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Toyota. Perchè l'industria italiana non progradisce

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Discussione: Galgano, Alberto - Toyota. Perchè l'industria italiana non progredisce

  1. #1
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    Predefinito Galgano, Alberto - Toyota. Perchè l'industria italiana non progredisce

    Questo libro è una raccolta di spunti, definizioni e commenti sui metodi organizzativi aziendali più innovativi e vincenti. Ci sono commenti sull'oganizzazione oramai non al passo coi tempi di gran parte dell'industria italiana. Un buon libro per capire meglio come mai l'Italia sta diventando un paese di serie C (in serie B c'è da un bel po').

    Parlando del nuovo ruolo organizzativo del personale operativo Galgano parla di due tipi di miglioramento, quello periodico e quello continuo.
    Il miglioramento continuo chiama in causa Michelangelo con la sua frase "la perfezione è fatta di dettagli". Il sistema Toyota cura con estrema attenzione tutti i dettagli. Il perseguimento della perfezione sta nel miglioramento continuo.

    Come superare l'empasse in cui è caduto il sistema industriale italiano? Come affrontare con successo tutte le difficoltà e i problemi davanti a cui si trovano le grandi imprese nazionali? L'autore individua una possibile soluzione nell'applicazione del Sistema Toyota all'interno delle organizzazioni. Dopo l'osservazione degli ostacoli da vincere per introdurre con buoni risultati il Sistema, questo testo entra direttamente nel vivo degli aspetti nevralgici del metodo analizzando l'approccio all'azione, spiegando come sia opportuno modificare la struttura aziendale e mettendo in risalto il nuovo ruolo del personale operativo.

  2. #2
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    Predefinito

    Non ho letto il libro e credo che per rispondere non ci sia bisogno dell'esempio della Toyota ma basti un minimo di vita vissuta.
    A. Nelle aziende italiane piccole, trovi (quasi) sempre:
    1. il Padrone: un vecchio che era bravo a fare le scarpe ai tedeschi copiando i loro prodotti ma facendoli costare un terzo perche' (in passato) aveva una rete di lavoratori in nero impressionante
    2. sua Moglie: una bestia come il marito, che si occupa della contabilita' e brava a non pagare chi lavora.
    3. il Figlio Maschio: prima ha mollato Ingegneria, poi ha mollato Economia, poi ha mollato Scienze Politiche e quando gli hanno trovato una prof di inglese c'ha provato subito. Alla fine il Padrone gli ha preso la Mercedes nera e l'ha messo come Responsabile Commerciale.
    4. La Figlia Femmina: e' la responsabile Acquisti, nel senso che e' sempre a fare shopping.
    Finita la Famiglia e' finita anche l'Azienda percio' trovi solo gente che lavora come puo', nel senso che la segretaria ha ancora una Olivetti, l'ingegnere non sa come liberarsi del tecnigrafo pieno di polvere che il Padrone non butta via perche' nel 64 l'ha pagato un capitale, il caddista ha un software pirata, il magazziniera sposta i colli col carrello dell'Esselunga... e quando ricevono una telefonata dall'estero, in inglese, tutti ridono pensando sia uno scherzo di Radio Deejay.
    Le azienda grandi invece... invece un cavolo, sono uguali ma piu' larghe: finche' han potuto mangiare l'hanno fatto e quando non gliene han piu' dato, hanno minacciato di andare in Serbia perche' i ns operai sono troppo cari, mentre quelli svedesi della Volvo, francesi della Renault e PSA o tedeschi della VW, costano - lo sanno tutti!!! - meno dei ns di Melfi o Pomigliano.
    L'industria italiana va male perche' la ns classe dirigente fa schifo: andavano bene ai tempi in cui potevano svalutare la Lira all'inverosimile (e l'hanno fatto!) e far lavorare tutti in nero, ma da quando c'e' l'Euro e lo scontro e' ad armi pari, si vede che a comandare ci sono dei debosciati.
    Saluti

  3. #3

    Predefinito

    Prima il giudizio sul libro: l'autore è il classico consulente italiano che cerca di scopiazzare dai guru internazionali rivendendosi come tale. Direi che se c'è un male nelle aziende italiane sono questi pseudo guru che nulla hanno da invidiare agli opinionisti televisivi. Il libro ne è testimonianza, il metodo Toyota era già vecchio quando è uscito il libro, e il sistema del lean management (il metodo Toyota appunto) ripreso dalle maggiori aziende,anche italiane.

    Detto questo un appunto sul commento precedente: questa è la classica visione provinciale di questo paese, che vuole sviluppo e lavoro ma poi è contro la libera impresa (salvo non sia quella degli amici e compagni) .
    Da noi Gates o Jobs non sarebbero andati lontani, ma abbiamo comunque avuto storie esemplari come del vecchio o bombassei.

    Lasciamo stare l'esempio stupido, mandare avanti un'azienda nell'economia odierna non è facile, bisogna solo rispettare gli imprenditori (e io non lo sono) che mandano veramente avanti questo paese insieme ai lavoratori (veri). Mi sa che al massimo hai lavorato in un'agenzia di pulizie, perché le imprese italiane hanno una produzione del tutto differente da quella tedesca, non la copiano ma la forniscono (ps. la Volvo è praticamente fallita ed ora in mano ai cinesi, i tedeschi hanno accordi di lavoro peggiore che alla fiat al di là dello stipendio).
    L'impresa italiana è nata da ex-lavoratori che si sono messi in proprio.
    Magari troppo legate al modello piccola impresa familiare ma meglio questo (stile Ferrero) che altri modelli, tipo Francia o Corea con pochi alti dirigenti e tanti lavoratori in serie.

    se sei tanto bravo prova tu a fare vera impresa. Intanto gli imprenditori con i lavoratori stanno portando avanti un paese in cui il 66% delle persone sono, non solo per giusti motivi di età, mantenuti: a cominciare da politici, sindacalisti, studenti eterni figli di papà, consulenti del nulla, molti statali, falsi invalidi e finti disoccupati (quelli che il lavoro se non è fisso, tranquillo e ben pagato non è dignitoso)

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