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copertina libro

Un amore

Mostra risultati da 1 a 15 di 15

Discussione: Buzzati, Dino - Un amore

  1. #1

    Predefinito Buzzati, Dino - Un amore

    Questo libro (tra i meno conosciuti di Buzzati) lo dedico a tutti coloro che hanno vissuto una storia d'amore nelle vesti di vittime consenzienti e di contro il partner ha rappresentato il terribile carnefice. Visto che a me è capitato, vi assicuro che leggendo "Un amore" ho provato di nuovo quelle fitte lancinanti al petto, quel sapore amarissimo che non vuole saperne di andar via e tutto il resto. Allora vi chiederete perchè ve lo consiglio? Perchè farsi di nuovo del male? La risposta che vi posso dare è che questo libro funge da catarsi, straordinario esorcismo, ma soprattutto perchè se riesce a produrre tali sconvolgimenti vale assolutamente la pena di essere letto. A cos'altro possono servire i libri, se non a suscitarci emozioni?
    Ultima modifica di elisa; 03-24-2009 alle 08:59 PM. Motivo: corretto titolo

  2. #2
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    secondo me uno dei libri più belli e sinceri di Buzzati, l'ho letto tenti anni fa e mi ha colpito la capacità dello scrittore di mettere a nudo la passione di un uomo. Bellissimo

  3. #3
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    Bello e doloroso. Uno dei miei preferiti di Buzzati.

  4. #4
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    Come molti lavori di Buzzati, questo romanzo narra il rimpianto per una felicità sfuggita, il dolore dell'uomo che vorrebbe afferrarla e uscire così da un'esistenza grigia. I sentimenti sono descritti con grande lucidità.

  5. #5

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    evidentemente mi sono sbagliato. sembra che l'abbiano letto tutti e a giudicare dai pareri, non mi sono sbagliato.

  6. #6
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    E' piaciuto tanto anche a me, anche se l'ho letto tempo fa e non ricordo granchè. So che mi aveva fatto stare male

  7. #7
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    Molto bello! Anch'io lo lessi tanti anni fa, e mi ricordo che mi strusse
    (passato remoto di struggere..)
    Ultima modifica di elesupertramp; 03-05-2010 alle 08:10 PM.

  8. #8
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    complimenti al miciaccio! questa recensione ha acceso la mia curiosità! metto in wishlist (che è strapiena, ma prima o poi la svuoterò!!!)

  9. #9
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    Ho letto Un amore di Buzzati. Ha detto bene chi ha scritto che è un libro doloroso. E anche per questo non è per nulla facile da commentare.
    Tutti conosciamo la differenza che passa tra un semplice restarci male e un soffrire intensamente. Ognuno di noi credo abbia provato almeno una volta nella vita cosa significa sentirsi escluso dall'esistenza di una persona amata o almeno il non appartenerle del tutto.
    Credo sia un modo molto terra-terra per commentare questa esperienza di lettura, ma forse allo stesso tempo anche la più profonda perché è la più sincera e immediata, aldilà delle altre numerose interpretazioni che si possono trovare. Può capitare a volte di venire a sapere che persone a cui teniamo o a cui crediamo di tenere, si incontrino in quel dato momento senza di noi, e noi non siamo stati invitati. Magari sul momento ci rimaniamo male, non è nulla di drammatico, certo, ma possiamo addirittura soffrirne per un po'. Eppure ci rendiamo conto subito dopo che il disagio passa, la delusione non è così grande da farci star male, e tutto sfuma lentamente e dopo un certo periodo di tempo si pensa ad altro. Quando questo capita per la persona amata, la situazione è ben diversa. Il dolore non passa più tanto facilmente, i pensieri si fanno costanti e per tutto il giorno non si pensa ad altro, sembra di non riuscire ad avere altro scopo nella vita che quello di essere laggiù con chi ci manca e di pensare e fantasticare su quello che sta accadendo in nostra assenza. Non è certo così per tutti, ovvio, dipende da persona a persona, ma a lungo andare i pensieri possono farsi morbosi, e la situazione sfociare in una ossessione, soprattutto se tutti i tentativi di riconciliazione con l'altra persona, visti dal suo punto di vista, paiono solo minacciosi attentati alla libertà personale. Nel libro accade questo, tra le parole dei flussi di coscienza stilisticamente perfetti di Buzzati emergono queste difficoltà, questi fraintendimenti, questi pensieri ossessivi che distolgono l'attenzione del protagonista, Dorigo, dai fatti del mondo, sia che possano essere cose banali come la routine lavorativa, sia meno, come l'angoscia per la paura della morte, che più o meno inconsciamente tutti ci portiamo dentro. E' un libro amaro, aperto, sincero... anche quando l'onestà del protagonista lo porta sovente a mentire a se stesso, per continuare il suo sogno d'amore nonostante l'evidenza dei fatti. Quello di cui parla questo libro non è Un amore, bello, radioso, idealizzato. Ma è Un amore passivo, che non lascia scelta al protagonista, che lo chiude in sé stesso, lo rende disperato, gli lascia pochi attimi di respiro in una corsa frenetica che lo porta a perdere il controllo della sua vita abitudinaria fondendosi spesso la realtà con l’immaginazione e l'idealizzazione della sua donna, senza però, come sa chi ha letto il libro, andare oltre i confini imposti dalle convenzioni sociali, almeno per quanto riguarda la durata dell'ossessione del protagonista. Il finale, appunto, lascia un po’ di amaro in bocca per tutte le umiliazioni fin lì subite da Dorigo, ma capiamo anche in quel momento di leggere parole importantissime per raggiungere il senso di tutti gli eventi, quando nelle ultime pagine il libro vira dalla prosa asciutta dei capitoli precedenti verso temi più enigmatici e anche più misteriosi e simbolici. Visto il doloroso argomento trattato, il libro richiede una grande attenzione nella lettura ma certamente riesce nonostante la voluta ossessiva ripetizione dei temi a incollare alle pagine ed analizzare in modo incredibile un certo tipo di sentimento condannando allo stesso tempo le ipocrisie in cui vivono tutti i personaggi del libro (e quindi quelle della vita reale, la milano del libro è veramente quella reale), ed esprimendo nonostante tutto il reale bisogno di vivere per i propri sogni, nonostante il finale che ci aspetta tutti indifferentemente. E' scritto divinamente, e nel suo mettere completamente a nudo un certo tipo di amore e le psicologie dei personaggi sicuramente rende impossibile il rimanere giorni e giorni senza ripensarci.
    Ultima modifica di Bacci; 05-05-2013 alle 11:35 PM.

  10. #10
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    Bacci mi hai convinto! L'ho inserito nella mia lista.
    Lo leggerò appena riuscirò a procurarmelo,vale a dire al mio prossimo rientro in patria.

  11. #11
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    Che bello grazie!! Vuol dire che scriverne è servito a qualcosa Preparati a soffrire un po', però :P

  12. #12
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    Decisamente non mi è piaciuto, ho fatto una grandissima fatica a finirlo, ad entrare nella storia ad interessarmi ai protagonisti,
    storia monotona e troppo insopportabile questa passione amorosa

  13. #13
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    "Già in passato, più di una volta, aveva constatato la incredibile potenza dell’amore, capace di riannodare, con infinita sagacia e pazienza, attraverso vertiginose catene di apparenti casi, due sottilissimi fili che si erano persi nella confusione della vita, da un capo all’altro del mondo.


    Quando ho iniziato la lettura di questo libro non sapevo assolutamente nulla a parte il titolo, di solito ancora prima di comprare un libro leggo la trama e l'incipit, quindi quando inzio la lettura non ho grosse sorprese, semmai le sorprese arrivano dopo.
    Stavolta invece ho deciso di non sapere nulla, di lanciarmi dalla scogliera senza guardare prima in basso. Non avevo paura di sfracellarmi sugli scogli, e infatti ho iniziato a nuotare, nuotare, nuotare, ed è stato anche difficile tornare a riva. L'inizio è stato folgorante, mi ha lasciata disarmata, incredula e totalmente presa.

    Oltre la storia in sé, mi ha catturato la scrittura, lo stile, di Buzzati. Il sesto capitolo è magistrale, fantastico! Lo sguardo del protagonista fuori dalla finestra che abbraccia la vita di Milano, sembra una ripresa di un film neoreralista, non che me ne intenda chissà quanto, forse sto dicendo una stupidaggine, comunque, l'inquadratura esce fuori dalla finestra, fa un giro a volo della città brulicante, spizzichi e bocconi di tante piccole vite, e poi ritorna nella stanza.
    Altro capitolo eccezionale è il diciottesimo, dove il protagonista fa una serie di riflessioni sull'amore mentre guida sull'autostrada deserta la mattina presto.
    Bello da togliere il fiato!
    Alcuni scrittori italiani sono davvero tra i migliori al mondo!
    Il racconto diventa un po' pesante dopo il capitolo 23, si riprende un po' negli ultimi capitoli ma non raggiunge il livello dei primi 2/3 del libro.
    In conclusione però do senza dubbio 5/5: da leggere assolutamente!

  14. #14
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    Come Dory anche io non ho voluto sapere nulla prima. L'ho comprato perché in questo periodo era stato aperto il minigruppo e mi sono incuriosita.
    Mi è piaciuto molto e lo stile dell'autore, la tipicità dell'esposizione non mi ha indotto mai noia; anche nei capitoli prettamente descrittivi del tormento in cui Antonio si trovava li ho letti con avidità e ricerca.
    Mi aspettavo che Laide in finale svelasse un qualche mistero, ma in effetti non c'era mistero in lei solo una comportamento stupido in una vita altrettanto bislacca.
    Molto ho riflettuto sul discorso finale dell'amica di lei ad Antonio, il racconto di verità che forse erano ancora bugie su Laide.
    L'aver portato Antonio ad un pensiero importante: il suo amore/ passione/ malattia per Laide sarebbe mai arrivato a pensare di far di lei la sua compagna pubblica e moglie? No sicuramente. Un amore forte e struggente nonostante non ricambiato ,ma mai da portarlo al punto di andare contro ad ogni convenzione.
    Voto massimo.

  15. #15
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    Predefinito spoiler

    In parte vado un po' controcorrente, nel senso che, pur percependo e riconoscendo la follia e la malattia di Antonio, non mi ha rattristato più di tanto. Probabilmente in me ha prevalso una strana solidarietà/empatia nei suoi confronti, che mi ha portato ad "assolverlo" quasi in ogni situazione senza provare pena per lui, forse perché l'autore descrive il suo flusso di pensieri con tale realismo e lucidità cerebrale che ogni giudizio sembra bandito, lo scrittore guarda al protagonista (forse se stesso? Forse un libro autoterapeutico?) con una sorta di indulgenza tra l'intenerito e il distaccato. Tutto ciò mi ha reso la lettura curiosa e piacevole nonostante la ripetitività forse voluta, perché il romanzo parla di un'ossessione, e ogni ossessione è per sua natura ripetitiva e martellante.
    SPOILER Alla fine tutto si ribalta, Laide non appare più come una semplice stronza (e sul fatto che sia tale, almeno nei confronti di Dorigo, non ci sono dubbi) o puttana, appare come una donna che non ha avuto scelta, che finge una vita diversa non solo per furbizia, ma anche perché è quella la vita che avrebbe voluto. E Antonio non appare più soltanto vittima incolpevole, perché, come gli fa notare l'amica di lei (la voce della sua coscienza?), lui, borghese benestante, non avrebbe mai reso Laide partecipe della sua vita familiare e sociale, così sminuendola forse inconsapevolmente, alla faccia del folle amore. Mi ha spiazzato il finale semi-aperto, il suo stare bene improvvisamente con lei a fianco che addirittura aspetta un figlio, senza più (Antonio) farsi pippe mentali, l'ho trovato poco credibile in contrasto con tutto il resto che secondo me è alquanto verosimile quanto a sentimenti e ossessioni FINE SPOILER
    I flussi di pensiero del Dorigo sono descritti in maniera perfetta, chiunque abbia vissuto sensazioni simili si può immedesimare senza problemi, compreso l'aggrapparsi all'impossibile pur di negare l'evidenza. Un bel libro, diverso dai soliti.

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