Quando ci si dedica alla lettura di un poema capita, o almeno così a me succede, che nell'interpretare i versi, forse per noia, forse per eccessivo affaticamento, si perda progressivamente l'interesse che spinga al continuo dell'opera.

Questo perchè, sempre considerando in primis che l'opera sia certamente valida e l'argomento ci interessi, è necessario cogliere il senso di quello che l'autore voglia trasmettere, il quale risulta perlopiù velato da tutti quegli artifizi del discorso di cui le lingue sono piene.

Se non siamo interessati alla bellezza di parafrasi, figure retoriche..., possiamo furbescamente lasciar fare il lavoro sporco a qualcun altro e goderci puramente la storia, non disdegnando però i passaggi più belli che l'autore certamente non mancherà di segnalarci.

In questa categoria va quindi messo il libro "Nessuno", che ci racconta l'Odissea vista dagli occhi di un grande scrittore.
De Crescenzo è fedele all'opera e ci descrive, uno per uno, i canti.
Il libro è molto scorrevole e scritto veramente bene, il valore aggiunto però è la classica simpatia dell'autore che in ogni situazione, anche quelle che sembrano drammatiche, inserisce la sua tipica filosofia.
Il risultato è qualcosa di imperdibile.

Lo si trova generalmente per quattro soldi alle bancarelle.

Per me da leggere.


Lucripeta dixit