Xavier de Maistre (1763. - 1852.) era un aristocratico francese con un grande spirito per l’avventura il che lo ha spinto ad orientarsi verso la carriera militare. In occasione di una sua forzata immobilità conseguenza degli arresti domiciliari (42 giorni) cui l’avevano condannato le autorità militari savoiarde (per via della sua partecipazione in un duello), gli è venuto in mente di scrivere un romanzo con il quale trasformerà il suo arresto in un vantaggio, e con l’aiuto dello spirito, della fantasia e dell’ intelletto superera i limiti imposti tra le quattro mura, e in quel modo di conquistare nuovi spazi di libertà.
La camera del de Maistre aveva forma rettangolare, con il diametro di 36 passi, però il suo viaggio era composto da tanti passi in più, perché lui aveva viaggiato in lungo, in largo, in diagonale, ed anche in zig-zag, senza nessuna regola o metodo. Il viaggio nella sua stanza si basava sull’ inseguimento dei suoi pensieri, come quando un cacciatore segue la sua preda senza badare ai sentieri – dal divano fino al letto, da un quadro sul muro all’altro (mentre descrive i quadri, lo scrittore parla con i personaggi che sono rappresentati sui quadri e intreccia anche dialoghi tra di loro), dallo specchio fino alla scrivania, e poi dal cassetto dove tiene le lettere fino agli scaffali della libreria, che nomina il posto centrale della stanza e “specialmente ricco paese dove si viaggia con grande piacere”.
“Viaggiando” da un oggetto all’altro in lui si risvegliano i ricordi, rivivono gli aneddoti, i pensieri e le idee; il suo spirito vivace lo porta agli ampi spazi lontano dalle quattro mura della stanza e il mondo prende la forma delle immagini e delle sembianze inaspettate, il che Xavier de Maistre trasforma in una svolazzante, poetica, giocosa e lucida prosa piena di vita .
Oltre le descrizioni brillanti, le riflessioni e i ricordi, il libro è pieno delle introspezioni (nomino solo alcune: la digressione sulla vanità, i pensieri sulle differenze tra la pittura e la musica, il dualismo della natura umana e la divisione in “anima”, cioè la ragione e “quell’altro”, cioè l’istinto animalesco …). Però, le più impressionanti sequenze sono le tenere, poetiche miniature piene del sentimentalismo tra i quali bisogna nominare l’episodio lirico sul fiore secco, i commoventi ricordi del mancato (defunto) amico, la toccante contemplazione del letto …
“Viaggio intorno alla mia stanza” è una inestimabile opera d’arte; impressionante e poetico libro di un anti-viaggio che in un modo o nell’altro lascia il segno.