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Il tempo di Blanca

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Discussione: Serrano, Marcela - Il tempo di Blanca

  1. #1
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    Predefinito Serrano, Marcela - Il tempo di Blanca

    Blanca, che vive a Santiago del Cile dopo la dittatura, improvvisamente si ammala di afasia, malattia che consiste nella totale incapacità di comunicare, proprio quando una nuova coscienza del mondo le chiede di parlare. Da quel momento, costretta ad usare soltanto il linguaggio degli occhi, ripercorre la sua vita, gli affetti, i figli, gli amori, le amicizie (che costituiscono il leit-motiv dei libri della Serrano) rimettendo in discussione l'intera sua esistenza.
    Bellissimo romanzo, a mio parere uno dei più intensi di questa autrice. Forse è banale, ma mi ha fatto riflettere sul fatto che possediamo un dono come la possibilità di comunicare con il mondo esterno in qualsiasi maniera, e non solo lo diamo per scontato ma non ne sfruttiamo neanche una minima parte (almeno io...).

    Mia nonna mi insegnò a leggere. Mia nonna mi mostrò i libri e mi trasmise il suo amore per loro. Non ebbi scelta, fu la sua eredità. Mia nonna mi disse che con i libri non mi sarei mai sentita sola. Mi insegnò ad avere cura dei miei occhi fino a farmi sentire padrona del luogo più prezioso, più limpido. Mi spiegò che se mai mi fosse venuto meno l'udito, non sarebbe stata una grave perdita, tutto quello che valeva la pena ascoltare era già stato scritto e l'avrei potuto riscattare con gli occhi. Mi disse che se mi fosse mancata la voce, non sarebbe stata la fine del mondo. Avrei registrato i suoni dall'esterno senza restituirli e nessuno, tranne me, ne avrebbe sentito la mancanza.........
    ............Dovevo prendermi cura dei miei occhi. Solo con quelli avrei potuto leggere. Solo quelli mi avrebbero salvato dalla solitudine.

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  3. #2
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    Citazione Originariamente scritto da alessandra Vedi messaggio
    Blanca, che vive a Santiago del Cile dopo la dittatura, improvvisamente si ammala di afasia, malattia che consiste nella totale incapacità di comunicare, proprio quando una nuova coscienza del mondo le chiede di parlare. Da quel momento, costretta ad usare soltanto il linguaggio degli occhi, ripercorre la sua vita, gli affetti, i figli, gli amori, le amicizie (che costituiscono il leit-motiv dei libri della Serrano) rimettendo in discussione l'intera sua esistenza.
    Bellissimo romanzo, a mio parere uno dei più intensi di questa autrice. Forse è banale, ma mi ha fatto riflettere sul fatto che possediamo un dono come la possibilità di comunicare con il mondo esterno in qualsiasi maniera, e non solo lo diamo per scontato ma non ne sfruttiamo neanche una minima parte (almeno io...).

    Mia nonna mi insegnò a leggere. Mia nonna mi mostrò i libri e mi trasmise il suo amore per loro. Non ebbi scelta, fu la sua eredità. Mia nonna mi disse che con i libri non mi sarei mai sentita sola. Mi insegnò ad avere cura dei miei occhi fino a farmi sentire padrona del luogo più prezioso, più limpido. Mi spiegò che se mai mi fosse venuto meno l'udito, non sarebbe stata una grave perdita, tutto quello che valeva la pena ascoltare era già stato scritto e l'avrei potuto riscattare con gli occhi. Mi disse che se mi fosse mancata la voce, non sarebbe stata la fine del mondo. Avrei registrato i suoni dall'esterno senza restituirli e nessuno, tranne me, ne avrebbe sentito la mancanza.........
    ............Dovevo prendermi cura dei miei occhi. Solo con quelli avrei potuto leggere. Solo quelli mi avrebbero salvato dalla solitudine.
    Noto che abbiamo gusti molto molto simili in fatto di libri

    E' il romanzo che più amato di quelli della Serrano..... li ho letti tutti, ne ho apprezzati alcuni.....ma Il tempo di Blanca mi è rimasto veramente nel cuore !!!

  4. #3
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    Citazione Originariamente scritto da elena Vedi messaggio
    Noto che abbiamo gusti molto molto simili in fatto di libri

    E' il romanzo che più amato di quelli della Serrano..... li ho letti tutti, ne ho apprezzati alcuni.....ma Il tempo di Blanca mi è rimasto veramente nel cuore !!!
    Anch'io l'ho notato!!!L'ho scritto anche in un altro topic!

  5. #4
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    E' stato il primo di questa autrice che ho letto ed anche il più bello, secondo me.
    Meraviglioso l'espediente dell'afasia e della donna che si racconta la sua vita (e quella del suo paese).
    Quello che più mi ha colpito di questo racconto è stata la capacità dell'autrice di descrivere quelle che devono essere le sensazioni di una persona affetta da afasia. Io lavoro spesso con persone che soffrono di questo disturbo, terribile condizione di persone lucide che non sono più in grado di esprimere i propri pensieri, nè di leggere o di scrivere. Quasi essere sepolti vivi dentro se stessi. Ed è vero, come descrive la Serrano, che spesso chi circonda queste persone tende a parlare loro come a dei bambini e con l'andare del tempo a non parlarci proprio...
    Coinvolgente, un libro che è capace di emozionare. Introspettivo e storico. Capace di leggere l'animo femminile, come del resto anche gli altri lavori di questa scrittrice.

  6. #5
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    Questo libro mi ha suscitato riflessioni molto diverse durante la lettura, a tratti piacevole e intenso, a tratti banale.
    Concordo con voi sul fatto che è veramente notevole la capacità dell'autrice di descrivere le emozioni e i sentimenti di una donna colpita da afasia, mi ha davvero colpito. Inoltre anche i diversi personaggi (soprattutto femminili) molto diversi tra loro, sono dipinti benissimo, colti nelle loro caratteristiche e peculiarità distintive; sullo sfondo un paese difficile e sofferente.
    La parte che invece mi è sembrata banale e sempliciotta è la storia d'amore; leggendo infatti quelle pagine mi sembrava di cadere in un superficiale romanzetto rosa...

    Comunque quest'ultima è solo una piccola parte del mondo di Blanca, della sua famiglia e dei suoi amici per cui nel complesso il libro mi è piaciuto. Voto 3,5.
    Avevo però apprezzato di più "Antigua, vita mia".

  7. #6
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    Predefinito Serrano, Marcela - Il tempo di Blanca

    Blanca, madre e moglie appagata, conduce un'esistenza ovattata e fuori della realtà nella Santiago del Cile del dopo dittatura. All'improvviso alcuni eventi dirompenti vengono a sconvolgere la linearità della sua vita: l'incontro con persone di un diverso ceto sociale, l'amore per un ex perseguitato politico, la scoperta dell'ipocrisia e della vacuità del mondo cui appartiene. Un terremoto esistenziale, un bivio obbligato: è il momento delle scelte. Blanca vorrebbe gridare, vorrebbe dirlo che non ci sta più, ma un'improvvisa, quasi metaforica malattia la rende incapace di comunicare. Perde la parola proprio quando una nuova coscienza del mondo le chiede di parlare. La prigione del silenzio diventa tuttavia la premessa di una rinascita, di un'altra storia, di un'altra verità. Dopo un primo istante di smarrimento e disperazione, Blanca sceglie la vita e inventa un nuovo linguaggio, quello degli occhi, con i quali racconta la propria storia, i ricordi, i sentimenti e i rimpianti. (fonte IBS)

    Ho deciso di leggere questa intensa storia pur essendo io incline a farmi intimorire dalle malattie fisiche (in questo caso si tratta di afasia, un disturbo del linguaggio di origine neurologica che avevo studiato durante il corso -non terminato- di Psicologia), per questo ho proceduto tra il timore iniziale e lo stupore e l'ammirazione seguenti per il modo in cui i fatti vengono narrati.
    Ma ovviamente non c'è solo la malattia, c'è la politica, il sentimento, la nostalgia e ogni personaggio è ben descritto, soprattutto dal punto di vista interiore, come piace a me.
    Sono tante, troppe le parti che mi hanno personalmente coinvolta in questo secondo romanzo della scrittrice cilena (perché anche senza la malattia fisica sono in una fase particolarmente critica a livello emotivo), cercherò di riportarne qualcuna più significativa.
    Ho trovato molto inquietante il fatto che viene citato La campana di vetro della Plath, il libro che avevo letto prima di questo... a volte credo che le letture non vengano scelte da noi, ma siano loro a sceglierci.

    I comunisti, tagliati fuori dalla storia, in estinzione. I socialisti pensano a sistemarsi e si imborghesiscono. I diritti umani ormai sono appannaggio di un gruppo di pazzi ribelli antisistema... che bel futuro abbiamo davanti! E con un governo totalmente incapace di mobilitazione, finirà che la destra si prenderà le piazze. qui si parla del Cile negli anni dopo la dittatura (quindi dal '73 fino al 1990) ma in parte (per il mio punto di vista) mi sembra la situazione politica italiana degli ultimi tempi...

    My Kingdom for a horse. La mia vita per un libro.

    Ammetto di avere una paura tremenda della morte, ma è anche vero che non voglio più vivere.
    Sento una leggera repulsione per questa donna che non riconosco.

    Mi piacerebbe trasformarmi in un ermafrodito per un po' di tempo... che possa godere insieme delle sue due nature. Insomma, vorrei essere un uomo e goderne, ma senza perdere la mia visuale di donna.

    Non mi ucciderò fondamentalmente perché non saprei come farlo. E' molto più difficile di quanto non si pensi.
    Non sono capace. Odio la mia lucida vigliaccheria.
    Ultima modifica di Minerva6; 08-20-2017 alle 05:37 PM.

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  9. #7
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    Ero convinta che Il tempo di Blanca ci fosse già. Forse il mio preferito della Serrano insieme ad Antigua, vita mia. Avendolo letto molto tempo fa, non ricordo gran che, solo la sensazione di malinconia tipica sudamericana e la descrizione dall'interno, così efficace, della malattia. Ricordo qualcosa delle pagine finali, decisamente d'effetto.

  10. #8
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    Infatti c'era già

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