Benvenuti nel forumlibri
la community dei lettori italiani cultura e letteratura


Benvenuti nella community degli amanti dei libri, della letteratura e cultura. In forumlibri si discute di:
 » libri, arte, cultura, letteratura e Bellezza
 » cinema: recensioni di film e registi;
 » salotto letterario: letteratura, case editrici, nuovi autori, etc;
 » sociale: trova nuovi amici e nuovi contatti.

iscriviti R E G I S T R A T I al forumlibri

Registrandoti avrai accesso a tutte le funzioni del forumlibri e la navigazione sarà più veloce. Per comunicazioni, commenti o altro: info@forumlibri.com

    Buona navigazione!

copertina libro

Dance Dance Dance

Mostra risultati da 1 a 15 di 15

Discussione: Murakami, Haruki - Dance Dance Dance

  1. #1
    Chocoholic Libridinosa
    Data registrazione
    Jun 2008
    Località
    Varese
    Messaggi
    1273
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    1
    Thanked in
    1 Post

    Predefinito Murakami, Haruki - Dance Dance Dance

    È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a.d. 1983. Alla radio suonano gli Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees ecc. Uno strano mondo, questo, dove tutto - o quasi - si può comprare. C'è un giornalista free lance che ha perso molte cose nella vita e ogni volta una parte di sé. Cammina controvento senza perdere lo slancio: forse, per mantenere la rotta, non gli interessa che lasciarsi andare alla deriva. C'è una ragazzina di tredici anni seduta da sola in bar. Ci sono una receptionist troppo nervosa, un attore dal fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto a Honolulu dove sei scheletri guardano la TV. Esiste un collegamento fra queste cose, un senso anche per chi ha perso l'orientamento, basta continuare a danzare.

    ------
    L'ho appena iniziato, ho letto Norwegian Wood e mi è piaciuto moltissimo, così un amico mi ha consigliato di proseguire con questa lettura. Recensirò appena lo finisco

  2. #2
    Senior Member
    Data registrazione
    Aug 2007
    Località
    Torino
    Messaggi
    2551
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    L'ho finito poco prima della vacanza di Natale. E' il terzo libro che leggo di quest'autore(dopo norwegian wood e la fine del mondo e il paese delle meraviglie) e continuo ad apprezzare lo stile dell'autore.

  3. #3
    Chocoholic Libridinosa
    Data registrazione
    Jun 2008
    Località
    Varese
    Messaggi
    1273
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    1
    Thanked in
    1 Post

    Predefinito

    Strano. E’ la prima parola che mi viene in mente per definire questo romanzo. Non in negativo, certo mi è piaciuto un po’ meno che Norwegian Wood. Ha qualcosa di particolare questa storia, che si dilunga, è lenta nel suo scorrere, ma c’è qualcosa che mi ha comunque fatto proseguire, una sorta di curiosità su come si evolvono i fatti. È uno strano vortice di situazioni, eventi. E ti trovi alla fine, pensando che non tutto sembra ciò che è. La scrittura ha sempre un qualcosa di malinconico, fa percepire le sensazioni provate dai protagonisti. Malinconia, angoscia, mancanza.
    Non mancano comunque episodi ironici. C’è qualcosa che mi ha incantata in questa lettura. Quella… “dance” tra la realtà e uno strano mondo e tutta la storia che gli ruota attorno, con quella punta di noir che fino alla fine ti tiene legato.
    E..... Danzare, sempre.

  4. #4
    Senior Member
    Data registrazione
    Aug 2007
    Località
    Torino
    Messaggi
    2551
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Blueberry Vedi messaggio
    Strano. E’ la prima parola che mi viene in mente per definire questo romanzo. Non in negativo, certo mi è piaciuto un po’ meno che Norwegian Wood. Ha qualcosa di particolare questa storia, che si dilunga, è lenta nel suo scorrere, ma c’è qualcosa che mi ha comunque fatto proseguire, una sorta di curiosità su come si evolvono i fatti. È uno strano vortice di situazioni, eventi. E ti trovi alla fine, pensando che non tutto sembra ciò che è. La scrittura ha sempre un qualcosa di malinconico, fa percepire le sensazioni provate dai protagonisti. Malinconia, angoscia, mancanza.
    Non mancano comunque episodi ironici. C’è qualcosa che mi ha incantata in questa lettura. Quella… “dance” tra la realtà e uno strano mondo e tutta la storia che gli ruota attorno, con quella punta di noir che fino alla fine ti tiene legato.
    E..... Danzare, sempre.

    Si è vero in alcuni punti soprattutto all'inizio è poco scorrevole, a mio parere come tutti gli altri suoi libri che ho letto, però a un certo punto riesco a trovare un motivo per non abbandonarli e alla fine non rimango mai delusa, c'è sempre qualcosa che ti incanta.
    Mi è piaciuta molto anche l'espressione "spalare la neve".
    Comunque il mio preferito rimane "La fine del mondo e il paese delle meraviglie"

  5. #5
    Junior Member
    Data registrazione
    Aug 2009
    Località
    Bergamo
    Messaggi
    3
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito Bello!

    L'ho finito qualche giorno fa. L'avevo iniziato ad Agosto e per svariati motivi l'avevo trascusato un po'.
    All'inizio non è stato troppo scorrevole ma ci ho trovato da subito qualcosa di interessante e così piano piano Ho proseguito.
    Mi piace pensare che tutto sia un lungo sogno: l'uomo pecora, la situazione un pò piatta... mi ricorda molto un sogno di quelli che sembrano non finire mai.
    Mi è piaciuto molto e lo consiglio!

  6. #6

    Predefinito

    Lo sto leggendo e sono arrivato alla scena dell'interrogatorio. Secondo me Murakami dà un saggio del suo talento descrivendo l'inutilità della prassi burocratica e condendo il tutto con un'ironia fuori dal comune.

  7. #7
    Senior Member
    Data registrazione
    Jul 2010
    Località
    Kanyakumari
    Messaggi
    2232
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    1
    Thanked in
    1 Post

    Predefinito

    Di Murakami Ho letto Kafka sulla spiaggia, Norvegian Wood, L'uccello che girava le viti del mondo, After Dark e 1Q84... Questo rimane indubbiamente il mio preferito!

  8. #8

    Predefinito

    Ce l'ho in lista da un po'. Murakami mi piace davvero tanto, lo leggerò presto.

  9. #9

    Predefinito

    Letto e apprezzato veramente tanto.
    È la storia di un giornalista free lance, che a causa degli abbandoni delle persone che transitano nella sua vita per poi lasciarlo, sente che c'è qualcosa da riordinare. Il suo percorso parte dal Dolphin Hotel, infimo albergo che aveva frequentato con una ragazza a cui era legato quattro anni prima e che ora è un lussuoso hotel che ha conservato lo stesso nome.
    Insieme a molti personaggi - Yuki, Yumiyoshi, Gotanda, l'uomo pecora, Mei, Kiki, Dick North - succederanno cose sospese tra realtà e dimensione onirica, tipica dell'ottimo Murakami, che è in grado di aggiungere l'elemento surreale senza far perdere credibilità alla storia.
    Romanzo coinvolgente, pieno di spunti di riflessioni, avvincente, con un protagonista amabile.

  10. #10
    Ananke
    Data registrazione
    Feb 2014
    Località
    Mantova
    Messaggi
    2695
    Thanks Thanks Given 
    194
    Thanks Thanks Received 
    257
    Thanked in
    170 Posts

    Predefinito Un folgorante noir giapponese

    L'ho appena finito di rileggere a un'anno dalla prima lettura (evento unico visto che finora non ho mai riletto romanzi), e per me è il romanzo per eccellenza, il mio preferito di sempre.

    Ci si trova catapultati nella vita del protagonista, nel suo vuoto esistenziale e l'unico modo per dare un senso a "tutto" è danzare; attraverso un percorso fatto di scheletri, sogni, celle di prigioni, ragazzine veggenti, attori famosi, prostitute di lusso... dal clima tropicale delle Hawaii a quello rigido di Hokkaido in un viaggio tra realtà e fantasia.

    Scritto divinamente non c'è una riga fuori posto, ogni pagina è emozionante e deliziosa al punto giusto, i personaggi sono memorabili (Yuki su tutti) e il finale è compiuto (cosa rara nei romanzi di Murakami).

  11. #11
    Senior Member
    Data registrazione
    May 2012
    Messaggi
    2336
    Thanks Thanks Given 
    44
    Thanks Thanks Received 
    191
    Thanked in
    116 Posts

    Predefinito

    Soffro di pregiudizi riguardo i libri e non posso farci niente. A volte mi imbatto in un autore o in un titolo mai sentiti prima e scatta in me la voglia, la curiosità di leggerli, nonostante il rischio che possano essere delle autentiche “ciofeche”. Poi invece ci sono autori noti, stra-noti che invece non ho alcuna curiosità di leggere, ed anzi mi incaponisco nel non volerli leggere. Pregiudizio? Sesto senso? Non lo so, so solo che più mi viene detto “questo libro devi assolutamente leggerlo”, meno ho voglia di leggerlo. Forse la mia è solo una protezione che ho adottato dopo anni di “fregature” prese per libri che “dovevo assolutamente leggere”. Murakami è uno di quegli autori che “devi assolutamente leggere”. Forse per questo finora mi ero incaponita nel non volerlo leggere.

    Dance, dance dance è un libro strano, assurdo per alcuni versi, che ho finito di leggere solo per capire dove volesse andare a parare. E non l’ho capito. Come non ho capito cosa sia l’uomo-pecora, all’inizio pensavo fosse una proiezione della coscienza del protagonista, ma Murakami insiste nel dire che è qualcosa di reale, materiale, perciò ho scartato l’idea della coscienza. Ma allora cos’è, cosa rappresenta? Non l'ho capito.

    Il vecchio “Dolphin Hotel” esiste in contemporanea con il nuovo “Dolphin”. Qualcuno riesce a vedere nel nuovo il vecchio e quindi a vedere anche l’uomo-pecora. Murakami voleva forse dire che mentre io sono qui a scrivere al mio pc Napoleone sta combattendo a Waterloo e Cesare sta morendo accoltellato? Non è un’idea nuova ma è sicuramente affascinante. Ma c’è un ma, il vecchio “Dolphin Hotel” esiste solo in funzione del protagonista, e quindi io mi perdo di nuovo. E’ un suo “luogo mentale”? Niente di strano ognuno di noi ha dei “luoghi” del passato a cui è legato e a cui torna con la mente, ma Murakami insiste nel dire che quel luogo è reale. Ma se è reale ed anche altri lo vedono allora non esiste solo in funzione del protagonista. Non l’ho capito.

    Mi era piaciuta, nella sua assurdità, l’idea della “stanza degli scheletri”, ma questa continua “confusione” tra realtà vera e “realtà-immaginaria”(?) mi ha lasciata perplessa. Non potrò mai credere che quel posto fosse reale, perciò non capisco lo sforzo di Murakami di farlo sembrare tale.

    In conclusione posso dire che Murakami è meno peggio di quanto pensassi, ma di sicuro non è un autore per me, in futuro leggerò Norvegian Wood perché mi incuriosisce, ma non penso di fare altre sue letture.

    P.S. Bella l'idea di mettere un personaggio con un nome che è l'anagramma di quello dell'autore.

  12. #12
    Ananke
    Data registrazione
    Feb 2014
    Località
    Mantova
    Messaggi
    2695
    Thanks Thanks Given 
    194
    Thanks Thanks Received 
    257
    Thanked in
    170 Posts

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da bouvard Vedi messaggio
    Soffro di pregiudizi riguardo i libri e non posso farci niente. A volte mi imbatto in un autore o in un titolo mai sentiti prima e scatta in me la voglia, la curiosità di leggerli, nonostante il rischio che possano essere delle autentiche “ciofeche”. Poi invece ci sono autori noti, stra-noti che invece non ho alcuna curiosità di leggere, ed anzi mi incaponisco nel non volerli leggere. Pregiudizio? Sesto senso? Non lo so, so solo che più mi viene detto “questo libro devi assolutamente leggerlo”, meno ho voglia di leggerlo. Forse la mia è solo una protezione che ho adottato dopo anni di “fregature” prese per libri che “dovevo assolutamente leggere”. Murakami è uno di quegli autori che “devi assolutamente leggere”. Forse per questo finora mi ero incaponita nel non volerlo leggere.

    Dance, dance dance è un libro strano, assurdo per alcuni versi, che ho finito di leggere solo per capire dove volesse andare a parare. E non l’ho capito. Come non ho capito cosa sia l’uomo-pecora, all’inizio pensavo fosse una proiezione della coscienza del protagonista, ma Murakami insiste nel dire che è qualcosa di reale, materiale, perciò ho scartato l’idea della coscienza. Ma allora cos’è, cosa rappresenta? Non l'ho capito.

    Il vecchio “Dolphin Hotel” esiste in contemporanea con il nuovo “Dolphin”. Qualcuno riesce a vedere nel nuovo il vecchio e quindi a vedere anche l’uomo-pecora. Murakami voleva forse dire che mentre io sono qui a scrivere al mio pc Napoleone sta combattendo a Waterloo e Cesare sta morendo accoltellato? Non è un’idea nuova ma è sicuramente affascinante. Ma c’è un ma, il vecchio “Dolphin Hotel” esiste solo in funzione del protagonista, e quindi io mi perdo di nuovo. E’ un suo “luogo mentale”? Niente di strano ognuno di noi ha dei “luoghi” del passato a cui è legato e a cui torna con la mente, ma Murakami insiste nel dire che quel luogo è reale. Ma se è reale ed anche altri lo vedono allora non esiste solo in funzione del protagonista. Non l’ho capito.

    Mi era piaciuta, nella sua assurdità, l’idea della “stanza degli scheletri”, ma questa continua “confusione” tra realtà vera e “realtà-immaginaria”(?) mi ha lasciata perplessa. Non potrò mai credere che quel posto fosse reale, perciò non capisco lo sforzo di Murakami di farlo sembrare tale.

    In conclusione posso dire che Murakami è meno peggio di quanto pensassi, ma di sicuro non è un autore per me, in futuro leggerò Norvegian Wood perché mi incuriosisce, ma non penso di fare altre sue letture.

    P.S. Bella l'idea di mettere un personaggio con un nome che è l'anagramma di quello dell'autore.
    Il vecchio hotel del delfino esisteva veramente nel prequel di Dance dance dance, che è "Nel segno della pecora", quindi il protagonista rivive i ricordi di quando c'era stato insieme alla "modella delle orecchie"... ma rimangono due romanzi separati pur avendo degli elementi in comune

    Quella confusione tra reale e non reale, tipo la stanza a Honolulu, ha una sua spiegazione nella psicologia dove uno psichiatra aveva dato un nome a questa sorta di visioni (ma questa è psicologia).. e io non ricordo il nome
    Cmq il bello dei romanzi onirici di Murakami sono proprio queste visioni dove si confonde il reale all'irreale, e farsi trasportare dalla magia dell'autore. Per esempio se leggi i suoi romanzi realistici, come Norwegian Wood, non ci sono questi voli onirici e secondo me perde tutto il suo fascino di scrittore onirico!

    Quale sarebbe l'anagramma del nome dell'autore? Questa curiosità non la sapevo

    Riguardo l'uomo pecora ti ho risposto in mp

  13. #13
    Senior Member
    Data registrazione
    May 2012
    Messaggi
    2336
    Thanks Thanks Given 
    44
    Thanks Thanks Received 
    191
    Thanked in
    116 Posts

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da bonadext Vedi messaggio
    Il vecchio hotel del delfino esisteva veramente nel prequel di Dance dance dance, che è "Nel segno della pecora", quindi il protagonista rivive i ricordi di quando c'era stato insieme alla "modella delle orecchie"... ma rimangono due romanzi separati pur avendo degli elementi in comune
    Quella confusione tra reale e non reale, tipo la stanza a Honolulu, ha una sua spiegazione nella psicologia dove uno psichiatra aveva dato un nome a questa sorta di visioni (ma questa è psicologia).. e io non ricordo il nome
    Cmq il bello dei romanzi onirici di Murakami sono proprio queste visioni dove si confonde il reale all'irreale, e farsi trasportare dalla magia dell'autore. Per esempio se leggi i suoi romanzi realistici, come Norwegian Wood, non ci sono questi voli onirici e secondo me perde tutto il suo fascino di scrittore onirico!
    Quale sarebbe l'anagramma del nome dell'autore? Questa curiosità non la sapevo
    Riguardo l'uomo pecora ti ho risposto in mp
    Il fatto che il protagonista fosse già stato in quell'hotel l'avevo capito, ma francamente tutta la trama del libro è a dir poco assurda, uno sogna che qualcuno (l'ex amante dalle belle orecchie) piange per lui dentro quell'hotel e lui si mette alla ricerca di questa donna che non vede da 4 anni e chi non lo farebbe al posto suo!
    La questione della stanza è l'unica cosa che mi è piaciuta, o quanto meno che mi ha intrigato in questo libro, ma è il modo in cui la scena si svolge che mi fa storcere il naso.
    Non so se questo libro sviluppi delle teorie psicologiche io so solo che a volte mi sembrava di leggere un libro della new-age per la banalità e per quanto fossero scontate alcune frasi ma magari di questo te ne parlo in mp così se finiamo con il litigare almeno non disturbiamo nessuno

    La questione dell'anagramma l'ho letta su wiki, il nome del padre di Yuki - lo scrittore famoso che ha perso tutta la sua creatività a causa della bella moglie fotografa - altro non è che l'anagramma di Haruki Murakami mi fa piacere vedere che ho scritto qualcosa che neppure uno sfegatato "Murakamiano" conosceva, cosa farei senza wiki

  14. #14
    Senior Member
    Data registrazione
    Jul 2010
    Località
    Kanyakumari
    Messaggi
    2232
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    1
    Thanked in
    1 Post

    Predefinito

    il bello delle culture asiatiche è che hanno un altro concetto di "razionalità" e di "logica": è inutile cercare di inquadrarli in schemi che rappresentino il reale e il surreale!
    Il giappone ha una cultura millenaria, con tradizioni complesse e molto evolute (non dimentichiamo che hanno vissuto in totale embargo fino a due secoli fa!) eppure la religione più praticata è lo shintoismo che assomiglia di più a una religione animista rispetto a quelle occidentali!
    a me quello che piace è proprio questa imprevedibilità!

  15. #15
    Senior Member
    Data registrazione
    Feb 2017
    Località
    Gioiosa Marea
    Messaggi
    173
    Thanks Thanks Given 
    14
    Thanks Thanks Received 
    64
    Thanked in
    47 Posts

    Predefinito

    Il terzo libro che leggo di Haruki Murakami, dopo la raccolta "Tutti i figli di Dio danzano" e il romanzo "Norwegian Wood", eppure il primo in cui inizio a conoscere l'autore vero e proprio.
    La lettura è iniziata con un po' di dubbio. Ho trovato le prime pagine noiose, un po' dubbie, non mi invitavano molto a leggere. Eppure mi hanno trattenuto abbastanza da farmi continuare, e piano piano mi hanno stretto sempre di più, fino a che ogni dubbio è sparito senza che me accorgessi. Trovo la storia molto interessante, anche per il modo in cui è raccontata. Sono riuscito a ridere, piangere, preoccuparmi e gioire tutto in un unico libro; unica cosa che mi ha disturbato un po' sono certi dettagli sessuali, ma questa è una cosa personale, altri potrebbero non farci caso per niente (in altre parole, è un difetto che attribuisco a me, non al libro).
    Ho avuto in pizzico di delusione alla fine (evito se possibile di spoilerare): in pratica le ultime pagine sembrano rivelare un finale che poi non è quello vero, lo trovo un po' ingiusto e penso che si poteva evitare.

    Voto finale: 4/5 (direi anche 4,5)

Ti potrebbero interessare:

 

Discussioni simili

  1. Murakami, H. - A Sud del confine, a Ovest del sole
    Da Lollina nel forum Piccola biblioteca
    Risposte: 7
    Ultimo messaggio: 08-18-2017, 08:45 PM
  2. Murakami, Haruki - Norwegian Wood (Tokyo Blues)
    Da zaratia nel forum Piccola biblioteca
    Risposte: 96
    Ultimo messaggio: 03-10-2017, 05:39 PM
  3. Risposte: 10
    Ultimo messaggio: 06-16-2015, 09:02 PM
  4. Murakami, Haruki - Kafka sulla spiaggia
    Da mattbt nel forum Piccola biblioteca
    Risposte: 22
    Ultimo messaggio: 02-27-2015, 10:35 PM

Regole di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •