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La ragazza dello Sputnik

Mostra risultati da 1 a 10 di 10

Discussione: Murakami, Haruki - La ragazza dello Sputnik

  1. #1
    Chocoholic Libridinosa
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    Predefinito Murakami, Haruki - La ragazza dello Sputnik

    "La storia ce la racconta un giovane senza nome, prima studente, poi maestro elementare. È innamorato di una sua coetanea, Sumire, una ragazza con il mito di Kerouac e della generazione beat. Sumire però non lo ricambia: lo accetta come amico e confidente, ma niente sesso.
    Lei è invece innamorata di un'altra donna: Myu, una bellissima imprenditrice quarantenne di origine coreana. Solo che anche Myu, pur attratta da Sumire, non vuole concretizzare in amore il loro sentimento. Non vuole o non può: c'è qualcosa di misterioso nel suo passato che le impedisce di amare, che la separa dal mondo. E così i destini dei tre protagonisti si inseguono senza mai congiungersi, vagano nello spazio e nel tempo come un satellite alla deriva."

    Ho passato da poco la metà del libro. Lo sto leggendo anche accompagnata dalla sua colonna sonora. Adoro la scrittura di Murakami, ha la capacità di rendere ogni suo racconto una dolce e malinconica poesia.

  2. #2

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Blueberry Vedi messaggio
    Adoro la scrittura di Murakami, ha la capacità di rendere ogni suo racconto una dolce e malinconica poesia.
    Concordo, Murakami scrive in maniera divina

  3. #3
    Chocoholic Libridinosa
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    Con questo libro mi si consolida la passione per la scrittura di Murakami. Questo racconto, che cela molto più rispetto alla quarta di copertina (per fortuna, perché svelare troppo non è bello) mi ha lasciato con un senso di pace mista a malinconia. È stato anche bello accompagnarmi nella lettura ascoltando la colonna sonora del libro.
    I personaggi sono sempre descritti in una maniera raffinata e coinvolgente, come le descrizioni dei loro sentimenti ed emozioni, in quel modo che trovo così poetico e a volte malinconico. In questo racconto mi è mancata un po’ la sottile ironia che invece ho trovato in Norwegian, in ogni caso la lettura è stata davvero molto piacevole.
    Murakami ha un potere: farti entrare nei sui libri, tra i protagonisti, vivere il passaggio delle stagioni come da loro raccontate.
    Poi quando il libro finisce, hai quella sensazione di mancanza del personaggio a cui ci si affeziona di più. E’ come salutare un amico che sai sta per partire per un lungo viaggio. Confessione: quando ho finito il libro me lo sono abbracciato!

  4. #4
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    Questo è un libro di quelli che ti inseguono per un po' di tempo anche nella vita reale. Mi era già successo anche con Tokyo Blues, dopo un po' mi ritrovo a pensare a cosa stiano facendo i personaggi del libro. Murakami ha la capacità di farti partecipare alle sue storie e dopo un po' quelle immagini diventano ricordi tuoi, come se fossero parte della tua vita. Il suo modo di scrivere per me è meraviglioso. Descrive i personaggi senza descriverli, lasciandoti capire come sono con gradualità, proprio come succede nella vita quando incontri una persona. Questo romanzo poi è impregnato di magia o di mistero, elementi spesso presenti nei suoi romanzi (kafka sulla spiaggia ne è un'esempio). Nella cultura giapponese è normale miscelare con tanta naturalezza realtà e soprannaturale, mistero e leggenda... in questo libro sono appena accennati e ti rimane sempre il dubbio se interpretare alcuni eventi in modo razionale o accettare un'idea più fantastica.
    L'ho apprezzato molto (anche se Tokyo Blues rimane il migliore che abbia letto). In questo romanzo forse ho amato di più lo stile dello scrittore e meno la storia in sè, ma vale comunque la pena leggerlo!!

  5. #5
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    Citazione Originariamente scritto da stellonzola Vedi messaggio
    Questo è un libro di quelli che ti inseguono per un po' di tempo anche nella vita reale. Mi era già successo anche con Tokyo Blues, dopo un po' mi ritrovo a pensare a cosa stiano facendo i personaggi del libro. Murakami ha la capacità di farti partecipare alle sue storie e dopo un po' quelle immagini diventano ricordi tuoi, come se fossero parte della tua vita. Il suo modo di scrivere per me è meraviglioso. Descrive i personaggi senza descriverli, lasciandoti capire come sono con gradualità, proprio come succede nella vita quando incontri una persona.
    Quoto in pieno tutto! Tokyo blues mi ha perseguitato per qualche tempo dopo averlo letto...
    Ho già capito che devo mettere anche questo in wishlist

  6. #6
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    Mi avete incuriosito e lo aggiungo anche io alla wishlist...

  7. #7

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    Non so mai bene da dove partire per scrivere due righe su un libro di Murakami. Dalla trama? A raccontarla in breve potrebbe sembrare banale: un triangolo amoroso raccontatoci dal narratore, innamorato di Sumire, innamorata di Myu. Ed effettivamente, posta così, non è un’idea piena di inventiva, ma tutto ciò che Murakami ci costruisce intorno sì, senza dubbio. Sumire è una ragazza impulsiva, disordinata, col mito di Kerouac e della scrittura, che il desiderio sessuale “non sa nemmeno cosa sia”. Conosce il narratore, suo amico (di cui non ci è dato conoscere il nome) in una fermata tramite un libro, la più grande passione di entrambi. Tra loro si istaura un’amicizia profondissima, che lega i due tramite un mirabile confronto; lui si innamora di Sumire ma non è corrisposto. Poi un giorno Sumire incontra Myu, una donna adulta, sposata di cui si innamora subito follemente (e qui sì, che conoscerà il desiderio sessuale!). Ed è l’inizio di una storia, di un viaggio, non so come meglio potrei definirlo. Ovviamente la storia non punta sul fatto che le due protagoniste siano due donne; l’omosessualità non rientra tra i temi che l’autore affronta. E insomma dicevo, il viaggio di Sumire inizia quando decide di seguire Myu in Europa, di voler condividere con lei tutto, questa nostra realtà ed eventuali altre dimensioni, poiché il buon Murakami non si accontenta certo degli innumerevoli elementi che la razionalità può offrirgli: non tarderà a mostrarci, per esempio, un donna che col binocolo osserva se stessa mentre fa sesso con un uomo. Durante le vicende, c’è un importante susseguirsi di riflessioni del protagonista e di Sumire, una sorta di psicologia che accompagna tutto il racconto, impossibile non soffermarcisi; c’è la Grecia, coi suoi splendidi colori, e neanche l’Italia manca all’appello.
    Riassumendo, un romanzo fluido, privo di stereotipi, pregno di emozioni. Un'altra opera con cui Murakami guadagna a pieno merito la mia fiducia.

  8. #8

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    Murakami per me è sempre una sicurezza. Quando voglio leggere qualcosa di poco impegnativo, qualcosa che coinvolga totalmente, che mi immerga in un mondo a parte, che mi trascini dalla prima all'ultima riga senza però lasciarmi spossata per le troppe energie "intellettuali" mi capita spesso di buttarmi fra le sue righe, e devo dire che di solito i suoi romanzi o racconti non deludono le aspettative.
    Anche in questo caso, lo devo ammettere, sotto questo profilo non sono per nulla rimasta delusa. Ho letto più di tre quarti del romanzo in un pomeriggio, bloccata in stazione dallo sciopero dei mezzi, e l'ho letto con tanto piacere: non ho avvertito la minima fatica, la storia mi ha totalmente assorbita, in molti punti mi ha divertita, in qualcuno mi ha commossa. Murakami ha sempre una prosa estremamente piacevole, precisa, molto plastica e vivida; alcuni dei temi trattati (il mito della scrittura, giusto per fare un esempio), poi, li sento anche particolarmente vicini a livello puramente personale: insomma, almeno sulla carta sembra tutto perfetto, o quantomeno sembra che ci siano tutti gli elementi giusti perché questo romanzo si ricavi un posticino fra i romanzi che più amo. E certo non voglio dire che non mi sia piaciuto, per carità, i libri che ho trovato brutti sono ben altri. Eppure questo breve romanzo ha qualche cosa che non riesce a convincermi del tutto.
    Forse è per una sorta di ripetitività di alcuni elementi in ogni romanzo di Murakami (personaggi pieni di disagio, triangoli amorosi, amicizie intrecciate ad amore, problemi sessuali, accadimenti privi di qualsiasi logica), ma in alcuni momenti mi è sembrato di non leggere nulla di innovativo. Insomma, abbiamo una voce narrante di cui non conosciamo nemmeno il nome (in compenso però il buon Murakami ci omaggia di dettagliate descrizioni delle sue erezioni) innamorato di Sumire, ragazza difficile che lo considera solamente un grandissimo amico, ragazza sregolata che non conosce l'amore né il desiderio sessuale. Almeno fino a quando non conosce la bella, affascinante e indipente Myu, ex promessa del pianoforte dedita ora alla compravendita di vino europeo e dotata di una assurda storia che la vede protagonista di eventi surreali. E, ecco, Murakami piazza l'impossibile ed insensato in ogni suo romanzo, ma sembra farlo senza un motivo, a volte in maniera quasi forzata. E se all'inizio la cosa mi poteva stupire e spiazzare, ora, se devo essere sincera, inizio a trovarlo un pochino stancante. O meglio, quello che forse dovrebbe suonare come colpo di scena finisce col risultare, nella sua assurdità, banale e scontato.
    Non so, questo è dei classici romanzi che mi hanno tenuta incollata alle pagine per tutta la (breve) durata della lettura, ma che a distanza di qualche giorno dalla fine non mi hanno lasciato proprio niente.

  9. #9
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    Anche in questo romanzo, Murakami è riuscito a infilarci dentro musica classica, triangoli amorosi, gatti, lune, persone che svaniscono, situazioni surreali, problemi sessuali e, come al solito, la trama, nonostante sia costituita sempre dai soliti elementi menzionati prima, non evolve mai come uno può immaginarsela. Forse sta qui il tocco magico: Murakami non è mai prevedibile. Sappiamo che accadrà qualcosa di assolutamente insensato, ma non riusciamo mai a prevedere COSA. (Altrimenti non sarebbe insensato, no?) Detto questo, inutile dire che questo romanzo mi sia piaciuto, anche se quel finale mi ha lasciato l'amaro in bocca perché, occhei, posso immaginarmi quel che voglio, ma avrei preferito che continuasse lui, dando un senso al fatto accaduto nelle ultime pagine.

  10. #10
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    bello anche se avevo maggiori aspettative perché ero convinta facesse parte del filone più surreale di Murakami...
    invece ho l'impressione che questi suoi romanzi un po' troppo realistici siano uno il ricalco dell'altro... scrive sempre magnificamente, intendiamoci, però li trovo troppo ripetitivi e noiosetti...

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