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copertina libro

Il castello

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Discussione: Kafka, Franz - Il castello

  1. #1
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    Predefinito Kafka, Franz - Il castello

    Ho iniziato questo libro la scorsa estate, sono arrivata a pagina 110...e lì sono rimasta
    E' uno dei pochi libri che non sono riuscita a leggere per intero. Sarà per la storia che a mio parere è priva di attrattive, sarà per lo stile con cui è scritta...fatto sta che a distanza di quasi un anno ancora non ho il coraggio di riprendere questa lettura.

    La storia è a grandi linee questa:
    Il protagonista è un certo agrimensore K., il quale viene convocato in un piccolo villaggio dal signorotto del luogo nonchè possessore del castello citato nel titolo.
    L'agrimensore cerca più volte di essere ricevuto a colloquio dal Conte, ma ogni volta non riesce nel suo intento a causa di numerosi burocrati attraverso i quali deve passare prima di entrare in contatto con il Conte.

    Il libro è una metafora per esprimere l'impossibilità per il singolo individuo, e la frustrazione che ne consegue, di entrare in contatto con le autorità o più in generale con chi è detentore di potere.
    O almeno questo è ciò che ho capito dal poco che ho letto

  2. #2
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    Questo libro a me è sembrato una riscrittura de Il processo. La trama segue lo stesso schema: un uomo cerca di inserirsi in un sistema che però lo respinge rivelandosi straordinariamente complesso e, almeno apparentemente, inaccessibile. Entrambi i libri sono incompiuti, ma ne Il processo c’è il capitolo finale, che qui manca. La differenza più vistosa, a mio parere, sta nell’atmosfera, che ne Il castello è, sebbene misteriosa e inquietante, assai meno cupa. Nel primo in ballo c’è la vita stessa del protagonista; qui, a quanto pare, solo il suo lavoro. Inoltre qui è dato molto più spazio ai suoi rapporti con le donne, analizzati con grande finezza, ed in qualche scena il tono pare addirittura scanzonato.
    Ma, come per Il processo, che cosa abbia voluto effettivamente rappresentare Kafka non lo so, a meno che non sia, come per quello, la cosa a prima vista più probabile: lo scacco esistenziale dell’uomo, il suo ignorare il senso della vita.

  3. #3

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    Quoto Masetto. La trama e la struttura assomigliano molto a quelle de Il processo. Tuttavia c'è un però... credo che Il castello abbia molta più atmosfera, e scritto senz'altro con una scorrevolezza migliore de Il processo. Credo che se avesse potuto continuarlo, Il castello sarebbe diventato probabilmente la sua opera migliore.

  4. #4
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    Citazione Originariamente scritto da Vladimir Vedi messaggio
    credo che Il castello abbia molta più atmosfera, e scritto senz'altro con una scorrevolezza migliore de Il processo.
    Vero, anche a me da' questa impressione. E' più "compatto" rispetto al Processo; i capitoli sembrano più legati l'un l'altro, più "fusi".

  5. #5
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    Confermo i due post sopra, anche per me è un capolavoro incompiuto.
    Dà il senso dell'angoscia che ha l'uomo di fronte al senso della vita, che pare insondabile.

  6. #6
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    Sia questo libro che Il processo a me hanno fatto venire un nervoso.....

  7. #7
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    ....ecco io su Kafka sono estremamente di parte.. per me non solo è uno dei maggiori scrittori del '900.. sia per talento narrativo che per le immagini che riesce a creare.. per me è proprio LO Scrittore..

    ...detto questo..

    ..secondo me il Castello è un tentativo dello scrittore di voler provare a lasciarci con un minimo di speranza.. sembra sempre che l'attesa dell'agrimensore stia per finire..alla fine forse K. avrebbe ottenuto quello che cercava.. ovviamente non lo sapremo mai.. ma penso che il pessimismo micidiale di Kafka sia tutto riservato per il Processo.. forse nel Castello c'era la volonta' di lasciare una porta aperta alla speranza.. quella speranza che non esiste nel Processo...

    ...il mio preferito pero' rimane Nella colonia penale...

  8. #8
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    Quindi mi state dicendo che sono l'unica che non ha capito il valore di questo libro??

    A parte gli scherzi, andando avanti nella lettura mi pareva di esser sempre ferma allo stesso punto della storia. Probabilmente è stato bravo Kafka a far sentire anche me come l'agrimensore, però è un tipo di lettura che non fa per me: non riesco ad apprezzare un libro se la storia che vi è narrata non mi coinvolge

  9. #9
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    Citazione Originariamente scritto da Brethil Vedi messaggio

    A parte gli scherzi, andando avanti nella lettura mi pareva di esser sempre ferma allo stesso punto della storia. :
    ...ecco vedi.. da quello che hai scritto viene fuori che hai capito alla perfezione il contenuto dell'opera sai..

    ...quello che trasmette Kafka nelle sue opere è proprio quella sensazione di esistenza come labirinto in cui noi uomini siamo scagliati come delle trottole che non sanno come muoversi e come trovare l'uscita...ammesso che esista un'uscita...

    ...piccolo OT... riprendendo un'analisi che fece un amico di un altro forum a proposito di Kafka.. penso che il sentimento principale che debba uscire da una lettura di una sua opera sia un profondo senso di frustrazione e scoraggiamento.. se non esce questo passaggio di emozioni.. forse sarebbe un fallimento della sua, di Kafka, letteratura...

  10. #10
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    Saetia, dici che è il caso di riprendere la lettura? Oppure potrei magari approcciarmi all'autore attraverso un libro meno "metaforico"? Sempre che ne abbia scritti...

    Grazie

  11. #11
    kollaps!
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    Citazione Originariamente scritto da Brethil Vedi messaggio
    Saetia, dici che è il caso di riprendere la lettura? Oppure potrei magari approcciarmi all'autore attraverso un libro meno "metaforico"? Sempre che ne abbia scritti...

    Grazie

    ....mmm...secondo me potresti ri-iniziare dai racconti.. La metamorfosi, Nella Colonia Penale...e tutti gli altri.. visto che comunque la sua dimensione narrativa è sempre stata intimamente e stilisticamente legata al racconto e/o romanzo breve..

    ..poi ci sarebbe la questione delle lettere.. importantissime perchè hanno lo stesso valore dei romanzi e dei racconti.. e perchè riflettono la dimensione umana di Kafka.. lui era ossessionato dai rapporti epistolari.. gran parte delle sue storie d'amore sono essenzialmente rapporti epistolari, tra l'altro vissuti volontariamente così.., e nelle lettere esce fuori tutto l'abisso di manie e tic che convivevano nell'uomo..

    ..molto belle le Lettere a Milena.. struggente la Lettera al Padre.. che Kafka scrisse senza mai spedire al padre in cui si concentra un duro atto d'accusa contro la figura del padre..amato/odiato.. in cui vengono alla luce tutte le nevrosi in cui Kafka era immerso..

    ...in Vita di Kafka di Citati comunque è descritto alla perfezione tutto queso lato.. diciamo "epistolare" della questione Kafka... e piu0' che una biografia.. forse è un romanzo sulla vita di Franz...

    ...insomma... se continuo non mi fermo piu'....

  12. #12
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    Citazione Originariamente scritto da saetia Vedi messaggio
    quello che trasmette Kafka nelle sue opere è proprio quella sensazione di esistenza come labirinto
    Giusto

    Citazione Originariamente scritto da Brethil Vedi messaggio
    potrei magari approcciarmi all'autore attraverso un libro meno "metaforico"?
    No; i racconti sono anche più astrusi dei romanzi. Quello per "metafore" era proprio il suo modo di scrivere...

  13. #13
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    Hum se è così credo che per ora rinuncerò ad un secondo approccio a Kafka

  14. #14
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    Citazione Originariamente scritto da Brethil Vedi messaggio
    Saetia, dici che è il caso di riprendere la lettura? Oppure potrei magari approcciarmi all'autore attraverso un libro meno "metaforico"? Sempre che ne abbia scritti...

    Grazie


    Il Kafka dei due romanzi, come è stato detto sopra, sta alla stessa altezza del Kafka delle lettere (quelle alle fidanzate ma anche quelle alla sorella); solo che leggere un epistolario per quanto brillante (e quello di K. lo è) è cosa un po' difficile.
    il Kafka dei racconti comprime scrittura e stile in una manciata di righe: esattamente come accade nei testi sacri in cui una sentenza secca deve chiudere significati estremi. Leggere un racconto di 10 righe prende due minuti - e secondo me potrebbe essere un'ottima introduzione ai capolavori più grossi.

  15. #15
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    Benchè Kafka non sia affatto uno scrittore "nelle mie corde", devo ammettere che questo libro (come, invero, quasi tutta la produzione dell'autore) è mostruoso.
    Quest'opera di grande profondità trova esattamente nella incompiutezza la sua essenza (direbbe qualcuno, la sua operalità).
    Il Castello è incompleto ed incompuito, il Castello è e deve essere tale. Il Castello è l'incompletezza. E' l'impossibilità di essere non incompleti.
    Perfetta tramatura nella "relazione" tra scelte formali - stilistiche e...contenutistiche.

    Un gran libro.

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