Quattro racconti lunghi per quattro personaggi diversi, che incarnano altrettante pagine sommerse della storia recente e recentissima.
Nel primo di essi, che da il titolo alla raccolta, una figura ben nota ai lettori di Vichi, il commissario Bordelli, duro dal cuore tenero e dagli umanissimi vizi, si muove a bordo della sua Seicento tra le strade e sulle colline di una Firenze anni '50: per una volta non all'inseguimento di criminali, ma coinvolto negli intrighi di una banda di vecchietti idealisti, no-global ante litteram ...
Toccante e raggelante insieme è la vicenda del secondo racconto, "Reparto macelleria", in cui un amabile libraio fiorentino custodisce, in un mondo divenuto indifferente, la memoria degli orrori perpetrati dai fascisti di Salò non per desiderio di vendetta, ma per il bisogno di capire cosa renda l'uomo "lupo all'uomo".
Indimenticabile cameo quello del ragionier Barolini, novello Bartleby, e della sua piccola odissea nelle maglie di una giustizia kafkiana. Toni plumbei, infine, per l'ultimo racconto, "Tradimento", vero e proprio poliziesco in cui però, i confini della legalità appaiono molto sfumati, quando li si osserva con gli occhi dell'umanità.
Marco Vichi disegna quattro ritratti ricchi di chiaroscuri. La prosa è scorrevole, piana e garbata, con una propensione al sorriso (anche amaro) che rincuora anche di fronte a verità indigeste.