I contenuti:
Cicalecci, pettegolezzi, confidenze e segreti tra donne. Ma attraverso le chiacchiere, le difficili problematiche e le leggere soluzioni si delinea uno spaccato fresco e vitale dell'ambiente sociale iraniano. Lettering di Nadège Vainas.

Tra la terza e la quarta parte di Persepolis, il suo lavoro più noto e apprezzato, la disegnatrice iraniana Marjane Satrapi ha realizzato un breve racconto di intermezzo, quasi un dietro le quinte della vicenda maggiore, che narra un pomeriggio di chiacchiere oziose tra donne. La ventenne Marjane, sua madre e sua nonna, – della quale già in Persepolis avevamo conosciuto il carattere anticonformista –, insieme ad altre donne di diverse generazioni, si scambiano svagate confidenze al riparo dallo sguardo indiscreto degli uomini. Le loro storie di vita e d’amore, le parole che mai direbbero al di fuori di quel contesto, sono riportate dalla Satrapi con delicatezza e semplicità. Tra un segreto svelato e un’esclamazione piccante, questi racconti scoprono nuovi dettagli sulla condizione femminile in Iran e sulla inattesa vitalità celata sotto l’oscurantismo degli ayatollah. Come in Dieci, del regista connazionale Abbas Kiarostami, il ritratto delle donne iraniane compiuto dalla Satrapi si presenta tanto sfaccettato quanto inafferrabile. Le figure rappresentate non smettono mai di inseguire i loro desideri, a dispetto delle rigide regole imposte dal regime, e quello che raccontano è un piccolo ma eloquente spaccato dell’Iran “privato” che cresce al di sotto della discriminazione pubblica. Dopo Persepolis, anche Taglia e Cuci propone un’ironica riflessione sulle tensioni (e le sorprendenti analogie) che dividono Medio Oriente e mondo occidentale, filtrate dallo sguardo di un’autrice che ha vissuto quelle tensioni in prima persona e ha trovato il coraggio (e il linguaggio) per raccontarle con efficacia.

Bellissimo leggetelo!