Era un primo maggio come tanti altri. A casa degli zii in campagna. Evento diverso quel primo maggio lo viveva solamente perch├ę in televisione (quando ancora in tv si poteva guardare tutto liberamente) c'era il gran premio di San Marino. Un ricordo vago di mio padre con le mani tra i capelli e gli occhi lucidi. Basta nient'altro. Il primo maggio moriva Ayrton Senna, vero grande campione, grandissimo uomo. Nicola Santoro fu l'inviato speciale di molti quotidiani, radio e la rivista Rombo al processo Senna. Un vero e proprio processo all'italiana, dove si vuole per forza scoprire il colpevole, ma che come ogni processo italiano finisce a "tarallucci e vino". L'autore dei suoi appunti, interviste, articoli ne fa un bel libro, un romanzo verit├* che racconta giorno per giorno il lunghissimo processo che vedeva i responsabili della pista, i dirigenti, tecnici della williams renault, ingegneri e altri, inquisiti per omicidio colposo. Tutti indagati nessun colpevole. La fine la sappiamo tutti . Nessun colpevole, Senna il campione non sbagli˛, il piantone dello sterzo cedette bruscamente, ma nessuno Ŕ colpevole. Il libro scorre bene, fino a quando non si incontrano quelle pagine piene zeppe di dati tecnici, telemetrie, rilevamenti che potrebbero far luce sulla morte di un modello di generazioni future. Incidente o complotto? Guasto tecnico o errore di uno dei migliori piloti del mondo? Nelle pagine di questo "giallo" della storia moderna, sono riportati scatole nere che spariscono e poi riappaiono, immagini di camera car misteriosamente tagliate poco prima dell'impatto, strane limature sul piantone dello sterzo, personaggi e fatti strani. I dettagli sono "un'arma letale" che permettono al lettore di farsi la propria idea sugli avvenimenti. Io la mia idea me la sono fatta, dopo tanti anni dall'accaduto ho scoperto anche dei lati oscuri di un personaggio incredibile come Ayrton. Alcuni passaggi del libro mi sono veramente piaciuti, hanno dato un tocco finale ad un libro veramente bello.

",,,Ma se i tifosi sono con il pilota, il pilota non Ŕ con i tifosi: Ŕ chiuso nel tempio. Un tempio circondato da cancelli di tre metri, che nasconde i suoi adepti per no esporli a chiss├* quali sguardi o, pi¨ realisticamente, per coltivare un business dove paghi quel che vedi. Non importa cosa. Se vedi paghi."

oppure

"...in molti lavorano per farlo andare ma alla fine va da solo a vivere la prorpia avventura, inesorabilmente solo con la sua tuta, i suoi guanti, il suo casco e, sopratutto, i suoi limiti. Non Ŕ un pazzo che rischia la vita per soldi, successo,fama: Ŕ l'unico a vivere un'emozione indescrivibile. E' il protagonista di un'esperienza irripetibile."

Il ricordo del pilota, il momento di tristezza davanti alla statua inerme di Senna, la fatica e la stanchezza di un lavoro, quello del giornalista, molte volte fatto di sacrifici e paghe ridotte.

La curva dei silenzi, il caso Senna - Di Renzo Editore