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Un ragazzo

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Discussione: Hornby, Nick - Un ragazzo

  1. #1
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    Predefinito Hornby, Nick - Un ragazzo

    Will ha 36 anni, londinese doc. Non lavora ma riesce a vivere grazie ad una "eredità" lasciatagli dal padre. Vive, mangia, veste cool e in quanto a donne preferisce relazioni intense ma brevi della serie "ognuno a casa sua e zero complicazioni" Scopre così che il suo ideale di ragazza è: separata (meglio se abbandonata) con figli e con tanti problemi nella vita... e si mette alla ricerca vera e propria di donne di questo tipo (il tempo certo non gli manca!)
    Incontrerà così Suzie, Rachel ma soprattutto Fiona e il suo bambino, Marcus, un dodicenne molto particolare che a poco a poco riuscirà ad invadere la vita volutamente "solitaria" di Will...

    Libro molto carino, scritto benissimo da Hornby. Si legge in un sol fiato, molto scorrevole e divertente. Le vicende si susseguono rapidamente e si arriva al finale senza quasi accorgersene. L'autore regala tanti momenti di intelligente ilarità e aiuta tutti i personaggi descritti ad entrare nel cuore del lettore, primi tra tutti i due ragazzi protagonisti del racconto, Marcus e Will.
    Consigliato a chi cerca una lettura non molto impegntiva ma non banale e nemmeno tanto lunga... una storia piacevolissima...
    Impressione molto personale: c'entra poco, ma a me ha ricordato un po' Ti prendo e ti porto via di Ammaniti

  2. #2
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    Concordo sul fatto che sia un libro scorrevole e ben scritto, che si legge tutto d'un fiato, ma a me è sembrato un pochino superficiale in alcuni punti.... diciamo che regala qualche ora di spensieratezza

  3. #3
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    Io non l’ho trovato così spensierato. E’ un libro diseguale.
    Di certo Hornby, per mantenerla “vivace”, carica troppo la vicenda: non è normale che uno incontri in così poco tempo tanti matti (Fiona) o stravaganti (Marcus, Ellie, il figlio di Rachel) come accade a Will. E anche lui, con la sua bizzara fonte di reddito, è ben poco comune. Così alcune scene, come quella tra Marcus e il figlio di Rachel, sembrano esserci solo per movimentare la trama. Ben poco realistica mi pare poi la scuola di Marcus, in cui i “bulli” tormentano pesantemente i ragazzi più deboli, e gli insegnanti, invece di far qualcosa, se la prendono con le vittime. Mi piacerebbe sapere dove Hornby ha visto una scuola media in cui, se i bulli ti rubano le scarpe, la preside, invece di cercare i colpevoli, da’ la colpa a te perché non sai stare alla larga da loro! Poco credibile è anche che Will, uomo di successo con le donne, con a sua disposizione un’infinità di tempo per correr loro dietro, soggetto ai colpi di fulmine, sia arrivato a 36 anni senza innamorarsi mai.
    Mi piace invece come Hornby mostra senza timori i difetti dei suoi personaggi: Will è superficiale, egoista e cinico; Marcus (il personaggio più riuscito secondo me) è un ragazzo “particolare” tratteggiato con grande finezza; Clive è un padre assenteista che si ricorda di Marcus solo ad intervalli… Belle a mio parere sono poi alcune scene: la cena di Natale, dove Hornby parla della psicologia dei personaggi tramite i regali che hanno comprato (e approfondisce quella di Will attraverso i suoi giudizi su quegli stessi regali), la spassosa riunione dei Genitori-Soli-Assieme… E in più Hornby maneggia benissimo i dialoghi. Tutt’altro che banali, pur nel loro tono dimesso, sono poi queste parole di Rachel: << Il senso della vita per te sta nel fatto che tu vai avanti. Vuoi andare avanti. Quindi tutte le cose che ti fanno volere questo sono il senso. In fondo in fondo tu non pensi che la vita sia poi tanto male. Ami le cose. La tv. La musica. Il cibo. Le donne. Anche per me è così. Amo le cose. Vedi, alcuni anni fa ero veramente, veramente giù, e ho pensato sul serio… Oggi invece no. Ho capito che non l’avrei mai fatto, e il motivo era che non volevo perdermi qualcosa. C’erano sempre una o due cose che sembravano incompiute, cose che volevo portare a termine. Così, come tu vuoi vedere la seconda parte di N.Y.P.D., se io avevo appena finito di illustrare un libro volevo vederlo uscire. Se stavo uscendo con qualcuno, volevo uscirci ancora una volta. Se c’era ricevimento, volevo parlare con gli insegnanti di mio figlio. Piccole cose, ma c’era sempre qualcosa. E alla fine mi sono resa conto che ci sarebbe sempre stato qualcosa, e che quei qualcosa sarebbero bastati. >> Infine, la conclusione del libro è meno consolatoria di quanto potrebbe sembrare: Marcus si “uniforma”, le sue ingenuità e bontà d’animo cominciano a cedere il passo ad un aspetto e ad atteggiamenti più “standard”. Le idee buone di Fiona (vegetarianesimo, anticonformismo,…), anche se ha sbagliato ad imporle al troppo giovane Marcus, rischiano ora di essere del tutto dimenticate da lui. Nel frattempo Will è sì diventato più altruista, ma la sua superficialità sembra aver trionfato su tutto.
    Insomma è un libro a tratti furbetto, ma nel complesso non banale e non privo, mi sembra, di una certa amarezza.

  4. #4
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    Citazione Originariamente scritto da isola74 Vedi messaggio
    ... a me è sembrato un pochino superficiale in alcuni punti.... diciamo che regala qualche ora di spensieratezza
    Non riesco a non contradire l'affermazione di Isola.... e di non quotare Masetto...
    Il libro è tutt'altro che superficiale. Hornby con la sua leggerezza, ironia e con il tipico humorismo inglese (che oltrettutto io amo tantissimo), è riuscito ad affrontare un grande problema della nostra società... Ci ha disegnato un classico 'ragazzo' 36-enne, che non riesce a crescere, a trovare il suo posto nella società, a rendersi utile in nessun modo... (ad esempio, a giorno d'oggi sembra quasi normale che un uomo di 35 anni vive ancora con i genitori e a loro spese, non pensa ad altro che a divertirsi, ... ma stesso vale anche per le donne d'oggi, con 35 anni non si sentono ancora pronte di avere dei figli, sentendosi ancora troppo piccole ...) Anche il problema di Marcus (il problema di aggregarsi nella nuova scuola) ci è stato disegnato molto bene e profondo... Anzi... direi che tutti i personaggi, malgrado le situazioni grotesche, nominate già da Masetto, sono stati disegnati molto realisticamente.
    Consigliato vivamente, anche come lettura sotto ombrelone...

  5. #5
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    L'ho letto tanto tempo fa, sono d'accordo con Masetto e Nicole. La scrittura può apparire leggera, ma il contenuto non è superficiale e i personaggi sono abbastanza realistici. Ricordo che mi aveva lasciato un po' di amarezza.

  6. #6
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    mi piace lo stile umoristico di Hornby, non sono certa di voler leggere un romanzo sugli eterni fanciulli quasi calvi...tuttavia, non sotto l'ombrellone perché al mare non ci vado, ma sotto l'ombra del mio cedrus atlantica glauca si può fare, ho voglia di letture non banali ma leggere!
    devo liberare la mente

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