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Revolutionary Road

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Discussione: Yates, Richard - Revolutionary Road

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  1. #1

    Predefinito Yates, Richard - Revolutionary Road

    E’ uno dei libri piu’ intensi che abbia mai letto in vita mia. In sé, la trama è semplice, per nulla contorta, qualcuno oserebbe dire banale ma in realtà racchiude perfettamente tutto cio’ che è l’animo umano in quanto tale ma anche dal punto di vista delle relazioni che si instaurano tra le persone. La vita è un sottilissimo filo di spago che da un momento all’altro puo’ spezzarsi,e quando si spezza è pressoché irrimediale la sua ri-cucitura.
    Il lieto fine, tanto per mettere le cose in chiaro, non ha residenza in questo libro. Lo scopo non è compiacere il lettore, non è regalare al lettore il tanto agognato finale da “meno male che è finito tutto bene”, non è negoziare col lettore la vicenda. La vicenda è questa: prendere o lasciare. Ed è molto drammatica. Una vita da coppia come tanti altri, ci si innamora (o meglio si crede di essere innamorati), si fanno dei figli che è il coronamento del sogno di una vita intera da passare insieme, si litiga…ma tra Frank e April qualcosa a un certo punto si spezza e sono inutili tutti i tentativi di rimettere in sesto un “giocattolo” ormai rotto e che non è piu’ in grado di regalarti cio’ che al momento del suo acquisto, prometteva. Le certezze via via diventano dubbi, incomprensioni, intolleranze, violenze (verbali). Un’alienazione sconfortante, sia nei confronti dell’amato ma soprattutto verso se stesso. E’ qui che si gioca tutto: cosa si è rotto improvvisamente? Già, è molto difficile venirne a capo. Il romanzo è dapprima molto evocativo con il quadretto idilliaco di una famiglia modello, per poi in un climax ascendente devastante, assume le sembianze di un ritratto della realtà bombardata da problemi, tensioni, incapacità di controllo,equilibrio inesistente. Le personalità fragili, i sogni che diventano bolle di sapone scoppiate, una disperazione senza fine conseguenza di un’indifferenza che spesso crea piu’ danni dell’odio. Libro splendido, che mi ha tenuto incollato alle pagine in maniera quasi possessiva.
    Mi ha commosso.

    Io lo straconsiglio. Ma non solo questo libro. Tutto Yates. In Italia son stati pubblicati finora solo questo, DISTURBO DELLA QUIETE PUBBLICA e UNDICI SOLITUDINI

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    Da Sempre

  • #2

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    Grazie mille, stavo proprio pensando di prendere questo libro ma ero un pò indecisa.
    Ora mi hai convinta.

  • #3
    Surrealistic member
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    romanzo che evoca numerose emozioni, purtroppo contrastanti. La vita dei coniugi wheeler è l'emblema della vita della ricca borghesia degli anni 50, dominata dal piattume emotivo, dall'inutile confronto con i propri vicini, e dalla ricerca di qualcosa che non si capisce bene cos'è. Gli affetti sono vissuti in maniera passiva, lontana, senza la minima percezione delle piccole grandi cose della vita (come può essere la nascita di un bambino oppure il tradimento della persona amata) e i sogni sono piuttosto dei miraggi, dei castelli costruiti in aria e dunque inarrivabili.
    Io, personalmente, ho trovato questo libro molto stimolante, ma con esso sono in totale disaccordo. Soprattutto l'attualità della vicenda è sconcertante. Viviamo ancora oggi in una società che criminalizza la borghesia, mettendola agli antipodi del romanticismo, o peggio ancora, della realtà. La borghesia corrotta, la borghesia drogata, la borghesia marcia....nessuno mette in dubbio queste posizioni, però qualche dubbio sorgerebbe sulle opposizioni. Chi puo arrogarsi il diritto di stabilire quale sia il modo corretto di vivere, l'antitetica coppia dei Wheeler, ovvero degli amanti di campagna che spendono la loro vita nella semplicità e nell'amore per i figli e per la famiglia? e chi ha la dimostrazione che questo amore sia proprio la chiave per vivere bene e di conseguenza la sua assenza la condanna dei wheeler? Questo fantomatico amore, non è forse un momento di egoismo della nostra vita istintiva, che ci obbliga alla riproduzione, che ci fa chiudere in un guscio...
    io sono sempre più convinto, relativamente alle dinamiche sociali, che qualcosa continua a sfuggirci

  • #4
    Alfaheimr
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    Citazione Originariamente scritto da El_tipo Vedi messaggio
    romanzo che evoca numerose emozioni, purtroppo contrastanti. La vita dei coniugi wheeler è l'emblema della vita della ricca borghesia degli anni 50, dominata dal piattume emotivo, dall'inutile confronto con i propri vicini, e dalla ricerca di qualcosa che non si capisce bene cos'è. Gli affetti sono vissuti in maniera passiva, lontana, senza la minima percezione delle piccole grandi cose della vita (come può essere la nascita di un bambino oppure il tradimento della persona amata) e i sogni sono piuttosto dei miraggi, dei castelli costruiti in aria e dunque inarrivabili.
    Io, personalmente, ho trovato questo libro molto stimolante, ma con esso sono in totale disaccordo. Soprattutto l'attualità della vicenda è sconcertante. Viviamo ancora oggi in una società che criminalizza la borghesia, mettendola agli antipodi del romanticismo, o peggio ancora, della realtà. La borghesia corrotta, la borghesia drogata, la borghesia marcia....nessuno mette in dubbio queste posizioni, però qualche dubbio sorgerebbe sulle opposizioni. Chi puo arrogarsi il diritto di stabilire quale sia il modo corretto di vivere, l'antitetica coppia dei Wheeler, ovvero degli amanti di campagna che spendono la loro vita nella semplicità e nell'amore per i figli e per la famiglia? e chi ha la dimostrazione che questo amore sia proprio la chiave per vivere bene e di conseguenza la sua assenza la condanna dei wheeler? Questo fantomatico amore, non è forse un momento di egoismo della nostra vita istintiva, che ci obbliga alla riproduzione, che ci fa chiudere in un guscio...
    io sono sempre più convinto, relativamente alle dinamiche sociali, che qualcosa continua a sfuggirci
    D'accordo con la sostanza del post e d'accordo in particolare con il sottolineato.
    Quando si produce critica sociale si lavora su fili di lama serrati e bisogna fare attenzione. Forse bisogna essere mostruosi come lo furono i vari Petronio, Gadda, Pasolini, Apuleio, Wallace, Swift o Sterne, Proust o Musil, Mann; come lo sono un Pynchon, un Arbasino. Bisogna dimenticare categorie e schematizzazioni perché far letteratura sulla società in modo originale significa sempre ricreare.
    Ti sembrerà strano, ma quando ho visto il film [] ne ho tratto conclusioni simili.

  • #5
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    E' stata una sorpresa per me la scoperta di questo libro. Non leggo molti autori moderni ma la vitale nazione americana produce ancora straordinari talenti. Al di là dalle vicende dei giovani coniugi che pur vivendo discretamente, come una famiglia tipica del periodo, con due figli e un lavoro, seppur non troppo gratificante ma che comunque permette una minima agiatezza vanno incontro progressivamente ad una crisi morale del loro rapporto, c'è una descrizione mirabile della società del tempo fatta anche con i comprimari, che poi non sono comprimari (la padrona di casa con il figlio instabile mentalmente, gli amici pieni di figli che però sono sempre a loro disposizione, ecc...). E' un libro bellissimo di cui consiglio a tutti la lettura. Leggerò senz'altro qualche altra opera di questo scrittore.

  • #6
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    Il romanzo si è fatto divorare in pochi giorni tanto è scorrevole nel delineare aspetti di pure non semplice descrivibilità come le ansie, fantasie e "mezzi pensieri" di ognuno dei personaggi.
    Il merito di Yates a mio avviso è quello di spiegare a chiare lettere che il sentimento, l'attrazione sessuale, l'affinità intellettuale se pure importanti, magari pure indispensabili, all'interno di una coppia per poter continuare a rimanere uniti nel corso degli anni, questo non sia neanche lontanamente sufficiente. Quello che manca ai due protagonisti è il sincero e autentico desiderio di prendersi sul serio almeno per una sola volta in tutta la loro vita. Per questo discutono molto tra loro (meglio "tergiversano") di ogni evento si verifichi nella vita dei loro vicini così come della società, ma non fanno mai uno sforzo perché, pure appoggiandosi l'uno sull'altro, possano almeno cercare di elevarsi, di fare qualcosa che dia davvero fondo alle loro energie. Preferiscono invece continuare a rimanere nella loro mediocrità, seppure insoddisfatti e continuamente in preda a lamentele e litigi, comunque meno faticoso che impegnarsi davvero.
    Yates mostra come anche un conseguimento oggettivamente prezioso come può essere la famiglia, i figli o una bella casetta non sono nulla se non contestualizzati in una ricerca a più ampio respiro, del senso della propria vita. La incontestabile mancanza di perseguimento di alcun ideale di bellezza da parte di ognuno, è la causa che porta al tragico epilogo.
    Ultima osservazione, non che sia un difetto: alla banalità dei personaggi l'autore non propone alcuna alternativa, forse perché egli condannava l'intera classe borghese americana senza possibilità di appello, o forse perché vuole lasciare al lettore tale compito. Poco importa.
    In ogni caso semplicemente eccezionale.


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