.

    So solo che l'autore da ragazzo ha vissuto in un kibbutz e immagino che questa esperienza l'abbia segnato molto.

    A me son piaciute molto le introspezioni, e soprattutto il senso di solitudine che emerge dal personaggio di Theo, quando ricorda il periodo in sud America,
    o anche la rinascita di Noa, che comincia a vivere solo dopo la morte del padre.

    In generale, la descrizione dei protagonisti l'ho trovata ricercata e commovente.
    Quando leggerai Fima o, meglio, Una storia di amore e di tenebra...vedrai che ti piacerà ancora di più.
    Amos è rimasto sconvolto dal suicidio della madre il giorno del suo Bar Mitzvah, la scoprì lui impiccata in casa.
    Questo ha segnato tutta la sua esistenza.
    Io lo adoro, ma ultimamente sta perdendo colpi.

  5. #5
    Cicciofila Member
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    Citazione Originariamente scritto da Kafka Vedi messaggio
    Quando leggerai Fima o, meglio, Una storia di amore e di tenebra...vedrai che ti piacerà ancora di più.
    Amos è rimasto sconvolto dal suicidio della madre il giorno del suo Bar Mitzvah, la scoprì lui impiccata in casa.
    Questo ha segnato tutta la sua esistenza.
    Io lo adoro, ma ultimamente sta perdendo colpi.

    Grazie Kafka,
    avevp intenzione di leggere altre sue opere,
    ma non sapevo quali.

  6. #6

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da klosy Vedi messaggio
    Grazie Kafka,
    avevp intenzione di leggere altre sue opere,
    ma non sapevo quali.
    Non ringraziarmi Klosy, è un vero piacere.

  7. #7
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    Non è il libro migliore dell'autore.
    Morente, come un po' la sua vena artistica. Si sa c'è un tempo per tutto.
    Questo del libro, quello dell'autore, sono tempi di sabbia, invece.
    Sì, perché Voi forse non l'avete sentita la sabbia del deserto, che sembra risucchiare pensieri, speranze e inquietudini dei protagonisti...? Ogni passione vi viene portata a naufragare.
    E ' come se fosse la sua ultima opera: non guarda più oltre l'orizzonte. Il domani è sbarrato dal deserto.
    Ho provato una tristezza immensa alla fine del libro. I protagonisti, non mi sono sembrato affatto felici, ma rassegnati. ... (sarà che ho avvicinato la mia condizione di prigioniera emotiva alla loro)
    Comunque 10 all'uso della punteggiatura e i discorsi indiretti non virgolettati mi rimandano al grande Saramago. Se li può permettere so chi è in grado di piegar la lingua. Saramago maestro, Oz se l'è cavata.

  8. #8
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    è il primo libro che leggo di oz... mi è piaciuta molto la scrittura, è coinvolgente e intenso, ma immagino che sappia fare di meglio... leggerò anche gli altri che avete consigliato!
    di questo mi sono piaciute molto le descrizioni dei due personaggi: soprattutto theo
    e poi il racconto del ragazzo irlandese che arriva in israele per cercare una ragazza: Daphne di Liverpool, di cui sa solo che sta in un kibbutz in galilea...

    Una volta lei mi ha raccontato che andando a un corso di aggiornamento sulla letteratura al magistero vicino a Tivon caricò un giovane turista irlandese. Erano le quattro del pomeriggio di un piovoso giorno di dicembre di un anno e mezzo fa. Per via della nebbia e della giornata corta dovette accendere ben presto i fari. Li aveva appena accesi quando essi captarono una figura dai capelli lunghi, da lontano sembrava una ragazza, in piedi sul bordo della strada con un enorme zaino sulle spalle; sventolava il braccio con un gesto insolito in Israele. Una volta entrato in macchina, Noa si accorse che aveva le scarpe zuppe di acqua. ERano scarpe grosse, da contadino, simili a quelle con cui la zia Chuma attraversava furiosa le stanze di casa o usciva nelle sue spedizioni al Carmelo per raccogliere erbe officinali. Quando il passeggero si sedette accanto a lei con l'ingombrante zaino in grembo, notò una striscia di tessuto cucita sullo zaino con sopra stampate le parole in inglese, "All you need is love". Tutti e due, il ragazzo e lo zaino, erano fradici.
    La sera prima era partito da casa, la città di Galway, durante la notte aveva attraversato l'isola in autostop e la mattina aveva preso l'aereo da Dublino a Birmingham e di lì, due ore prima era arrivato in Israele su un volo charter. Adesso stava andando a cercare una ragazza di nome Daphne che lavorava presumibilmente come volontaria in un kibbutz della Galilea. Non ne conosceva il cognome, non sapeva neanche in quale kibbutz si trovasse. Daphne. Di Liverpool. Qualche tempo prima avevano passato una notte insieme. Mentre si salutavano lei gli aveva detto che presto sarebbe andata in Galilea. Da allora non l'aveva più vista. Amava le pecore e gli spazi aperti. Sognava di fare la pastora. In Israele lui non c'era mai stato prima, ma aveva una cartina da dove si capiva che la Galilea non era tanto grande. Avrebbe potuto passare di kibbutz in kibbutz finchè non l'avesse trovata. Il tempo non gli mancava. In effetti secondo lui la mancanza di tempo è una condizione contraddittoria, che va contro il fondamento della vita. se avesse finito i soldi, avrebbe cercato di guadagnarsi qualcosa con dei lavoretti occasionali, qualunque, non gli importava, a casa faceva l'apprendista falegname, in Portogallo aveva teso i cavi del telefono, a Copenhagen era comparso una volta in un piccolo cabaret esibendosi in canti folkloristici dell'Irlanda occidentale. Se si ha un briciolo di bontà si trova bontà ovunque. Così disse.

  9. #9
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    Anche io dopo un'iniziale blocco,soprattutto per la mancanza di virgolette nel discorso diretto,che mi crea sempre un certo spaesamento,avevo deciso di abbandonarlo,ma poi invece quando l'ho ripreso qualche mese dopo,l'ho letto pagina dopo pagina appassionandomi sempre più alla storia.
    Dello stesso autore consiglio Una storia di amore e di tenebra che è ancora più bello e coinvolgente.

  10. #10
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    L'ho trovato abbastanza scorrevole nonostante la storia sia abbastanza statica.
    Ne avevo letto solo un'altro di Oz e non lo conoscevo bene,posso dire che ha riscosso il mio interesse.
    E' evidente la forte caratterizzione dell'ambiente a livello naturalistico(margini del deserto) che ha determinante influenza nella vita della comunità.
    Theo è un bel personaggio, mi piace più di Noa.

  11. #11
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    Creo sia la prima cosa che leggo dell'autore e ne sono rimasta affascinata. Non c'è quasi storia; sono le atmosfere a lasciare senza fiato. Il mondo descritto, la piccola cittadina sorta dal nulla nel deserto, è come la storia d'amore tra i due protagonisti, sempre a rischio di essere soffocata dalla sabbia del deserto.
    Leggerò di sicuro altre cose di Oz, presto.

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