Quattro generazioni si susseguono nella Malesia del Novecento, nell'arco dell'intero secolo. Lakshmi - la Madre del Riso, forte e magica, complessa e misteriosa, moderna ma legata a tradizioni millenarie - dopo un'infanzia trascorsa in modo sereno, a soli quattordici anni dovrà sposare un uomo molto più anziano di lei, dal quale avrà sei figli: i gemelli Lakshmnan e Mohini, uniti in un certo senso da un tragico ed ineluttabile destino; Anna;Sevenese con le sue premonizioni; Jeyan, ritenuto dalla madre troppo simile al padre, ossia ottuso e privo di personalità; Lalita, condannata alla solitudine, personaggio rassegnato ma in un certo senso, a mio parere, solido e rassicurante. Ogni capitolo porta come titolo il nome di un personaggio, il quale narra uno scorcio della storia secondo il proprio punto di vista.
Questa, insieme all'atmosfera magica e un po' surreale che spesso si respira nei romanzi ambientati nei paesi asiatici, è la cosa che più mi ha colpito di questa bellissima saga familiare: il fatto che l'autrice riesca volta per volta ad immedesimarsi perfettamente in ciascuno dei suoi personaggi - i quali in molti casi hanno visioni opposte - in maniera tale da riuscire ad avvicinare il lettore di volta in volta ad ognuno di loro, cancellando quasi del tutto le classiche distinzioni tra buoni e cattivi.
Nonostante sia un susseguirsi di tragedie che non lascia tregua, ho trovato questo libro molto intenso e coinvolgente, sicuramente non ci si annoia e lo consiglio vivamente a tutti.