Dopo attenta e lunga riflessione Doyle decise di far morire la sua più famosa creazione.

Nel 1893 quindi Holmes, lottando col professor Moriarty, cadde avvinghiandosi a questo in una cascata situata in Svizzera.

L'autore poi, sotto pressione degli innumerevoli estimatori, riprese qualche anno più tardi la stesura delle memorie di Watson, lasciando un vuoto cronologico di qualche anno nella narrazione in cui, nello scritto, Holmes semplicemente sceglierà l'anonimato.

L'autore del suddetto libro ci delinea ora una soluzione ben diversa e molto intrigante di ciò che successe in concomitanza e dopo il citato periodo, parlando sempre per bocca di Watson e sfruttando il fatto che questi, negli originali scritti, spesso affermò di aver taciuto o di aver volontariamente modificato avvenimenti che avrebbero potuto creare problemi alla nazione o ai diretti interessati.

Lo spunto investigativo, presente a partire da metà libro, viene preceduto dai reali (per lo scrittore) eventi che infine portarono Holmes in Austria nello studio di Freud.

Il libro è decisamente interessante e l'autore riprende lo stile di Doyle con estrema precisione; gli eventi alternativi che vengono raccontati da soli giustificano la lettura a tutti gli ammiratori del maestro del ragionamento deduttivo.
Consigliato.