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Discussione: Intervista con l'Autore

  1. #16
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    secondo me, la domanda più bella è la tredicesima. Io ci sto provando a scrivere un romanzo, anche se, in realtà, mi piace considerarlo un esercizio di scrittura, almeno per il momento. E' straordinario sedersi al computer per scrivere una determinata cosa, alzarsi e averne scritta un'altra totalmente differente. Credo che sia magia pirandelliana: i personaggi mi suggeriscono la loro storia. Io sono uno strumento nelle loro menti.

  2. #17
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    Ciao a tutti gli utenti, mi chiamo Omar, ho 25 anni e sono un autore indipendente. Dato che non ho i 2000 euro che tutte le case editrici mi hanno obbligato a versare se volevano pubblicare (e lo sapete meglio di me, è solo una trappola per scucire soldi), ora pubblico in maniera autonoma sfruttando il fenomeno del self-publishing. Mi occupo di tutto quello che riguarda la scrittura, correzione e impaginazione, per non parlare poi del duro lavoro di promozione.
    Per ora ho scritto 3 romanzi, un racconto noir e una fiaba per bambini. Per chi fosse interessato inserisco qui il link al mio sito:
    www.interferenzeletterarie.blogspot.com

    Il mio ultimo romanzo s'intitola "Il silenzio di un milione di passi" ed è basato sulla mia esperienza lungo il cammino di Santiago de Compostela. Il romanzo racconta di Renzo, vecchio scrittore che ricorda i tempi in cui, ventenne, ha percorso il cammino. Al suo fianco c'è Tanatos, enigmatico e anziano pellegrino, terribilmente affascinante, che lo accompagnerà per tutto il viaggio, per poi rivelare la sua vera identità, che è tutt'altro che quella di un semplice pellegrino.

    1.Hai scritto il libro con carta e penna oppure al computer?
    Sempre e solo con il computer. Ti puoi rendere conto di come apparirà la tua storia ai lettori.

    2.Ritieni indifferente scriverlo con carta e penna o usando un computer?
    Preferisco il computer anche perché ormai tutto viaggia sul filo del digitale e quindi avere il proprio romanzo in formato documento da poter girare via mail è comodissimo.

    3.Hai mai riletto completamente e senza saltare nessuna pagina una copia stampata e rilegata (come sarà nelle mani dei lettori) del tuo libro?
    Sempre. Quando inizio a correggere la bozza la stampo e la rileggo tutta ad alta voce, per rendermi conto delle ripetizioni, delle parole sbagliate, degli errori e di frasi che non "reggono".

    4.Un giudizio negativo e pesante sul tuo libro lo vedi come una martellata che ti ferisce o come una spinta che ti stimola?
    No, ogni persona è libera di esprimere la propria opinione. L'ultimo romanzo di Coelho mi ha fatto schifo ma non credo che la cosa non farà dormire il signor Coelho. Lo stesso (molto più in piccolo) vale per me. Ogni commento che ricevo è prezioso, anche quelli negativi.

    5.Quali sono gli autori e i romanzi che pensi ti abbiano dato ispirazione?
    Beh, ho letto talmente tanto da non avere autori di riferimento. Certo, per "Notturno Parigino", un racconto noir ambientato a Parigi non ho potuto fare a meno di venir influenzato dai gialli del commissario Maigret.

    6.A chi fai leggere le bozze del tuo romanzo, man mano che lo scrivi?
    Sempre alla mia morosa, Elena. Ogni cosa che scrivo, frase, capitolo, romanzo, ogni parola viene letta da lei e poi ne discutiamo insieme. E' un momento bellissimo in cui siamo uniti in un "progetto" comune.

    7.Qual è stata la molla che ti ha spinto a scrivere questo libro?
    Ero sulle Ramblas a Barcellona. Da solo. Mi sono visto in una vetrina e mi sono trovato uno schifo. poi ho pensato ai miei amici a casa, a parlare delle stesse cose di sempre mentre io ero lì, a godermi il viaggio e la mia solitudine, a vivere un'esperienza nuova. Ho preso un tovagliolo, ho ordinato una birra al bar e con la matita rubata in hotel ho scritto quelle riflessioni. Da lì ho deciso che scrivere non era più un sogno e che sarebbe stato l'obbiettivo della mia vita.

    8.Leggi ad alta voce quello che scrivi per sentire se suona bene quando viene letto?
    Sì, solo durante la fase di correzione. Quando scrivo rileggo a mente solo nel caso in cui sia stato interrotto e abbia perso il filo.

    9.Prendi ispirazione da fatti della vita quotidiana?
    Sempre. le emozioni che scrivo e racconto sono le mie, vissute e provate sulla pelle. molte cose sono inventate ma il filo che le unisce è reale e vivo. Non si può inventare niente, il lettore non è stupido. Leggeresti un libro sulle automobili scritto da uno che vende le verze? No di certo, per cui non leggeresti mai un libro su un viaggio scritto da uno che non l'ha mai fatto.

    10.L'ispirazione si basa su fatti successi a te o magari su qualcosa vista per caso camminando per strada?
    Dipende. "Il silenzio di un milione di passi" è una storia inventata ma basata su solide realtà vissute. Ci sono racconti che ho scritto completamente inventati, ma un pizzico di realtà o di episodi vissuti c'è sempre. Magari una persona che mi ha colpito per strada regala un tocco al mio personaggio, una piazza che mi piace diventa un luogo del romanzo in cui il protagonista sosta anche solo per un secondo.

    11.Quando inizi a scrivere, immagini mai il tuo libro già con copertina, foto di copertina..insomma, già bell'e pronto da comprare?
    No. Quando scrivo seguo solo la mia idea e gioco con lei a vedere dove mi possa portare.

    12.Pensi mai alle reazioni dei lettori vedendo il tuo libro sullo scaffale?
    Sempre. E i pensieri negativi sono molto facili. Basta però non esagerare.

    13.Quando hai iniziato a scrivere le pagine del tuo libro, avevi già un'idea di dove volevi arrivare o la storia si è costruita con il tempo?
    No. Avevo un'idea, volevo scrivere la storia d'amore di un ragazzo italiano e una spagnola. Lei sparisce e lui parte per andarla a cercare. Punto. Il retso è venuto scrivendo. Ho accesso il motore dell'auto della mia fantasia e ho seguito la strada senza mappa né GPS. A ogni paesino che m'incuriosisse mi sono fermato, ogni strada che mi sembrava buona la imboccavo. Mi sono lasciato guidare dalla scrittura e dal momento. Ogni scelta negava cento altre scelte diverse. Volevo scrivere una storia, certo, ma della quale avevo anch'io soltanto una vaga idea.

    14.Il tuo libro parla di un argomento ben definito. Perchè scegli questo piuttosto che un altro?
    Scrivo su ciò che amo, vivo e mi piace. Non amo le automobili per esempio per cui non scriverei mai un romanzo sulle corse di Formula Uno. Amo il jazz e infatti il mio romanzo "Il delicato suono del tempo" racconta di un musicista jazz dal passato oscuro che solo l'amore potrà salvare. In ogni libro c'è una parte di me, è impossibile scrivere in maniera totalmente distaccata, dato che lo faccio per passione e non per vendere.

    15.Qual è la la molla che spinge una persona a passare da fruitore delle opere altrui (presumo che ogni scrittore prima di diventare tale e anche dopo sia un grande lettore) a creatore di opere?
    Ho sempre sognato di diventare scrittore. Ho sempre cercato in un modo o nell'altro di sedermi "dall'altra parte" della scrivania. Ho inizato con articoli di musica elettronica per un sito internet di amici. Poi il resto, a Barcellona, l'ho già spiegato.

    16.Perchè hai scritto il tuo primo libro?
    Perché sono convinto che si debba scrivere se se ne senta il bisogno e si ami farlo, qualunque cosa si abbia da dire. L'importante è saper ascoltare quando viene il proprio turno.

  3. #18
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    Predefinito Giovanna Bonasegale, Il cancello bianco, 2010, ed. Ilovebooks, cartaceo ed ebook

    Mi chiamo Giovanna Bonasegale ho pubblicato a dicembre 2010 il primo romanzo, Il cancello bianco, e ne sto scrivendo un altro. voglio sottolineare che la pubblicazione è stata per me assolutamente gratuita (Ilovebooks ed.) e con un regolare contratto.

    Ecco la lista delle domande:


    1. Hai scritto il libro con carta e penna oppure al computer?
      al computer
    2. Ritieni indifferente scriverlo con carta e penna o usando un computer?
      non saprei più scrivere con carta e penna, perché non ho quasi più calligrafia!!!
    3. Hai mai riletto completamente e senza saltare nessuna pagina una copia stampata e rilegata (come sarà nelle mani dei lettori) del tuo libro?
      sì, più di una volta
    4. Un giudizio negativo e pesante sul tuo libro lo vedi come una martellata che ti ferisce o come una spinta che ti stimola?
      nessuna delle due cose. semmai sarebbe una occasione di riflessione.
    5. Quali sono gli autori e i romanzi che pensi ti abbiano dato ispirazione?
      tutti e nessuno.
    6. A chi fai leggere le bozze del tuo romanzo, man mano che lo scrivi?
      man mano che lo scrivo lo leggo soltanto io. ho sempre fatto così, anche quando scrivo saggi di storia dell'arte, nell'ambito della mia attività abituale. quando penso che sia finito, lo faccio leggere a qualche amico di cui mi fido.
    7. Qual è stata la molla che ti ha spinto a scrivere questo libro?
      il piacere di scrivere e di condividere le mie impressioni
    8. Leggi ad alta voce quello che scrivi per sentire se suona bene quando viene letto?
      no, mai. leggo con lo sguardo
    9. Prendi ispirazione da fatti della vita quotidiana?
      "ispirazione" è una parola troppo ambigua per essere veritiera. diciamo che vivo la quotidianità, come tutti.
    10. L'ispirazione si basa su fatti successi a te o magari su qualcosa vista per caso camminando per strada?
      anche se ho scritto in terza persona, credo che chi scrive sia sempre un po' autobiografico e quello che vedo per strada comunque mi interessa
    11. Quando inizi a scrivere, immagini mai il tuo libro già con copertina, foto di copertina..insomma, già bell'e pronto da comprare?
      no, mai
    12. Pensi mai alle reazioni dei lettori vedendo il tuo libro sullo scaffale?
      sì, ma non immagino
    13. Quando hai iniziato a scrivere le pagine del tuo libro, avevi già un'idea di dove volevi arrivare o la storia si è costruita con il tempo?
      sapevo come sarebbe cominciato e come sarebbe finito, ma tutto il resto si è costruito mentre scrivevo
    14. Il tuo libro parla di un argomento ben definito. Perchè scegli questo piuttosto che un altro?
      perché esiste l'hic et nunc! la storia che sto scrivendo, per esempio, adesso è di tutt'altro genere. scelgo quello che mi dà emozioni.
    15. Qual è la la molla che spinge una persona a passare da fruitore delle opere altrui (presumo che ogni scrittore prima di diventare tale e anche dopo sia un grande lettore) a creatore di opere?
      nel mio caso è stato il piacere di scrivere, oltre che quello di leggere. e anche di continuare a leggere e di continuare a scrivere.
    16. Perchè hai scritto il tuo primo libro?
      non c'è un perché che si possa esprimere circostanziandolo: è un insieme di motivi. ho scritto da bambina, da giovane, da adulta e adesso, diciamo così, da grande! preferisco scrivere piuttosto che parlare, sono certa che la scrittura mi permette di esprimermi meglio e mi piace l'idea di "trasmettere" quello che penso.
    [/QUOTE]

  4. #19
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    Predefinito Elisabetta Muratori "Hasta Luego Santiago" Edizioni Libreria Croce

    Ciao a tutti, mi chiamo Elisabetta Muratori e il 06/10/2010 ho presentato a Roma, presso la storica Libreria Croce a corso Vittorio Emanuele II, il mio primo libro " Hasta Luego Santiago", edizioni libreria Croce.
    Tutto è nato dal mio Cammino del 2007, 800 km e più verso Santiago de Compostela, pensavo fosse la meta, l'arrivo, invece è stato il punto di partenza verso la rinascita!

    1.Hai scritto il libro con carta e penna oppure al computer?
    Rigorosamente sul mio taccuino di viaggio e poi al computer
    2.Ritieni indifferente scriverlo con carta e penna o usando un computer?
    Scrivo sempre su taccuini, le vecchie e insostituibili moleskine, perchè non sai mai quando hai voglia o bisogno di scrivere.. il colmo è stato quando è finito l'inchiostro!
    3.Hai mai riletto completamente e senza saltare nessuna pagina una copia stampata e rilegata (come sarà nelle mani dei lettori) del tuo libro?
    Più di una volta, lo prendo in mano, inizio e leggo e ogni volta mi sembra un libro diverso.
    4.Un giudizio negativo e pesante sul tuo libro lo vedi come una martellata che ti ferisce o come una spinta che ti stimola?
    Una spinta che mi stimola!
    5.Quali sono gli autori e i romanzi che pensi ti abbiano dato ispirazione?
    Ho letto Fabio Volo e forse il suo modo di raccontare mi ha influenzata, ma alla fine le mie mani sono lo uno strumento e tutto nasce da dentro.
    6.A chi fai leggere le bozze del tuo romanzo, man mano che lo scrivi?
    A nessuno. Nessuno sapeva che stavo scrivendo.
    7.Qual è stata la molla che ti ha spinto a scrivere questo libro?
    Il libro è nato sui miei passi verso Santiago de Compostela, ma è stato uno scrivere per me. Tornata a Roma e con il tempo ho sentito che quell'esperienza non poteva essere solo mia, andava condivisa e così ho iniziato un nuovo ed inaspettato viaggio letterario.
    8.Leggi ad alta voce quello che scrivi per sentire se suona bene quando viene letto?
    Raramente
    9.Prendi ispirazione da fatti della vita quotidiana?
    Vita e fantasia sono gli ingredienti fondamentali
    10.L'ispirazione si basa su fatti successi a te o magari su qualcosa vista per caso camminando per strada?
    Come dicevo prima, nasce da un'esperienza personale che ha cambiato e continua a cambiare la mia vita o meglio il modo di affrontare la vita.
    11.Quando inizi a scrivere, immagini mai il tuo libro già con copertina, foto di copertina..insomma, già bell'e pronto da comprare?
    Noooo, assolutamente. Ho depositato il libro alla Siae a Marzo e non immaginavo proprio che a giugno avrei già trovato l'Editore ( Fabio Croce, che ha creduto e crede in me) e ad ottobre già in libreria, in tutta Italia !
    12.Pensi mai alle reazioni dei lettori vedendo il tuo libro sullo scaffale?
    Io vi posso raccontare la mia: vederlo esposto in vetrina, o su uno scaffale in libreria mi ha lasciato senza parole...
    13.Quando hai iniziato a scrivere le pagine del tuo libro, avevi già un'idea di dove volevi arrivare o la storia si è costruita con il tempo?
    La storia era già "stata scritta", certo tutto quello che mi sta regalando non l'avevo mai pensato.
    14.Il tuo libro parla di un argomento ben definito. Perchè scegli questo piuttosto che un altro?
    E' un diario di viaggio, è nato così ma nulla esclude che il prossimo possa essere un romanzo.
    15.Qual è la la molla che spinge una persona a passare da fruitore delle opere altrui (presumo che ogni scrittore prima di diventare tale e anche dopo sia un grande lettore) a creatore di opere?
    Scrivere per me è un'esigenza primaria, scrivo ogni giorno, pensieri, poesie.. è come respirare non posso farne a meno.
    16.Perchè hai scritto il tuo primo libro?
    Ho scritto innanzitutto per me, perchè scrivendo imprimi sulla carta emozioni, immagini, pensieri che potrebbero offuscarsi nel tempo e poi ho sentito la necessità di condividere un'esperienza quasi fuori dal normale ( percorrere 800 km a piedi con zaino in spalla, partendo da sola) con quante più persone possibili, perchè a me ha dato tanto, il successo di arrivare a Santiago de Compostela con le mie gambe, ma soprattutto di rinascere dentro.
    "Non sono alla ricerca di notorietà o di denaro. Sto bene nel mio mondo, vita semplice e ricca di emozioni. Voglio scrivere per non dimenticare, anche se so che dimenticare non è possibile e non sarà mai possibile: sono e resterò una pellegrina! Voglio condividere con gli altri quello che ho vissuto e quello che ho provato, me stessa. E chissà che qualcuno, leggendo questi pensieri, non trovi il coraggio di fare scelte altrettanto significative. ognuno di noi ha dentro di sé forze di cui spesso ignora l’esistenza e che ci portano a compiere “imprese” considerate “impossibili o assurde”. È proprio vero quello che si dice: «Se ci credi fortemente raggiungi il tuo obiettivo». " ( tratto da Hasta Luego Santiago pg 9)

  5. #20

    Predefinito

    [*]Hai scritto il libro con carta e penna oppure al computer? Al pc

    [*]Ritieni indifferente scriverlo con carta e penna o usando un computer? Preferisco il pc per la possibilità di un comodo editing!

    [*]Hai mai riletto completamente e senza saltare nessuna pagina una copia stampata e rilegata (come sarà nelle mani dei lettori) del tuo libro? Si

    [*]Un giudizio negativo e pesante sul tuo libro lo vedi come una martellata che ti ferisce o come una spinta che ti stimola?
    Lo vedo come una spinta a martellare pesantemente il critico

    [*]Quali sono gli autori e i romanzi che pensi ti abbiano dato ispirazione? I lavori del maestro Stephen King.

    [*]A chi fai leggere le bozze del tuo romanzo, man mano che lo scrivi? A nessuno.

    [*]Qual è stata la molla che ti ha spinto a scrivere questo libro? Le idee che venivano a trovarmi insistentemente.

    [*]Leggi ad alta voce quello che scrivi per sentire se suona bene quando viene letto? A volte provo anche a recitarlo!

    [*]Prendi ispirazione da fatti della vita quotidiana? Si

    [*]L'ispirazione si basa su fatti successi a te o magari su qualcosa vista per caso camminando per strada? Si magari anche estremizzati o resi più adatti al dramma.

    [*] Quando inizi a scrivere, immagini mai il tuo libro già con copertina, foto di copertina..insomma, già bell'e pronto da comprare? No, immagino solo la storia che prende forma!

    [*] Pensi mai alle reazioni dei lettori vedendo il tuo libro sullo scaffale? No

    [*]Quando hai iniziato a scrivere le pagine del tuo libro, avevi già un'idea di dove volevi arrivare o la storia si è costruita con il tempo? So già tutto ma spesso la storia si modifica scrivendo..

    [*]Il tuo libro parla di un argomento ben definito. Perchè scegli questo piuttosto che un altro? Non ho ben capito la domanda..

    [*]Qual è la la molla che spinge una persona a passare da fruitore delle opere altrui (presumo che ogni scrittore prima di diventare tale e anche dopo sia un grande lettore) a creatore di opere? La mia molla sono sempre le idee

    [*]Perchè hai scritto il tuo primo libro?

    Sarò ripetitivo, ma ho scritto perché ho avuto l'impulso di farlo .. di mettere su carta quelle storie che si erano materializzate nella mia capoccia

  6. #21

    Predefinito Chi vuole parlare con me del mio libro pubblicato a maggio?

    Non sono giovanissimo e sono inesperto di questo forum, comunque dopo anni qualcosa mi ha spinto a scrivere il mio primo libro ora edito da "Caosfera". Il Libro è uscito a Maggio, al momento direttamente reperibile presso solo 2 librerie oppure on-line e in formato e-book. Non pretendo assolutamente di essere un maestro del campo ma visto il giudizio positivo di alcune persone che lo hanno letto vorrei discuterne con altre persone su questo forum.

    A presto

  7. #22
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    puoi inviare copia cartacea allo staff se ti interessa questa opzione

  8. #23
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    Predefinito Intervista con Diego Repetto, autore de Il baco e la farfalla

    Con un po' di ritardo (il mio primo libro, Il baco e la farfalla, è uscito nel 2011), rispondo volentieri all' "intervista con l'autore".

    Per chi fosse interessato a biografia, brani tratti dal libro, giudizio dei lettori:

    Diego Repetto - IL BACO E LA FARFALLA

    Il baco e la farfalla - Repetto Diego - Libro - IBS - Italia Press - Narrativa


    1. Hai scritto il libro con carta e penna oppure al computer? Al computer.

    2. Ritieni indifferente scriverlo con carta e penna o usando un computer? Al computer è più comodo. Uso carta e penna per mettere nero su bianco qualche idea che mi è venuta in mente.

    3. Hai mai riletto completamente e senza saltare nessuna pagina una copia stampata e rilegata (come sarà nelle mani dei lettori) del tuo libro? Sì.

    4. Un giudizio negativo e pesante sul tuo libro lo vedi come una martellata che ti ferisce o come una spinta che ti stimola? Forse più una martellata che uno stimolo, anche se per fortuna giudizi negativi non ce ne sono stati.

    5. Quali sono gli autori e i romanzi che pensi ti abbiano dato ispirazione? Nessuno in particolare, anche se penso di aver assorbito qualcosa da ciascuno degli innumerevoli autori che ho avuto modo di leggere e apprezzare.

    6. A chi fai leggere le bozze del tuo romanzo, man mano che lo scrivi? A Chiara, mia moglie.

    7. Qual è stata la molla che ti ha spinto a scrivere questo libro? Mi è stato chiesto da mia madre.

    8. Leggi ad alta voce quello che scrivi per sentire se suona bene quando viene letto? No.

    9. Prendi ispirazione da fatti della vita quotidiana? La storia racconta fatti realmente accaduti.

    10. L'ispirazione si basa su fatti successi a te o magari su qualcosa vista per caso camminando per strada? L’idea di scrivere questo romanzo è nata la sera della vigilia di Natale del 2006. Mi trovavo a cena a casa di mia madre, noi due soli, e lei ha incominciato a raccontare la storia della sua famiglia, che in parte già conoscevo, arricchendola di particolari fino ad allora sconosciuti. Dal racconto emergeva prepotente la figura di un fratellastro, la cui vita è stata rocambolesca fin dalla tenera età, sempre in lotta con un destino spesso crudele che non gli ha dato tregua e lo ha perseguitato fino ai giorni nostri.

    11. Quando inizi a scrivere, immagini mai il tuo libro già con copertina, foto di copertina... insomma, già bell'e pronto da comprare? No.

    12. Pensi mai alle reazioni dei lettori vedendo il tuo libro sullo scaffale? No, ma le reazioni positive che ci sono state nelle varie presentazioni mi hanno fatto piacere.

    13. Quando hai iniziato a scrivere le pagine del tuo libro, avevi già un'idea di dove volevi arrivare o la storia si è costruita con il tempo? Ho incontrato il protagonista del libro e mi sono fatto raccontare in un pomeriggio la sua vita. Ho registrato il racconto su due nastri da novanta minuti. Una vita così piena di colpi di scena che non c’è stato bisogno di inventarsi nulla.

    14. Il tuo libro parla di un argomento ben definito. Perchè scegli questo piuttosto che un altro? La vita del protagonista si intreccia con la storia d’Italia della seconda metà del ventesimo secolo, dalla seconda guerra mondiale al boom economico, dagli anni di piombo a Tangentopoli. Sono quegli anni che a scuola non si studiano perché non si riesce a finire il programma, o almeno così accadeva quando a scuola ci andavo io, ma sono anche gli anni che nel bene e nel male hanno segnato il passato recente del nostro paese e hanno influenzato più di altri le nostre vite. Tornano alla luce problemi antichi del nostro Paese, ma ancora attuali perché mai risolti, come la repressione poliziesca, le carceri, le mazzette come ingrediente indispensabile nel sistema produttivo, gli incidenti sul lavoro. Mi è sembrato che potesse essere interessante anche per chi non era direttamente coinvolto nelle vicende che vengono descritte.

    15. Qual è la la molla che spinge una persona a passare da fruitore delle opere altrui (presumo che ogni scrittore prima di diventare tale e anche dopo sia un grande lettore) a creatore di opere? Una passione innata per la scrittura.

    16. Perchè hai scritto il tuo primo libro? Mi è parso che i fatti narrati potessero essere interessanti anche per chi non era direttamente coinvolto nelle vicende che vengono descritte.

  9. #24
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    Predefinito Risposte da nonsolodisegni.

    Salve a tutti,
    mi presento, sono nonsolodisegni, sono nuova del forum e anche io ho scritto un breve libro, lo definirei un breve saggio di geografia, con qualche risvolto psicologico. Non so se si può dire il titolo, anche perché è ancora in corso di pubblicazione... comunque penso che si possa dire. Il suo titolo è "Un viaggio". Mi domando se sia possibile far conoscere il mio sito agli altri utenti, per far vedere i possibili sviluppi dell'opera. Penso che dipenda dalle regole del forum.


    1.Hai scritto il libro con carta e penna oppure al computer?
    All'inizio su carta, poi ho trasferito tutto sul computer.

    2.Ritieni indifferente scriverlo con carta e penna o usando un computer?
    E' meglio col computer, anche se certe volte è meglio usare la carta.

    3.Hai mai riletto completamente e senza saltare nessuna pagina una copia stampata e rilegata (come sarà nelle mani dei lettori) del tuo libro?
    No, l'ho letto sempre a capitoli.

    4.Un giudizio negativo e pesante sul tuo libro lo vedi come una martellata che ti ferisce o come una spinta che ti stimola?
    Certo non fa piacere. All'inizio lo vedrei come una martellata, poi lo trasformerei in uno spunto per migliorarmi.

    5.Quali sono gli autori e i romanzi che pensi ti abbiano dato ispirazione?
    Non mi ha ispirata alcun romanzo o autore in particolare.

    6.A chi fai leggere le bozze del tuo romanzo, man mano che lo scrivi?
    Ai miei genitori e a coloro che mi sono vicino.

    7.Qual è stata la molla che ti ha spinto a scrivere questo libro?
    E' stata una necessità psicologica.

    8.Leggi ad alta voce quello che scrivi per sentire se suona bene quando viene letto?
    Alcune volte leggo ad alta voce quello che scrivo.

    9.Prendi ispirazione da fatti della vita quotidiana?
    Alcune volte.

    10.L'ispirazione si basa su fatti successi a te o magari su qualcosa vista per caso camminando per strada?
    Devo dire che l'ispirazione mi è venuta a causa di fatti successi a me e anche da qualcosa vista per strada.

    11. Quando inizi a scrivere, immagini mai il tuo libro già con copertina, foto di copertina..insomma, già bell'e pronto da comprare?
    L'immagine della copertina mi viene in mente dopo.

    12. Pensi mai alle reazioni dei lettori vedendo il tuo libro sullo scaffale?
    Si, ho timore del giudizio altrui.

    13.Quando hai iniziato a scrivere le pagine del tuo libro, avevi già un'idea di dove volevi arrivare o la storia si è costruita con il tempo?
    La storia si è costruita nel tempo.

    14.Il tuo libro parla di un argomento ben definito. Perchè scegli questo piuttosto che un altro?
    Il mio libro tratta di geografia, con dei risvolti psicologici. Ho scelto geografia perché in questo argomento sono più esperta.

    15.Qual è la la molla che spinge una persona a passare da fruitore delle opere altrui (presumo che ogni scrittore prima di diventare tale e anche dopo sia un grande lettore) a creatore di opere?
    Non avrei mai pensato di scrivere un libro, ma casualmente è capitato.

    16.Perchè hai scritto il tuo primo libro?
    Perché ho voluto commentare qualcosa.
    Ultima modifica di nonsolodisegni; 11-09-2012 alle 06:30 PM.

  10. #25

    Predefinito

    1.Hai scritto il libro con carta e penna oppure al computer?
    prima con carta e penna e poi al computer

    2.Ritieni indifferente scriverlo con carta e penna o usando un computer?
    dipende dal tipo di libro

    3.Hai mai riletto completamente e senza saltare nessuna pagina una copia stampata e rilegata (come sarà nelle mani dei lettori) del tuo libro?
    si certamente

    4.Un giudizio negativo e pesante sul tuo libro lo vedi come una martellata che ti ferisce o come una spinta che ti stimola?
    mi stimola e spero stimoli anche chi lo legge

    5.Quali sono gli autori e i romanzi che pensi ti abbiano dato ispirazione?
    nessuno, l'ispirazione è arrivata e basta

    6.A chi fai leggere le bozze del tuo romanzo, man mano che lo scrivi?
    a nessuno

    7.Qual è stata la molla che ti ha spinto a scrivere questo libro?
    dare sostegno e aiuto a chi soffre dello stesso mio dolore

    8.Leggi ad alta voce quello che scrivi per sentire se suona bene quando viene letto?
    no

    9.Prendi ispirazione da fatti della vita quotidiana?
    dal mio vissuto

    10.L'ispirazione si basa su fatti successi a te o magari su qualcosa vista per caso camminando per strada?
    sulle mie esperienze personali

    11.Quando inizi a scrivere, immagini mai il tuo libro già con copertina, foto di copertina..insomma, già bell'e pronto da comprare?
    no, mi lascio guidare dalle mie sensazioni e dal mio istinto

    12.Pensi mai alle reazioni dei lettori vedendo il tuo libro sullo scaffale?
    certo, sperando che siano di forte emozione

    13.Quando hai iniziato a scrivere le pagine del tuo libro, avevi già un'idea di dove volevi arrivare o la storia si è costruita con il tempo?
    sapevo di doverlo scrivere e tutto è arivato nel tempo

    14.Il tuo libro parla di un argomento ben definito. Perchè scegli questo piuttosto che un altro?
    perchè tratta i dialoghi interiori dell'anima

    15.Qual è la la molla che spinge una persona a passare da fruitore delle opere altrui (presumo che ogni scrittore prima di diventare tale e anche dopo sia un grande lettore) a creatore di opere?
    il desiderio di condivisione e solidarietà

    16.Perchè hai scritto il tuo primo libro?
    perchè così mi dettava il cuore, così sentivo di dover fare, esse consapevole dopo lunghissimi anni di meditazione, che questa era la mia missione, il portare parole di speranza, fede d vita eterna a chi avverte il bisogno di ascoltarle e farle sue. Tutti i ricavati di questo libro andranno totalmente in beneficienza, pochi o modesti che siano.

  11. #26

    Predefinito Enrichetta Caparco - Tracce Invisibili di Universi Paralleli

    Salve, lieta di colloquiare con voi.
    Ecco le mie risposte:

    1.Hai scritto il libro con carta e penna oppure al computer? Prima con carta e penna e poi al computer.
    2.Ritieni indifferente scriverlo con carta e penna o usando un computer? La prima stesura è veloce e molto spontanea, pertanto si presta a carta e penna. Successivamente subentra un po' di tecnica e arriva il computer.
    3.Hai mai riletto completamente e senza saltare nessuna pagina una copia stampata e rilegata (come sarà nelle mani dei lettori) del tuo libro? Sì, ho impiegato più tempo del dovuto, cercando un'identità con un lettore che per motivi contingenti è costretto a leggere utilizzando piccoli spazi temporali.
    4.Un giudizio negativo e pesante sul tuo libro lo vedi come una martellata che ti ferisce o come una spinta che ti stimola? Entrambe le cose.
    5.Quali sono gli autori e i romanzi che pensi ti abbiano dato ispirazione? Sono molti e compariranno nel sito che sto costruendo alla voce bibliografia. Comincio dal più importante: Julian Barbour " La fine del tempo". Poi: Fritjof Capra
    Il Tao della fisica, Erasmo da Rotterdam: "Elogio della follia" e molti altri.
    6.A chi fai leggere le bozze del tuo romanzo, man mano che lo scrivi? In prima lettura a mia figlia Elena e successivamente a persone differenti, sino ad arrivare all'editor ufficiale. Il motivo di questa variegata scelta sta nel fatto che intendo comprendere come avviene la "comunicazione" con il lettore e quali immagini e sensazioni suscita il libro, ma questa è semlpicemente una verifica in quanto ciò che intendo trasferire al lettore è l'immaginario e i modelli che ho creato.
    7.Qual è stata la molla che ti ha spinto a scrivere questo libro? Rispondere in qualche modo alla seguente domanda sul tempo: "E' il futuro a costruire il passato e non viceversa?"
    8.Leggi ad alta voce quello che scrivi per sentire se suona bene quando viene letto? Tavolta è successo.
    9.Prendi ispirazione da fatti della vita quotidiana? Dai modelli che la realtà mi offre, a tal punto che il personaggio completamente inventato, altro non è che una costruzione di modelli reali.
    10.L'ispirazione si basa su fatti successi a te o magari su qualcosa vista per caso camminando per strada? Direi entrambe le cose.
    11.Quando inizi a scrivere, immagini mai il tuo libro già con copertina, foto di copertina..insomma, già bell'e pronto da comprare? Francamente no.
    12.Pensi mai alle reazioni dei lettori vedendo il tuo libro sullo scaffale? Francamente sì.
    13.Quando hai iniziato a scrivere le pagine del tuo libro, avevi già un'idea di dove volevi arrivare o la storia si è costruita con il tempo? Dentro di me certamente c'era il romanzo così come potete leggerlo, ma per costruirlo ho dovuto a lungo scavare così come fa uno scultore sul marmo.
    14.Il tuo libro parla di un argomento ben definito. Perchè scegli questo piuttosto che un altro? Esiste sì un argomento principe, ma dal momento che il mio è un romanzo corale differenti e variegati sono gli spunti.
    15.Qual è la la molla che spinge una persona a passare da fruitore delle opere altrui (presumo che ogni scrittore prima di diventare tale e anche dopo sia un grande lettore) a creatore di opere? Devo dire che questa molla esiste o non esiste, se esiste viene fuori spontaneamente come la voce di un cantante, comunque sia. Chi scrive ha bisogno di scrivere.
    16.Perchè hai scritto il tuo primo libro? Perchè scrivo da sempre ed è un piacere.

  12. #27
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    Predefinito Le risposte di Ariano Geta

    Mi ero già parzialmente presentato nel post apposito per utenti autori, nonché tramite il mio blog: Ariano Geta
    Rispondo anche alle domande del questionario:

    1. Hai scritto il libro con carta e penna oppure al computer?

    Come specificato nel post di presentazione, sono ormai quasi venticinque anni che scrivo. Le prime cose le ho scritte a mano perché all'epoca i pc non erano diffusi come oggi, e così sono andato avanti per parecchi anni. Negli ultimi quindici però ho utilizzato solo il computer, riscrivendo in bella copia anche alcuni manoscritti cartacei che avevo accantonato.

    2 . Ritieni indifferente scriverlo con carta e penna o usando un computer

    A mano è più diretto, più emotivamente coinvolgente. Senti un legame diretto, nervoso, fra il cervello che elabora la frase e la mano che la traccia sul foglio. Però, per praticità, ormai è preferibile usare il pc. Bisogna solo fare attenzione a non lasciarsi ingannare dal testo tipografico incasellato e perfettamente allineato che da sempre l'impressione di essere ben riuscito. Mentre si rilegge e si corregge bisogna immaginare il desktop come un foglio di carta scritto a mano che necessita di infinite correzioni.

    3 . Hai mai riletto completamente e senza saltare nessuna pagina una copia stampata e rilegata (come sarà nelle mani dei lettori) del tuo libro?

    Sempre. Il lettore merita rispetto e devo essere sicuro che il testo sia privo di refusi ed errori formali e abbia una sua coerenza interna perfetta.

    4 . Un giudizio negativo e pesante sul tuo libro lo vedi come una martellata che ti ferisce o come una spinta che ti stimola?

    Entrambe le cose. Non fa mai piacere essere criticato, però bisogna saper cogliere il lato costruttivo e utile: se la stroncatura è motivata ed elenca dati oggettivi per illustrare le imperfezioni nel testo, allora bisogna farne tesoro ed iniziare una nuova stesura del romanzo / racconto in cui tali imperfezioni siano superate.

    5. Quali sono gli autori e i romanzi che pensi ti abbiano dato ispirazione?

    Ho scritto racconti e romanzi brevi di vario argomento e tenore, quindi le fonti di ispirazione sono numerose. Posso dire che i miei autori preferiti tra i classici sono: Pirandello, Borges, Poe e Chesterton.

    6. A chi fai leggere le bozze del tuo romanzo, man mano che lo scrivi?

    In passato a un mio amico che mi ha sempre gentilmente aiutato a correggere ed editare il testo. Da qualche mese purtroppo non posso più contare sul suo sostegno perché è preso da numerosi impegni e non dispone del tempo materiale per aiutarmi. Se qualcuno di voi fosse disposto a darmi una mano in tal senso...

    7 . Qual è stata la molla che ti ha spinto a scrivere questo libro?

    Più che questo, "questi".
    In genere sento qualcosa dentro: un'immagine che mi appare davanti agli occhi, una sequenza, una scena, delle emozioni profonde che mi camminano sotto pelle... Ogni volta che ho questo genere di sensazioni so già che se provo a inventare una storia qualcosa uscirà fuori. O meglio: vuole uscire fuori.

    7 . Leggi ad alta voce quello che scrivi per sentire se suona bene quando viene letto?

    No, sono abituato a leggere a mente. Anche le dissonanze riesco a percepirle senza la necessità di leggere a voce alta.

    8 . Prendi ispirazione da fatti della vita quotidiana?

    Sì, talvolta da situazioni personali, altre volte da esperienze occorse a gente che conosco. Ma in alcuni casi mi affido esclusivamente alla fantasia.

    9. L'ispirazione si basa su fatti successi a te o magari su qualcosa vista per caso camminando per strada?

    Entrambe le cose. Deve però trattarsi di eventi che abbiano una loro particolare significatività, senza essere necessariamente appariscenti o traumatici.

    10. Quando inizi a scrivere, immagini mai il tuo libro già con copertina, foto di copertina..insomma, già bell'e pronto da comprare?

    Una volta, ora non più. Adesso la creo io stesso la copertina. Creare il proprio libro da solo, copertina compresa, è un'attività che da soddisfazione. Pubblicarlo sarebbe un ulteriore passo avanti, ma provo piacere anche con una gestione "artigianale" dei miei ebook.

    11. Pensi mai alle reazioni dei lettori vedendo il tuo libro sullo scaffale?

    Sullo scaffale virtuale di amazon, per ora
    Beh, spero solo che piaccia e venga considerato positivamente.

    12. Quando hai iniziato a scrivere le pagine del tuo libro, avevi già un'idea di dove volevi arrivare o la storia si è costruita con il tempo?

    Talvolta parto con un progetto di base già pronto che va solo sviluppato, altre volte la storia si modifica man mano che la scrivo. Anche con una trama già delineata in testa sin dal principio, può capitare che procedendo decida di apportare delle modifiche.

    13. Il tuo libro parla di un argomento ben definito. Perchè scegli questo piuttosto che un altro?

    Scelgo un argomento rispetto al quale posso dire qualcosa di autentico, di vissuto, e con cognizione di causa. Non so raccontare qualcosa che non conosco affatto.

    14. Qual è la la molla che spinge una persona a passare da fruitore delle opere altrui (presumo che ogni scrittore prima di diventare tale e anche dopo sia un grande lettore) a creatore di opere?

    Sin da bambino ho sempre amato raccontare storie, scriverle è stato un passaggio quasi inevitabile. Ovviamente sono anche un lettore e leggo parecchi libri, e questa dimestichezza coi libri è stata un'ulteriore spinta a crearne di miei. Ma alla base c'è il desiderio profondo di raccontare, o, usando la metafora coniata da un mio collega: di rilasciare una dichiarazione senza che nessuno me la abbia chiesta.

    15. Perchè hai scritto il tuo primo libro?

    Dovevo dare voce a una necessità che mi spingeva da dentro. Non potevo più farla tacere, dovevo permetterle di esprimersi. La mano tracciava parole sul foglio quasi come una liberazione. Ancora oggi provo una sensazione simile mentre trasformo in parola scritta la storia che si crea lentamente nella mia testa.

  13. #28

    Predefinito

    Hai scritto il libro con carta e penna oppure al computer?
    Carta e penna. Non mi va di accendere il computer per ogni cosa che mi viene in mente. Magari sto lavando i piatti o preparando la cena e puff... ecco mi viene un piccolo momento d'ispirazione. Ho la mia agenda a portata di mano e butto giù quello che mi è venuto in mente, un piccolo particolare o una frase o qualsiasi cosa.
    Ritieni indifferente scriverlo con carta e penna o usando un computer?
    No, con la penna è più pratico. Intanto butto giù l'idea, poi al computer la elaboro, la sistemo, magari la cambio pure.
    Hai mai riletto completamente e senza saltare nessuna pagina una copia stampata e rilegata (come sarà nelle mani dei lettori) del tuo libro?
    No, perché non l'ho ancora stampato. E' in formato ebook, ma non appena avrò la carta tra le mani lo rileggerò senz'altro senza saltare neanche una parola
    Un giudizio negativo e pesante sul tuo libro lo vedi come una martellata che ti ferisce o come una spinta che ti stimola?
    Beh ci rimani sempre un pochini male, ogni opera per l'autore è sempre perfetta. Se per lui non fosse perfetta cercherebbe di perfezionarla per renderla tale. Sì mi dispiacerebbe, ma approfitterei proprio della critica negativa per capire cos'è che non va e cercare di migliorarmi.
    Quali sono gli autori e i romanzi che pensi ti abbiano dato ispirazione?
    Terry Brooks e George R. R. Martin
    A chi fai leggere le bozze del tuo romanzo, man mano che lo scrivi?
    A nessuno.
    Qual è stata la molla che ti ha spinto a scrivere questo libro?
    Una specie di gioco in un forum. Era stata decisa una trama e l'inizio della storia. Ogni utente si accodava a quello precedente continuando la storia, mantenendo sempre il genere e cercando di non uscire fuori trama.
    Leggi ad alta voce quello che scrivi per sentire se suona bene quando viene letto?
    No, mai.
    Prendi ispirazione da fatti della vita quotidiana?
    Si.
    L'ispirazione si basa su fatti successi a te o magari su qualcosa vista per caso camminando per strada?
    Entrambi i casi.
    Quando inizi a scrivere, immagini mai il tuo libro già con copertina, foto di copertina..insomma, già bell'e pronto da comprare?
    Si, l'ho immaginato e l'ho sognato un sacco di volte.
    Pensi mai alle reazioni dei lettori vedendo il tuo libro sullo scaffale?
    No, non ci ho mai pensato.
    Quando hai iniziato a scrivere le pagine del tuo libro, avevi già un'idea di dove volevi arrivare o la storia si è costruita con il tempo?
    La storia era già stata costruita nella mia mente, ma durante il percorso si sono aggiunte cose nuove
    Il tuo libro parla di un argomento ben definito. Perchè scegli questo piuttosto che un altro?
    Più che un argomento è un fantasy e come affermo sempre amo tutto ciò che non è reale.
    Qual è la la molla che spinge una persona a passare da fruitore delle opere altrui (presumo che ogni scrittore prima di diventare tale e anche dopo sia un grande lettore) a creatore di opere?
    Non saprei, secondo la mia esperienza io non avrei mai pensato di arrivare a scrivere, se qualcuno me lo avesse detto non ci avrei mai creduto. Nel momento in cui l'ho fatto ci ho provato gusto, è stato bello, ti senti di creare qualcosa, i personaggi a cui dai vita, più il tempo passa e più ti sembrano reali. Cominciano a far parte di te e vuoi farli conoscere perché le emozioni che accendono in te, sai che le trasmetteranno anche agli altri.
    Perché hai scritto il tuo primo libro?
    Non c'è un perché, è venuto fuori dal nulla. Davvero.

  14. #29

    Predefinito Max Penna, Intervista

    1) Hai scritto il libro con carta e penna oppure al computer?
    Ho usato principalmente il computer, anche se ho precedentemente annotato molte idee su qualsiasi pezzo di carta o mezzo digitale a portata di mano.

    2) Ritieni indifferente scriverlo con carta e penna o usando un computer?
    Dal punto di vista della qualità del romanzo non penso ci sia differenza, ma penso sia molto più comodo il computer.

    3) Hai mai riletto completamente e senza saltare nessuna pagina una copia stampata e rilegata (come sarà nelle mani dei lettori) del tuo libro?
    Molte volte, ed ho avuto anche l'aiuto di mia moglie che lo ha riletto più volte per aiutarmi a migliorarlo e renderlo più fruibile.

    4) Un giudizio negativo e pesante sul tuo libro lo vedi come una martellata che ti ferisce o come una spinta che ti stimola?
    Sicuramente i giudizi negativi non fanno piacere a nessuno, ma se sono onesti e costruttivi è giusto riceverli. Penso anche che siano l'unico modo per spingerci a migliorare sempre di più.

    5) Quali sono gli autori e i romanzi che pensi ti abbiano dato ispirazione?
    Richard Matheson, romanzi per nulla banali e un modo di scrivere senza troppi fronzoli. "Io sono leggenda" è il mio preferito.
    Anche Philip K. Dick mi ha dato molto. Uno dei suoi libri che ho apprezzato di più è "In senso inverso". Sono molto attratto dai paradossi temporali.

    6) A chi fai leggere le bozze del tuo romanzo, man mano che lo scrivi?
    A nessuno. Inizio a fare leggere il mio libro quando è finito.

    7) Qual è stata la molla che ti ha spinto a scrivere questo libro?
    La volontà di aprire la mente del lettore e di lasciare nella sua anima qualcosa di profondo. Questo è quello che cerco quando leggo un libro, ed è questo che vorrei dare ai miei lettori.

    8) Leggi ad alta voce quello che scrivi per sentire se suona bene quando viene letto?
    No. Leggo sempre nella mente.

    9) Prendi ispirazione da fatti della vita quotidiana?
    No, più che altro dalla storia, dalla fisica e, sopratutto, dalla mia immaginazione.

    10) L'ispirazione si basa su fatti successi a te o magari su qualcosa vista per caso camminando per strada?
    Assolutamente no. Nel mio romanzo cerco di andare oltre la vita "normale".

    11) Quando inizi a scrivere, immagini mai il tuo libro già con copertina, foto di copertina..insomma, già bell'e pronto da comprare?
    No, vedo solo la trama che si sviluppa nel mio immaginario.

    12) Pensi mai alle reazioni dei lettori vedendo il tuo libro sullo scaffale?
    No, spero solo di riuscire a suscitare un minimo di interesse per indurre a leggerlo. La reazione che più mi interessa è quella del lettore subito dopo aver letto l'ultima pagina.

    13) Quando hai iniziato a scrivere le pagine del tuo libro, avevi già un'idea di dove volevi arrivare o la storia si è costruita con il tempo?
    Avevo un'idea ben precisa, anche se scrivendolo la storia è maturata in modo leggermente diverso.

    14) Il tuo libro parla di un argomento ben definito. Perchè scegli questo piuttosto che un altro?
    In realtà il mio romanzo affronta molti argomenti. Non gradisco quegli scrittori che hanno una buona idea e poi scrivono miriadi di pagine senza aggiungere nulla di nuovo, magari descrivendo ogni singola piastrella del pavimento. Piuttosto preferisco scrivere un libro dalle poche pagine, ma tutte, o quasi, con un significato.

    15) Qual è la la molla che spinge una persona a passare da fruitore delle opere altrui (presumo che ogni scrittore prima di diventare tale e anche dopo sia un grande lettore) a creatore di opere?
    Non so quale sia la molla per gli altri scrittori, ma io sono stato spinto dalla volontà di aiutare il lettore ad uscire dagli schemi mentali a cui siamo stati sempre abituati.

    16) Perchè hai scritto il tuo primo libro?
    Il motivo è sempre lo stesso: Aiutare il lettore ad uscire dagli schemi mentali a cui siamo stati sempre abituati; Capovolgere il punto di vista classico per aprire nuove strade.
    A tal fine ho anche realizzato degli approfondimenti disponibili sul mio sito.

  15. #30

    Predefinito

    Eccomi qui! Ho trovato queste domande e adesso voglio rispondere anch'io

    1. Hai scritto il libro con carta e penna oppure al computer?
    Entrambi. Preciso però che quando scrivo di getto a mano, poi dopo devo essere anche una brava interprete ; tengo comunque carta e penna sempre sul comodino, perché spesso mi sveglio a qualsiasi ora della notte con una forte ispirazione e devo scrivere subito. Al computer però è più immediato e veloce.

    2. Ritieni indifferente scriverlo con carta e penna o usando un computer?

    Diciamo che preferisco il computer. Sarei matta a voler scrivere un intero romanzo a mano, per poi ricopiarlo tutto al computer!

    3. Hai mai riletto completamente e senza saltare nessuna pagina una copia stampata e rilegata (come sarà nelle mani dei lettori) del tuo libro?
    Sì, per l'editing, anche dopo la stampa.

    4. Un giudizio negativo e pesante sul tuo libro lo vedi come una martellata che ti ferisce o come una spinta che ti stimola?
    Dipende. I giudizi negativi un po' feriscono sempre, è ovvio, sarei bugiarda se dicessi il contrario. Ma nel caso in cui la critica fosse costruttiva ne farei tesoro. Al contrario se dovesse invece trattarsi di un giudizio infondato, gettato lì per invidia o cattiveria.

    5. Quali sono gli autori e i romanzi che pensi ti abbiano dato ispirazione?
    Sicuramente mi sono ispirata ad Anne Rice, è lei che mi ha attaccato l'amore per i vampiri!

    6. A chi fai leggere le bozze del tuo romanzo, man mano che lo scrivi?
    A tutti?


    7. Qual è stata la molla che ti ha spinto a scrivere questo libro?
    Ehm... Elia (il protagonista). Ha detto che se non lo avessi fatto mi avrebbe azzannata.

    8. Leggi ad alta voce quello che scrivi per sentire se suona bene quando viene letto?
    No. Piuttosto lo sussurro, ma faccio così con qualsiasi cosa che leggo.

    9. Prendi ispirazione da fatti della vita quotidiana?
    No.

    10. L'ispirazione si basa su fatti successi a te o magari su qualcosa vista per caso camminando per strada?
    No. Solo sulla fantasia.

    11. Quando inizi a scrivere, immagini mai il tuo libro già con copertina, foto di copertina..insomma, già bell'e pronto da comprare?
    Certamente! Anzi: molto spesso è la copertina scelta che mi spinge a continuare.

    12. Pensi mai alle reazioni dei lettori vedendo il tuo libro sullo scaffale?
    No. Penso al dopo: alle facce che faranno mentre lo leggono.

    13. Quando hai iniziato a scrivere le pagine del tuo libro, avevi già un'idea di dove volevi arrivare o la storia si è costruita con il tempo?
    La storia si è costruita con il tempo, anche se gli elementi base erano già tutti nella mia testa.

    14. Il tuo libro parla di un argomento ben definito. Perché scegli questo piuttosto che un altro?
    Probabilmente per descrivere alcuni drammi interiori, per dar luce a quella voce che mi urla in testa e che non decide di smettere. In fondo la storia stessa riesce a sorprendermi, a volte è come se fosse uscita da sola.

    15. Qual è la la molla che spinge una persona a passare da fruitore delle opere altrui (presumo che ogni scrittore prima di diventare tale e anche dopo sia un grande lettore) a creatore di opere?
    La passione, forse? Il mio libro non vedeva l'ora di uscire, ha usato me per farlo, ed è attraverso di lui che ho imparato a scrivere.

    16. Perché hai scritto il tuo primo libro?
    Per lo stesso motivo di sopra. Sento il bisogno di scrivere come qualcosa di incontrollato. La storia era lì, già nella mia testa, e gridava di uscire. Scrivendola è come se mi fossi piegata al suo volere.

    Ciao ciao, e grazie a tutti


    http://valentinabellucci.blogspot.it/

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