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copertina libro

Mattatoio n. 5

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Discussione: Vonnegut, Kurt - Mattatoio n. 5

  1. #1

    Predefinito Vonnegut, Kurt - Mattatoio n. 5

    Vi dovevo la recensione del libro "La favola della Botte" di Swift, ma per problemi di tempo non sono ancora riuscito a leggerlo, pertanto per mantenere comunque fede alla promessa che vi avevo fatto, inserisco questo libro che ho letto alcuni anni fa e che ritengo semplicemente splendido. Sebbene il titolo possa essere frainteso e richiamare alla mente atmosfere "pulp" o "splatter", posso assicurarvi che si tratta in realtà di una straordinaria e imperdibile favola. Di cruento in effetti qualcosa c'è, e si chiama Seconda Guerra Mondiale, ma questo non è un libro sulla guerra, ma contro la guerra. Ultima annotazione: il titolo completo è "Mattatoio n. 5 o la crociata dei bambini".

  2. #2
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    grande libro,un classico contro la guerra,in ideale trilogia antimilitarista con niente di nuovo sul fronte occidentale e comma 22.Ha il pregio in tempi non sospetti di denunciare il terribile bombardamento di Dresda da parte degli alleati

  3. #3
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    tra i più belli che abbia mai letto. Ho appena scoperto che esiste una versione cinematografica , spero che il mulo si muova a scaricarlo con rapidità

    per i curiosi ecco il link
    http://www.imdb.it/title/tt0069280/

  4. #4
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    Question

    Potrei saperne qualcosa di più? Non mi piacciono le storie sulla Seconda Guerra Mondiale, ma ho sentito tanto parlare di questo libro.

  5. #5
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    meri,posso rimandarti a questa recensione che mi pare circostanziata sul libro http://simonenavarra.blogspot.com/20...i-bambini.html

    La trama: Ecco, fosse facile. Il romanzo è parzialmente autobiografico, anche se l'autore non è il proragonista della storia visto che lo incontriamo come semplice comparsa in un passaggio del libro. Insomma c'è questo protagonista che partecipa alla Seconda Guerra Mondiale, viene arrestato dai tedeschi e finisce in un campo di prigionia per poi assistere al bombardamento che rase al suolo Dresda uccidendo trecentomila persone.

    L'aspetto che caratterizza il libro è che il protagonista viaggia continuamente avanti e indietro in vari momenti della sua vita (non si tratta di ricordi, ma di veri viaggi nel tempo), viene rapito dagli alieni che lo espongono in una specie di zoo (!!), è l'unico superstite di un disastro aereo (o così mi pare di ricordare) e chi più ne ha più ne metta.

    Recensione: Mattatoio numero cinque non è un vero romanzo di fantascienza, ma un libro di guerra travestito da romanzo di fantascienza. Kurt Vonnegut (ma lo scriverò bene almeno io?) ha detto che, dovendo parlare di un avvenimento così drammatico come il bombardamento di Dresda, non sarebbe riuscito a farlo in altro modo se non in questa maniera surreale con continui riferimenti fantascientifici.

    Ecco allora nascere questo strano accostamento tra l'assurdo letterario (ad esempio gli alieni che osservano per anni il protagonista rapito e tenuto nudo sotto una cupola di cristallo) e l'assurdo storico della guerra, fatta di bombardamenti, deportazioni e campi di concentramento.

    Il risultato è un testo certamente diverso da tanti altri libri che trattano gli stessi argomenti. Impossibile dire se valga più o meno di molteplici altre testimonianze della guerra che troviamo in letteratura. Sicuramente però è un testo che non può lasciare indifferenti, e in grado di ricordarci ancora una volta come attraverso gli occhi della fantascienza sia possibile discutere e analizzare la realtà del tempo in cui viviamo.

    Perché non me lo pubblicherebbero: Il libro inizia ai giorni nostri (o quasi) per poi catapultarci nel mezzo della guerra e successivamente portarci lontano nello spazio, e poi ancora chissà dove. Non c'è un vero filo conduttore in questi salti spazio-temporali, ma solo un repentino cambio di ambientazione che ci conduce da un posto all'altro attraverso le diverse esperienze del protagonista.

    Qualcuno potrebbe dire che il libro di Vonnegut è un'opera d'arte, e come tale vada apprezzata per il messaggio che vuole trasmettere. Un editore direbbe invece che saltare di palo in frasca senza una particolare ragione apparente è un errore, perché di solito gli altri libri non sono scritti così per cui farlo è sbagliato, a priori e senza possibilità di appello.

    La Seconda Guerra Mondiale, poi, è un argomento troppo poco fantasioso per un romanzo che vuole essere di fantascienza. Bisogna necessariamente aggiungere robot senzienti, bombardamenti spaziali e - cosa fondamentale - almeno un personaggio con la spada laser che cambia colore a seconda che sia buono o cattivo.

    Cosa abbiamo imparato: Se volete uscire dal seminato e non seguire pedissequamente le regole della narrativa, fatelo col vostro SECONDO romanzo

  6. #6
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    Citazione Originariamente scritto da zolla Vedi messaggio
    meri,posso rimandarti a questa recensione che mi pare circostanziata sul libro http://simonenavarra.blogspot.com/20...i-bambini.html

    La trama: Ecco, fosse facile. Il romanzo è parzialmente autobiografico, anche se l'autore non è il proragonista della storia visto che lo incontriamo come semplice comparsa in un passaggio del libro. Insomma c'è questo protagonista che partecipa alla Seconda Guerra Mondiale, viene arrestato dai tedeschi e finisce in un campo di prigionia per poi assistere al bombardamento che rase al suolo Dresda uccidendo trecentomila persone.

    L'aspetto che caratterizza il libro è che il protagonista viaggia continuamente avanti e indietro in vari momenti della sua vita (non si tratta di ricordi, ma di veri viaggi nel tempo), viene rapito dagli alieni che lo espongono in una specie di zoo (!!), è l'unico superstite di un disastro aereo (o così mi pare di ricordare) e chi più ne ha più ne metta.

    Recensione: Mattatoio numero cinque non è un vero romanzo di fantascienza, ma un libro di guerra travestito da romanzo di fantascienza. Kurt Vonnegut (ma lo scriverò bene almeno io?) ha detto che, dovendo parlare di un avvenimento così drammatico come il bombardamento di Dresda, non sarebbe riuscito a farlo in altro modo se non in questa maniera surreale con continui riferimenti fantascientifici.

    Ecco allora nascere questo strano accostamento tra l'assurdo letterario (ad esempio gli alieni che osservano per anni il protagonista rapito e tenuto nudo sotto una cupola di cristallo) e l'assurdo storico della guerra, fatta di bombardamenti, deportazioni e campi di concentramento.

    Il risultato è un testo certamente diverso da tanti altri libri che trattano gli stessi argomenti. Impossibile dire se valga più o meno di molteplici altre testimonianze della guerra che troviamo in letteratura. Sicuramente però è un testo che non può lasciare indifferenti, e in grado di ricordarci ancora una volta come attraverso gli occhi della fantascienza sia possibile discutere e analizzare la realtà del tempo in cui viviamo.

    Perché non me lo pubblicherebbero: Il libro inizia ai giorni nostri (o quasi) per poi catapultarci nel mezzo della guerra e successivamente portarci lontano nello spazio, e poi ancora chissà dove. Non c'è un vero filo conduttore in questi salti spazio-temporali, ma solo un repentino cambio di ambientazione che ci conduce da un posto all'altro attraverso le diverse esperienze del protagonista.

    Qualcuno potrebbe dire che il libro di Vonnegut è un'opera d'arte, e come tale vada apprezzata per il messaggio che vuole trasmettere. Un editore direbbe invece che saltare di palo in frasca senza una particolare ragione apparente è un errore, perché di solito gli altri libri non sono scritti così per cui farlo è sbagliato, a priori e senza possibilità di appello.

    La Seconda Guerra Mondiale, poi, è un argomento troppo poco fantasioso per un romanzo che vuole essere di fantascienza. Bisogna necessariamente aggiungere robot senzienti, bombardamenti spaziali e - cosa fondamentale - almeno un personaggio con la spada laser che cambia colore a seconda che sia buono o cattivo.

    Cosa abbiamo imparato: Se volete uscire dal seminato e non seguire pedissequamente le regole della narrativa, fatelo col vostro SECONDO romanzo
    Non mi piace questa recensione. Per niente. Zolla ne ho lette altre tue e mi hanno sempre colpito per sensibilità e ispirazione . L ' autore di questa non ha colto il senso dell ' opera ,il suo stile volutamente frammentario e l ' allegoria che caratterizza l ' intero racconto. E' un libro che non va letto superficialmente. Intriso di comicità malinconica , mai melenso e sempre all ' altezza. E' un punto di vista. Ho provato ad essere il più obiettivo possibile . E' un libro breve , lo si legge ( con piacere ) nell ' arco di una serata. La celebrazione dell ' antieroe per antonomasia . Bisogna affrontare questa lettura senza pregiudizi di sorta e senza l ' ausilio di recensioni improbabili e qualunquiste !!! Il "perchè non lo pubblicherebbero ad un autore emergente" fa tanto pensare ad un "scrittore" frustrato. Pessima la parte in cui vengono richiamate le spade laser ,perchè?!!!? Forse io non mi sono applicato a cogliere il senso della recensione , ma tant' è !! molto meglio sforzarsi a comprendere Vonnegut ( l ' ho scritto bene ? )


    1) Meri non posso che consigliare la lettura di questo piccolo grande capolavoro
    2) Il film non è malissimo , ma il libro....

  7. #7
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    Caro interlocutore,a parte il fatto che come avrai notato,non è una mia recensione,ho solo riportato quella che secondo me era un interessante punto di vista sul romanzo.Mi pare che se ne parli in modo lusinghiero,forse certe parti come dici tu sono un pò qualunquiste,ma l'idea, dello stesso Vonnegut tra l'altro, di raccontare il bombardamento di Dresda come un episodio di science fiction mi sembra brillante proprio perché l'orrore colpevolmente sottaciuto per anni da parte degli alleati di quella carneficina è talmente mostruosa da parere irreale. Gli storici ormai tendono a considerare questo turpe episodio della guerra come mero accanimento contro una popolazione inerme,Dresda non era un obiettivo primario,soprattutto il centro storico che solo ora sta tornando al suo antico splendore e anni di costosissimi restauri,che si sono potuti eseguire grazie alle fantastiche vedute presenti nei quadri di Bellotto e Canaletto,talmente precise da essere in pratica quasi foto. Concludo dicendo che il libro va assolutamente letto,è un vero capolavoro,e come tutti i veri capolavori,non può essere etichettato in un genere. Cordiali saluti.

  8. #8
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    Grazie ragazzi, a questo punto credo che lo acquisterò.

  9. #9
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    Citazione Originariamente scritto da zolla Vedi messaggio
    Caro interlocutore,a parte il fatto che come avrai notato,non è una mia recensione,ho solo riportato quella che secondo me era un interessante punto di vista sul romanzo.Mi pare che se ne parli in modo lusinghiero,forse certe parti come dici tu sono un pò qualunquiste,ma l'idea, dello stesso Vonnegut tra l'altro, di raccontare il bombardamento di Dresda come un episodio di science fiction mi sembra brillante proprio perché l'orrore colpevolmente sottaciuto per anni da parte degli alleati di quella carneficina è talmente mostruosa da parere irreale. Gli storici ormai tendono a considerare questo turpe episodio della guerra come mero accanimento contro una popolazione inerme,Dresda non era un obiettivo primario,soprattutto il centro storico che solo ora sta tornando al suo antico splendore e anni di costosissimi restauri,che si sono potuti eseguire grazie alle fantastiche vedute presenti nei quadri di Bellotto e Canaletto,talmente precise da essere in pratica quasi foto. Concludo dicendo che il libro va assolutamente letto,è un vero capolavoro,e come tutti i veri capolavori,non può essere etichettato in un genere. Cordiali saluti.
    caro interlocutore , sapevo bene che non era di tua creazione , ma allo stesso tempo ti ho invitato in maniera anche u po' subdola , a onor del vero , a scriverne una
    aggiungerei che la guerra non è il tema principale , c'è molto di più . Non voglio anticipare nulla .

    Meri facci sapere

  10. #10
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    ok interlocutore vedrò di scrivere qualche altra cosa hai perfettamente ragione è solo uno dei temi la guerra,che fa da sfondo a molto altro

  11. #11
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    Non ho ancoa mai letto il Kurtone. Devo dire che, dopo aver visitato i vostri interventi, sono ancor più curioso: quasi una scimmia

  12. #12
    Viôt di viodi
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    Libro terminato. Non mi è dispiaciuto anzi, Billy mi ha fatto molta tenerezza, chissà quante persone dopo aver partecipato ad una guerra si sono rifugiate in un mondo parallelo x dimenticare gli orrori visti. Importante anche da un punto di vista storico non sapevo nulla del bombardamento di Dresda fino ad oggi. Lettura consigliata.

  13. #13
    Alfaheimr
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    Citazione Originariamente scritto da Meri Vedi messaggio
    Importante anche da un punto di vista storico non sapevo nulla del bombardamento di Dresda fino ad oggi. Lettura consigliata.
    Era una città splendida, specie architettonicamente.
    Perduta

  14. #14
    Motherator
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    Questo è un romanzo - capolavoro difficile da definire, per la struttura suddivisa in tanti filoni che salta tra presente e passato e in un non tempo che è quello della fantascienza dove il concetto di tempo non esiste, quindi concetti temporali che non sono nè lineari nè ciclici ma compresenti tra loro. Allora il protagonista può essere contemporaneamente un vecchio nel letto di casa sua che parla con la figlia, un giovane soldato in procinto di vivere il bombardamento di Dresda come prigioniero americano rinchiuso in un mattatoio, un giovane uomo che era appena soppravissuto a un incidente aereo e perso la moglie che si era precipitata in macchina in ospedale, una persona rapita dagli alieni e portata in un altro pianeta, un uomo che torna con un amico a visitare dopo anni la città terribilmente devastata. E tutto questo in un tempo e in uno spazio con uno stile frammentario ma nello stesso tempo armonico che tiene incollati i vari pezzi per una denuncia della guerra ancor più profonda dalla mancanza totale di senso.

  15. #15
    Ananke
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    Vonnegut scampato miracolosamente al storico bombardamento di Dresda, dopo vent'anni trova la forza di scrivere il suo romanzo Contro la guerra.
    Questo "libricino" è un cocktail di sequenze narrative tipico dello stile di Vonnegut, un misto tra testimonianza storica, fantascienza e passaggi nel tempo; la metafora guerra-alieni è originale, e Vonnegut la prende con filosofia e umorismo... non è un libro di critica alla guerra o al potere ma semplicemente una rassegnazione alla natura/stupidità umana... "così va la vita".

    L'aneddoto dal quale è nato il titolo "La crociata dei bambini" mi ha colpito particolarmente sia come fatto storico che come promessa mantenuta.

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