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Discussione: La poesia del giorno....

  1. #16
    Ospite 01
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    MATTINO D'AUTUNNO

    Che dolcezza infantile

    nella mattinata tranquilla!

    C'è il sole tra le foglie gialle

    e i ragni tendono fra i rami

    le loro strade di seta.

    F. G. Lorca

  2. #17
    Ospite 01
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    ERBA

    Nessuna paura

    che mi calpestino.

    Calpestata, l'erba

    diventa un sentiero.

    Blaga Dimitrova

  3. #18
    Ospite 01
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    Io mi porto questo verde alle labbra
    questo vischioso giurare di foglie -
    questa terra che è spergiura: madre
    di bucaneve, aceri, quercioli.

    Mi piego alle umili radici, e guarda
    come divento insieme cieco e forte;
    non fa dono, il risonante parco
    di una sontuosità eccessiva agli occhi?

    E - palline di mercurio- le rane
    con le voci s’agglomerano a palla;
    i nudi stecchi si mutano in rami
    e in lattea finzione il vapore dell’aria

    30 aprile 1937


    Osip Mandel’stam

  4. #19
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    Paul Verlaine (1844-1896) - Canzone d’autunno
    I lunghi singulti
    dei violini
    d’autunno
    mi lacerano il cuore
    d’un languore
    monotono.
    Pieno d’affanno
    e stanco, quando
    l’ora batte
    io mi rammento
    remoti giorni
    e piango.E mi abbandono
    al triste vento
    che mi trasporta
    di qua e di là
    simile ad una
    foglia morta.

  5. #20
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    FATUO FUOCO D'AUTUNNO

    Nell’aria un languore monotono
    mi cuce ferite ed eterni dolori;
    e il tempo batte tristezze
    che novembre disvela in fatui
    bruciori ai limiti degli incendi.

    La terra è un coro di memorie;
    e quieto il silenzio va posandosi
    sulle erbe che a luci d’ombre
    velano gli sterpi; e l’odore
    delle radici esala nelle zolle
    dando voce alle nebbie dei boschi.

    E malinconia è dondolio di foglia.

    E l’anima si posa qua e là
    tra il ricordo e il sogno.

    Mario Pozzi

  6. #21
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    Come il vuoto cielo esso non ha confini,
    Esso è anche qui, ovunque profondo e chiaro.
    Quando cerchi di conoscerlo, non riesci a vederlo.
    Non puoi appropriartene,
    Ma non puoi perderlo.
    Nel fatto di non poterlo raggiungere, lo raggiungi.
    Quando taci, esso parla;
    Quando tu parli, tace.
    La grande porta è spalancata a concedere elemosine,
    E nessuna folla ne osctruisce l'accesso.

    (Cheng-tao Ke)

  7. #22
    Ospite 01
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    Che forse non è questo il mio mestiere?
    Perdere tempo, questo è il mio mestiere,
    e il bello è perdere quel che non si ha.
    Ho perso tempo e certo non l'avevo
    ma io perdendo prendo, anzi ricevo,
    lusso supremo, la mia immortalità.
    Altro non voglio infatti che essere immortale
    qui in questa terra essere immortale, sospesa
    in mezzo al tempo non più mio, esposta
    e già finita, chiuso animale che certo
    non risorge, giocando alle parole sono l'inizio.

    Patrizia Cavalli

  8. #23
    d'ya think i'm stupid?
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    La verità è sempre quella,
    la cattiveria degli uomini
    che ti abbassa
    e ti costruisce un santuario di odio
    dietro la porta socchiusa.
    Ma l'amore della povera gente
    brilla più di una qualsiasi filosofia.
    Un povero ti dà tutto
    e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.

    Alda Merini
    (da Terra d'amore)

  9. #24
    Ospite 01
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    Valore


    Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
    Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
    Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
    la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
    Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello
    che oggi vale ancora poco.
    Considero valore tutte le ferite.
    Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
    tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
    provare gratitudine senza ricordare di che.
    Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
    qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
    Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
    la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
    Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
    Molti di questi valori non ho conosciuto


    Erri De Luca

  10. #25
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    A una semplice prostituta

    Non scomporti - sii a tuo agio con me - sono Walt Whitman, liberale e forte come la Natura,
    e finché il sole non ti eviterà, non sarò io ad evitarti,
    finché le acque non si rifiuteranno di brillare per te, né le foglie di frusciare per te,
    le mie parole non si rifiuteranno di brillare e stormire per te.

    Piccola mia, fisso con te un appuntamento, e ti chiedo di prepararti per essere degna
    di questo incontro,
    ti chiedo anche di essere paziente e pura finché io giunga.

    Per ora ti saluto con uno sguardo eloquente affinché tu non possa dimenticarmi.


    -- Walt Whitman

  11. #26
    Ospite 01
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    @ Sally
    che splendore...Walt Whitman...



    L'amplesso delle aquile

    Lungo la strada che costeggia il fiume (mia pomeridiana passeggiata, mio ristoro),
    alto nell'aria, improvviso, un rumore smorzato, due aquile in amore,
    l'impetuoso avido contatto, l'unione alta nello spazio,
    artigli che si afferrano, s'intrecciano, una ruota selvaggia, viva, turbinante,
    quattro ali che battono, due becchi, una massa vorticosa strettamente avvinghiata,
    che cala in cerchi, si rovescia, s'arrotola, cade giù a precipizio,
    finchè sul fiume sospesi, ancora uniti, la calma d'un istante,
    un immobile muto bilanciarsi nell'aria, poi il distacco, gli artigli che si sciolgono,
    le ali lente e salde nuovamente piegate verso l'alto, i loro voli diversi, separati,
    lei il suo, lui il suo, seguendo.

    Walt Whitman

  12. #27
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    Lucylla che belle le poesie di Bukowski!Lui mi è sempre piaciuto tantissimo ma non conoscevo quella dell'uccello azzurro che è meravigliosa!
    Ne lascio una un po' diversa, è di un poeta della resistenza palestinese, Darwish


    Per descrivere il fiore di mandorlo

    Per descrivere il fiore del mandorlo non mi giovano né enciclopedie
    né vocabolari…
    le parole mi trascinano nelle insidie della retorica,
    la retorica ferisce il senso e loda la ferita
    come il maschile detta al femminile i suoi sentimenti,
    in che modo potrà risplendere allora il fiore del mandorlo nella mia lingua
    che ne è l’eco?
    Il fiore del mandorlo è trasparente come una risata d’acqua
    che dalla timidezza della rugiada sboccia sui rami…
    leggero come un bianco motivo musicale…
    debole come l’apparire di un’idea che
    spunta sulle dita
    e inutilmente scriviamo…
    denso come un verso di poesia che non può essere scritto
    con parole.
    Per descrivere il fiore del mandorlo devo visitare
    l’inconscio, guidato verso i nomi dei sentimenti
    appesi agli alberi. Qual è il suo nome?
    Qual è il suo nome nella poetica del nulla?
    Devo penetrare la gravità e le parole
    per sentirne la leggerezza quando diventano
    spettro sussurrante, così io divento loro e loro me,
    trasparenti e bianche.
    Le parole non sono patria e nemmeno esilio,
    sono, invece, la passione del bianco nel descrivere il fiore del mandorlo.
    Non neve né cotone, che cos’è dunque nella sua superiorità
    alle cose e ai nomi?
    Se l’autore riuscisse a comporre un brano
    che descriva il fiore del mandorlo, svanirebbe la nebbia
    sulle colline e un popolo intero direbbe:
    eccole,
    ecco le parole del nostro inno nazionale!

  13. #28
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    [QUOTE=sharazad;248906]Lucylla che belle le poesie di Bukowski!Lui mi è sempre piaciuto tantissimo ma non conoscevo quella dell'uccello azzurro che è meravigliosa!
    Ne lascio una un po' diversa, è di un poeta della resistenza palestinese, Darwish


    Ciao Sharazad,

    l'uccello azzurro è una delle mie preferite di Bukowski e mi fa piacere che condividi. Non tutta la sua produzione artistica mi piace però.
    Conosco pochissimo, invece, la produzione poetica del palestinese Mahmud Darwish e quel poco che ho letto è di grande tristezza. Di una terra devastata( come tante altre nel mondo attuale) dove, a mio parere, a soffrire e perderci è solo l'umanità tutta...senza distinzione alcuna tra arabi e israeliani...
    e mi viene in mente una poesia di Pablo Neruda:

    Sia pace per le aurore che verranno,
    pace per il ponte, pace per il vino,
    pace per le parole che mi frugano
    più dentro e che dal mio sangue risalgono
    legando terra e amori con l’antico
    canto;
    e sia pace per le città all’alba
    quando si sveglia il pane,
    pace al libro come sigillo d’aria,
    e pace per le ceneri di questi
    morti e di questi altri ancora;
    e sia pace sopra l’oscuro ferro di Brooklin, al portalettere
    che entra di casa in casa come il giorno,
    pace per il regista che grida al megafono rivolto ai convolvoli,
    pace per la mia mano destra che brama soltanto scrivere il nome
    Rosario, pace per il boliviano segreto come pietra
    nel fondo di uno stagno, pace perché tu possa sposarti;
    e sia pace per tutte le segherie del Bio-Bio,
    per il cuore lacerato della Spagna,
    sia pace per il piccolo Museo
    di Wyoming, dove la più dolce cosa
    è un cuscino con un cuore ricamato,
    pace per il fornaio ed i suoi amori,
    pace per la farina, pace per tutto il grano
    che deve nascere, pace per ogni
    amore che cerca schermi di foglie,
    pace per tutti i vivi,
    per tutte le terre e le acque.
    Ed ora qui vi saluto,
    torno alla mia casa, ai miei sogni,
    ritorno alla Patagonia, dove
    il vento fa vibrare le stalle
    e spruzza ghiaccio
    l’oceano. Non sono che un poeta
    e vi amo tutti, e vago per il mondo
    che amo: nella mia patria i minatori
    conoscono le carceri e i soldati
    danno ordini ai giudici.
    Ma io amo anche le radici
    del mio piccolo gelido paese.
    Se dovessi morire mille volte,
    io là vorrei morire:
    se dovessi mille volte nascere,
    là vorrei nascere,
    vicino all’araucaria selvaggia,
    al forte vento che soffia dal Sud.
    Nessuno pensi a me.
    Pensiamo a tutta la terra, battendo
    dolcemente le nocche sulla tavola.
    Io non voglio che il sangue
    torni ad inzuppare il pane, i legumi, la musica:
    ed io voglio che vengano con me
    la ragazza, il minatore, l’avvocato, il marinaio, il fabbricante di bambole
    e che escano a bere con me il vino più rosso.
    Io qui non vengo a risolvere nulla.

    Sono venuto solo per cantare
    e per farti cantare con me.

  14. #29
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    Ciao Lucylla, molto bella anche questa di Neruda. Purtroppo è vero, molte poesie di Darwish ci ricordano quanto sia triste e assurda la realtà dei palestinesi, così come quella degli israeliani. Però sono anche piene di speranza, di vita e danno voce a milioni di persone. Questa qui è una delle mie preferite...parla di una bambina israeliana, Rita, di cui era stato innamorato...bé poi basta,la prossima volta cambio tema!

    Rita e il fucile

    Fra Rita e I miei occhi si leva un fucile.
    Quelli che conoscono Rita,
    s`inchinano e pregano I suoi occhi di miele divino.
    Ho baciato Rita bambina,
    lei si e` stretta a me, lo ricordo…
    I suoi capelli mi coprivano il braccio.
    Ricordo Rita
    Come l`uccello ricorda la sua fontana.
    Oh, Rita!
    Un milione di immagini
    Un milione di uccelli
    Un milione di appuntamenti
    Sono stati assassinati da un fucile.
    Il nome di Rita, festa per le mie labbra.
    Il corpo di Rita, nozze per il mio sangue.
    Per due anni, mi sono perduto in lei.
    Per due anni lei si e` distesa sul mio braccio,
    uniti nel fuoco delle nostre labbra,
    siamo resuscitati per due volte.
    Oh, Rita!
    Chi avrebbe potuto sciogliere i nostri sguardi,
    prima che si levasse un fucile?
    Oh, notte di silenzio!
    C`era una volta…
    Una luna e` calata all`alba…
    Lontano, in occhi di miele
    E la citta` ha cancellato Rita e le canzoni…
    Fra Rita e I miei occhi, si leva un fucile.

    Ne hanno anche fatto una canzone, molto famosa: Rita and the Gun . Mahmoud Darwish - YouTube

  15. #30
    Ospite 01
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    I RICORDI MI VEDONO

    Un mattino di giugno, troppo presto
    per svegliarsi, troppo tardi
    per riprendere sonno.

    Devo uscire nel verde gremito
    di ricordi, e mi seguono con lo sguardo.

    Non si vedono, si fondono totalmente
    con lo sfondo, camaleonti perfetti.

    Così vicini che li sento respirare
    benché il canto degli uccelli
    sia assordante.

    Tomas Transtromer

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