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I Simulacri

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Discussione: Dick, Philip K. - I Simulacri

  1. #1
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    Predefinito Dick, Philip K. - I Simulacri

    In una america del futuro - 21° secolo -, una ditta farmaceutica Tedesca ha fatto pressioni sul governo american-europeo affinchè venisse proibita per legge la psicanalisi. Ma il dottor Superb ignora volontariamente la nuova legge e si reca a lavoro, dove viene arrestato dalla PN. Ma il sergente della polizia Pembroke vuole che lui continui a esercitare la sua professione, perchè sa - avendo consultato la macchina di von Lessinger che vede il futuro - che da lui si recherà un nuovo cliente, una persona con problemi psichici, e sarà importante che il dottore la prenda in cura. Infatti la macchina del tempo ha previsto che in questo modo il nuovo assistito non guarirà, mentre se si curasse con le medicine questa persona potrebbe guarire e mandare all'aria i piani del governo.
    La società è matriarcale da qualche anno, Nicole è la First Lady e ogni 4 anni il popolo elegge chi dovrà essere suo marito, der Alte. Nonostante questa finta elezione, chi comanda gli Stati Uniti d'Europa e America è appunto Nicole, capo dell'unico partito politico democratico-repubblicano. Nicole soddisfa "il bisogno del popolo di una madre, una moglie, un'amante", viene seguita con ossessivo interesse tramite la televisione che ne mostra tutte le attività, le passioni, praticamente un reality incentrato su di lei.
    Uno alla volta ci vengono presentati gli altri personaggi, tra cui Vince, che si sveglia nel suo appartamento e dopo un po' si rende conto che non c'è la moglie, Julie. Si chiede che fine abbia fatto e si ricorda che la sera prima avevano divorziato, subito dopo la riunione del suo megacondominio. Accende la TV e vede le immagini dell'arresto al dottor Superb, e decide di andare in cura da lui per guarire il suo inizio di depressione. Nel frattempo Chic, il fratello di Vince, si sveglia e si ritrova la stessa Julie nel letto, senza ricordare perchè. Alla TV Der Alte ha appena finito il suo discorso mattutino, si spengono le telecamere e un addetto lo disattiva: Der Alte in realtà è un simulacro, una specie di sostituto robotico, ma la gente comune non lo sa.
    La trama continua poi a infittirsi di personaggi - tra cui Ian, suonatore di anfore, e Kongrosian, un telecinetico che riesce a suonare il pianoforte senza l'uso delle mani, e che è andato ad abitare nel nord california, dove una bomba atomica ha reso la popolazione deforme - che andranno tutti in cura da Superb, così Dick ci trascina nell'evolversi di questa storia senza rivelarci a lungo chi è il personaggio chiave, colui che non dovrà essere curato, e perchè il governo vuole che sia così, fino all'inatteso epilogo che coinvolge in qualche modo tutti i protagonisti.

    In questo romanzo sono presenti tantissimi personaggi, che oltre a essere molto diversi tra loro, sembrano inizialmente appartenere a mondi ed epoche diverse, tanto da chiedersi cosa abbiano a che fare l'uno con l'altro. Molti sono insoddisfatti della loro vita (caratteristica comune dei personaggi di Dick) e aspirano a qualcosa di meglio, ma non sanno come trovarlo. All'inizio si fa fatica a stare dietro alle storie di questa moltitudine di soggetti, ma poi piano piano le loro vite si intrecciano incastrandosi tra loro. Lo sfondo storico politico vede l'America e la Germania unite nell'USEA (stati uniti di europa e america), unione in cui la Germania esercita una grande influenza, tanto che perfino il presidente eletto, der Alte, è sempre tedesco. Tedeschi sono molti termini utilizzati nel romanzo, impiegati ad esempio per designare le cariche o le classi sociali; tedesche sono alcune importanti industrie, come quella chimica che farà abolire la psicanalisi, o quella che costruisce per il governo i simulacri che sposeranno Nicole una volta eletti. Di eredità tedesca è anche un gruppo di neonazisti, i Figli di Giobbe, che vorrebbe ripristinare la politica nazista di Hitler, gruppo che alcuni dei personaggi vedono come ultimo appiglio per dare un senso alla loro vita smarrita, in alternativa all'emigrazione su Marte.
    Tante sono le trovate fantasiose di questo romanzo, forse le parti più interessanti e innovative delle opere di Dick, che crea mondi dove l'anormale diventa normale, il fantastico reale, all'interno dei quali si muovono i personaggi principali delle sue storie, che agiscono e pensano basandosi su quel mondo a volte assurdo; ma le loro considerazioni e i loro messaggi, che esprimono nei dialoghi o tra i pensieri, possono essere riportate al nostro mondo, quello reale, assumendo ancora più forza. Come pure le assurdità e le ingiustizie di quel mondo possono trovare un equivalente nella nostra realtà e farci riflettere. Si pensi ad esempio alla presenza di due classi sociali distinte, i Ge, illuminati e con compiti importanti, e i Be, semplici esecutori di ordini. O alla divisione della città in grandi condomini, indipendenti e in competizione tra loro. O ai quattro robot-simulacri che si rendono conto di quanto stiano diventando repressive le leggi e cercano di convincere il padrone a emigrare su Marte e portarseli con sè; o il papoola, una piccola creatura marziana che cerca di inculcare nella mente dei passanti quanto il mondo sia oppresso dalla burocrazia e dalla politica, salvo poi scoprire essere una mera strategia di un venditore per convincere la gente a comprare le sue astronavi e emigrare su Marte. Dick parla per allegorie, spesso assurde e ridicole all'apparenza, ma secondo me vi nasconde sempre un senso o un messaggio. Spinge alcuni episodi e situazioni fino all'assurdo affinchè si noti la follia del nostro mondo, come ad esempio il diffusore pubblicitario Nitz, una mosca meccanica che entra perfino nelle auto in corsa per divulgare il suo fastidioso messaggio pubblicitario. I romanzi di Dick sono fuori da ogni schema, leggevo questo libro chiedendomi quale potesse essere la prossima invenzione e ogni volta riusciva a sorprendermi. E nel frattempo dovevo stare attento alla storia principale piena di personaggi in cerca di se stessi e alle finzioni che si rivelavano tali.
    Un libro molto piacevole per chi già apprezza Dick, diverso dal solito, ancora più frastagliato; forse "ostico" per chi non ha mai letto nulla di suo, per questo lo consiglio principalmente a chi ha già letto e gradito altre opere dell'autore.

    Voto: 4/5

  2. #2
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