Il romanzo narra la vicenda di un inglese di fine '700.
La sua vita sembra scorrere tranquilla finchè una serie di disgrazie capitatigli in serie culmineranno con un'incriminazione, ovviamente da altri architettata, che lo proietteranno su una nave penale diretta verso una ancora impopolata Australia.
Qui infine cercherà di rimettere in sesto la sua vita.

La storia è sostanzialmente noiosa, i dialoghi meccanici ed innaturali ed il protagonista un disastro.
E' gia molto difficile per un autore moderno ricreare un personaggio reale vissuto in un altro tempo, se poi questo personaggio è maschile mentre l'autore non lo è il rischio di trovarsi davanti un ibrido è cosa certa.
Il protagonista non è un eroe, e forse l'autrice non voleva così, ne un figlio semplice della natura come ci si aspetterebbe; nelle poche volte in cui si vince la noia e ci si concentra veramente sulla lettura ispira un'antipatia gagliarda.
Le ambientazioni, soprattutto quelle del porto di Bristol, e l'accuratezza storica sono degne di nota tuttavia niente di eccezionale rispetto alla media.

In conclusione, se proprio non avete di meglio tra le mani...