Il protagonista di questo romanzo è Luigi, ragazzo sedicenne orfano di padre, che vive a Napoli nel quartiere dei Tribunali e lavora per la camorra, ritirando nei vari quartieri della città le mesate da consegnare alle famiglie dei camorristi finiti in galera, sempre a cavallo della sua Vespa, che guida "come un padreterno".
E Luigi si sente molto simile a Ermes, messaggero degli dei, che il protagonista impara a conoscere sui libri del fratello più piccolo.
Ma il vero interesse del protagonista non è la camorra, in cui pure si trova marginalmente inserito suo malgrado, bensì Ninetta, sua coetanea, fidanzata con il nuovo capozona Gaetano, che, durante la "villeggiatura" del ragazzo a Poggioreale, spesso si fa accompagnare da Luigi a Marechiaro sulla sua Vespa per fare un tuffo.

Buon romanzo d'esordio della Poggiali, questo libro non vuole parlare principalmente di camorra, ma della storia di un adolescente e della sua città, Napoli, di cui la camorra pure è parte integrante, insieme con le sue bellezze e il suo mare. Luigi è un ragazzo a cui si impara ad affezionarsi nel corso della lettura, un ragazzo che è abituato alla violenza nella sua quotidianità, a vedere morire accanto a sè amici e conoscenti, all'omertà del suo quartiere, ma che nello stesso tempo vorrebbe affrancarsene e trovare gioia e tranquillità insieme alla ragazza di cui è innamorato.
Questo romanzo, a mio avviso, migliora con lo scorrere delle pagine: all'inizio gli episodi narrati possono sembrare slegati tra loro e ininfluenti ai fini della storia, ma man mano ci si lascia coinvolgere nella lotta interiore di Luigi, anche grazie al linguaggio asciutto e fortemente intriso di napoletanità usato dall'autrice.

Consigliato, soprattutto a chi vuole vedere Napoli e i suoi giovani in una prospettiva diversa da quella proposta da Saviano!