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austerlitz

Mostra risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Sebald, W.G. - Austerlitz

  1. #1
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    Predefinito Sebald, W.G. - Austerlitz

    Jacques Austerlitz è un professore di storia dell'architettura, studioso di quei luoghi che, soprattutto nell'Ottocento, tendevano ad assumere forme involontariamente visionarie. Alto, dinoccolato, molto somigliante a Wittgenstein cui lo accomuna un vecchio zaino che costantemente porta in spalla, Austerlitz vive a Londra in un appartamento spoglio, privo di affetti e povero di amicizie. Dietro la sua dottrina si spalanca il vuoto. Austerlitz semplicemente non sa chi è e a un certo punto si mette alla "ricerca delle proprie tracce". Il passato riemerge lentamente ed è lacerante: tutta la sapienza dell'autore sembra concentrarsi in questo itinerario di ricerca assolutamente angosciante.

    Ho fatto fatica a leggere questa opera di Sebald, un po' per lo stile con quei periodi lunghissimi, senza pause, un unico lunghissimo discorso del narratore, che racconta la storia di Austerlitz, attraverso gli incontri e i colloqui avuti con lui.
    E' un libro leggermente claustrofobico, che mette ansia, senza vuoti o spazi, non ti dà mai pause, zeppo di informazioni, riflessioni, vissuti.
    Proprio per questo è un bel libro, perchè è incalzante, fai fatica ad andare avanti ma ti lascia qualcosa di prezioso, la ricerca delle proprie origini e della tragedia immane che sta dietro al mistero di Austerlitz.
    Bellissime le descrizioni e le suggestioni legate agli edifici pubblici, alle stazioni, alle fortezze. E' un libro di cui ci si dimentica difficilmente.
    Da leggere per chi ama le sfide e cerca qualcosa di assolutamente diverso, nello stile e nel contenuto.
    Ultima modifica di elisa; 09-25-2016 alle 06:22 PM.

  2. #2
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    uno dei libri più interessanti letti negli ultimi anni,un excursus interessantissimo sulla vita di questo singolare personaggio narrato in modo appassionante pur nella sua freddezza narrativa.Io ho proprio apprezzato questa messe di informazioni,che si affastellano di continuo nella narrazione. Forse non un libro facile,ma di grande soddisfazione,una volta entrati nel suo complesso meccanismo.

  3. #3

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    Sebald ha uno stile ammaliante. Mi ricorda i quadri impressionisti, pennellata dopo pennellata rende chiara l'opera.

  4. #4
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    Nella vita abbiamo certezza solo di poche cose, la nostra identità, il nostre nome, cognome, sono tra queste. Non così per Austerlitz, il protagonista di questo libro, che vive una parte della sua vita, non per sua scelta, sotto un’altra identità, nella quale non si riconosce mai completamente, sentendosene sempre estraneo. Ma anche quando, finalmente, recupera la sua vera identità si sente confuso, perché adesso quel nuovo cognome, il suo cognome, gli appare estraneo. Da questo senso di estraneità deriva il bisogno di recuperare la propria identità ed il proprio passato.
    Cos’è il tempo? Esiste davvero? Si può calcolare? O il farlo è solo un’illusione degli uomini? Si può quasi dire che il tempo, ancor più di Austerlitz, sia il vero protagonista di questo libro. Ho sempre più l’impressione che il tempo non esista affatto, ma esistano solo spazi differenti, incastrati gli uni negli altri, in base ad una superiore stereometria, fra i quali vivi e morti possono entrare ed uscire a seconda della loro disposizione d’animo”. Il tempo inteso, quindi, come successione di istanti si rivela un’invenzione degli uomini, perché il presente non è solo presente, ma è anche un continuo ritorno del passato, quasi che presente e passato siano due realtà coesistenti in spazi differenti. Simbolico, a questo riguardo, il fatto che il narratore incontri Austerlitz nella Salle des pas perdus (Sala dei passi persi) nella stazione ferroviaria di Anversa.
    Lettura non semplice, la presenza stessa di tante foto così strettamente collegate al testo disorientano il lettore, che si chiede se le foto siano state messe lì per chiarire il testo, o se invece il testo sia stato costruito intorno ad esse. Così come disorientano le dettagliate descrizioni di stazioni ferroviarie, fortezze militari e Biblioteche, tutti luoghi in cui il tempo sembra dominare ed eternizzarsi. Ma ancor di più disorientano le continue digressioni verso argomenti apparentemente estranei alla storia, difficile trovare un altro libro in cui, ad esempio, le considerazioni sulle tignole abbiano ricevuto tanto spazio. Libro da leggere non fosse altro che per la sua originalità.
    Un orologio mi è sempre sembrato qualcosa di ridicolo, qualcosa di mendace per antonomasia, forse perché, per un impulso interiore a me stesso incomprensibile, mi sono sempre ribellato al potere del tempo escludendomi dai cosiddetti eventi temporali nella speranza (…) che il tempo non passasse …
    Ultima modifica di bouvard; 05-19-2014 alle 08:47 PM.

  5. #5

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    Meraviglioso libro,mi ha aperto un mondo su un autore che è diventato tra i miei preferiti.

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