Un libro ironico, ben scritto, che traccia con maestria un ritratto spietato delle fobie dell'uomo contemporaneo.

Alex è uno scrittore albino che ha raggiunto un enorme successo con storie d'amore banali e costruite a tavolino per incontrare il gusto del pubblico. Nevrotico e tormentato da istinti auto lesionisti e violenti (che sfoga in sogni a occhi aperti in cui immagina di torturare e uccidere le sue amanti) decide di uccidersi. Però s’imbatte per caso in Lexa, proprio mentre si trova in ascensore per arrivare all’ultimo piano di un grattacielo da cui gettarsi. Alex e Lexa rappresentano un catalogo delle fobie dei nostri tempi: lui ha paura degli spazi chiusi, lei teme il contatto con ogni altro essere umano; lui si infligge tagli e ferite, lei non riesce a mangiare al ristorante ed è ipocondriaca. Una storia d'amore nevrocomica.



Marilu Manzini
editore Rizzoli

(P.S.: Preciso di non essere Marilù Manzini sotto mentite spoglie )