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copertina libro

Il dolore perfetto

Mostra risultati da 1 a 15 di 15

Discussione: Riccarelli, Ugo - Il dolore perfetto

  1. #1

    Predefinito Riccarelli, Ugo - Il dolore perfetto

    bellissimo.. x tutti quelli che vogliono commuoversi...

  2. #2

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    Sorry, oggi è la mia giornata-no. Nel libro di Riccarelli i personaggi non hanno alcun spessore psicologico, le storie non vengono concluse ma semplicemente precipitate verso la morte in una serie di disgrazie del tutto gratuite, i dialoghi sono inconsistenti.

  3. #3

    Predefinito

    Probabilmente avrei dovuto fare una piccola presentazione del libro ancor prima di dare il mio giudizio. Rimedio subito, questa la trama:

    "Due storie di famiglie parallele, ma destinate a incontrarsi. Quella del Maestro, giovane anarchico che arriva da Sapri, alla fine dell'Ottocento, per insegnare in un paesino della Toscana, dove si stabilirà avendo dalla vedova Bartoli numerosi figli dai nomi emblematici: Ideale, Libertà e Cafiero. E quella di Rosa e Ulisse Bertorelli, commerciante di maiali, da cui nasceranno Annina e Achille. L'amore tra Annina e Cafiero è solo un momento dell'intreccio di vicende pubbliche e private, realistiche e fantastiche, che l'autore costruisce in questo romanzo, epopea di drammi e di ideali, di personaggi all'altezza dei grandi sommovimenti della storia."
    Ultima modifica di elisa; 05-22-2010 alle 08:26 PM. Motivo: edit caratteri

  4. #4

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    Citazione Originariamente scritto da Dora
    Sorry, oggi è la mia giornata-no. Nel libro di Riccarelli i personaggi non hanno alcun spessore psicologico, le storie non vengono concluse ma semplicemente precipitate verso la morte in una serie di disgrazie del tutto gratuite, i dialoghi sono inconsistenti.
    No, non sono d'accordo con te!!!! Il libro può risultare un pò "triste" ma secondo me è di una intensità rara per un libro... poi il mondo è bello perchè è vario e quindi non possiamo avere tutti gli stessi gusti
    Ultima modifica di elisa; 05-22-2010 alle 08:27 PM. Motivo: edit caratteri

  5. #5
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    Citazione Originariamente scritto da Dora
    Sorry, oggi è la mia giornata-no. Nel libro di Riccarelli i personaggi non hanno alcun spessore psicologico, le storie non vengono concluse ma semplicemente precipitate verso la morte in una serie di disgrazie del tutto gratuite, i dialoghi sono inconsistenti.
    Non è una questione di giornate-no, qui ognuno esprime il suo parere, dal quale sei liberissima di dissentire, siamo qui proprio per questo...

  6. #6
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    A me è piaciuto molto.
    Trovo che sia scritto bene: la prosa è fluida e non la trovo superficiale 8de gustibus)
    Il finale (l'incidente per intendersi) è un pò troppo forzato

  7. #7
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    Bene...lo metto in lista!!!

  8. #8
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    Non l'ho trovato superficiale, ma nemmeno particolarmente intenso. Gradevole comunque da leggere, uno stile quasi evanescente, che sa di antico. La cosa che mi è rimasta più impressa è che ogni due pagine muore qualcuno (e con questo non sto svelando niente della trama perchè l'andazzo si capisce sin dal principio) ma anche le tragedie sono descritte in modo garbato, se così si può dire, e non pesano su chi legge o almeno questa è la mia opinione.

  9. #9
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    Concordo solo in parte con Alessandra: a distanza di un paio di anni dalla lettura faccio fatica a ricordare la trama (un intreccio di storie familiari su sfondo storico alla maniera del romanzo classico) ma ricordo benisssimo la piacevolezza della lettura; personaggi a tinte forti, forse un pò manieristici ...
    A proposito, qualcuno sa qual è il paesino toscano in questione?

  10. #10
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    Secondo me questo libro è bellissimo!
    Mi ha colpito profondamente. I pesonaggi abbozzati e non descritti intimamente sono per me ancora più affascinanti, sono estremamente reali (anche delle persone vere noi conosciamo solo qualche accenno alla loro vita e deduciamo da lì simpatie e giudizi!) e allo stesso tempo sono eterei, quasi personaggi stereotipati, mitici, bloccati in quella piccola descrizione che lascia al lettore interpretare e immaginare il resto.
    E' un libro triste.... ma il titolo ve lo preannunciava. C'era da aspettarselo!
    Secondo me l'autore è riuscito a descrivere attraverso numerosi personaggi le varie essenze del dolore, il dolore intimo, puro e sconvolgente del vivere e del morire. Un dolore perfetto.
    Scritto molto bene, piacevole alla lettura. Mi sono appassionata al punto da leggerlo in tre giorni. L'ultimo giorno centellinavo le parole per non farlo finire...

  11. #11
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    Pensavo di aver già inserito un mio commento,invece me ne ero dimenticata.
    Concordo con stellonzola,anche io l'ho trovato bellissimo!
    L'ho letto diversi anni fa,quindi ora la trama è un po' confusa nella mia mente,ma ricordo bene che alla fine ne risultò un parere positivo e mi trasmise forti emozioni.
    Quest'anno,dello stesso autore ho letto "Comallamore",che però purtroppo non ha la stessa intensità narrativa.

  12. #12
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    L'ho letto troppo tempo fà e non ricordo i particolari ma sono certa che mi piacque moltissimo. Aiutatemi a ricordare.....il padre partigiano, il figlio prete, un personaggio di nome Sole che sparisce nel nulla, una strana macchina costruita in un casale? Odio dimenticare i libri letti!!!!

  13. #13
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    Predefinito Voce fuori dal coro

    Mi spiace ma proprio non mi è piaciuto
    Questo libro è praticamente una strage!! per fortuna la scrittura è abbastanza fluida e si può leggere piuttosto velocemente ma più che per commuoversi è un libro per deprimersi... personaggi senza troppo carattere (a parte, forse, il Maestro) e storie ripetute all'inverosimile. Non lo consiglio

  14. #14
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    Capita a volte che i libri stentino ad entrare nelle nostre corde, ma mai come questa volta ho faticato nella prima parte della lettura.
    Forse troppi personaggi tra cui inizialmente si faticava a trovare i collegamenti: poi non è che accada nulla di particolare, ma da un certo punto in poi il libro diventa emotivamente intenso. Forse si riannodano i fili di una maglia di cui inizialmente stentavo ad intravvedere la trama, forse arrivano a compimento alcune vicende che affondano le proprie radici nel passato …. Sta di fatto che se nelle prime 200 pagine (oltre la metà del libro) stavo per abbandonare, poi alla fine lo giudico un ottimo romanzo.
    Una saga familiare (anzi di due famiglie i cui destini si intrecciano) che si dipana nel ventennio per poi arrivare a compimento nel dopoguerra. Le vicende storiche ci sono, ma sono solo uno sfondo: non si tratta di romanzo storico.
    Un romanzo sempre in bilico tra realtà e leggenda (o meglio: più che leggenda credenze popolari e suggestioni), con un equilibrio delicato tra questi due piani magistralmente ottenuto dallo scrittore.
    Tanti morti come hanno detto altri utenti, è vero. Ma se di alcune di esse non serbiamo ricordo o sono solo la proiezione sulla vicenda di fatti storici (l’epidemia di spagnola, lo squadrismo fascista, le rappresaglie dei tedeschi in ritirata), altre arrivano a compimento nell’ultima parte del libro.
    E la morte finale (non diciamo di chi per evitare spoiler) è una sorta di sublimazione e di chiusura degli anelli della vicenda, dolcissima nella sua tragedia … Resa dolce dal particolare modo col quale l’autore sceglie di raccontarcela. Forse forzata, ma coerente con il romanzo.
    Unica nota stonata: questo ‘dolore perfetto’, titolo del libro, ricorre troppe volte, come locuzione, all’interno del romanzo. Fastidioso, a mio parere: l’avrei capito comunque il senso del titolo, caro Riccarelli.
    Voto 4/5

  15. #15
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    Fortunatamente avevo letto i vostri commenti e per questo ho trovato conferme sulla mia opinione.
    Generalmente anche se la scrittura è scorrevole l'ho trovato molto molto ripetitivo; in sostanza gli stessi concetti, sensazioni ed umori ripetuti uguali all'infinito.
    Una saga familiare che riporta la vita di più generazioni.
    A mio giudizio mediocre.

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