Una signora newyorchese molto ricca intraprende un viaggio in Nuova Zelanda per conoscere la leggenda del Fiore della Memoria. Si stabilisce quindi per un paio di mesi nella cittadina, Puamahara, dove si dice cresca questo fiore, e qui inizia a conoscere i suoi vicini di casa per sapere qualcosa di più sulla leggenda.
Ma le cose non procedono in modo così lineare come la protagonista si aspetta, una serie di eventi surreali si susseguono intrecciati alle vite di questi personaggi allo stesso tempo ordinari e insoliti.
Vi riporto dalla quarta di copertina:
"Il romanzo parla di memoria, conoscenza di sé e degli altri, del concetto di distanza e di punto di vista, del volto elusivo della scrittura".

La storia è molto originale, ricca di personaggi stravaganti immersi in un'atmosfera davvero paricolare, e tratta temi molto interessanti, in particolare sull'uso del linguaggio e sull'importanza della parola. Lo stile però risulta in alcuni i punti un po' contorto e difficile da capire e in altri si dilunga in descrizioni a discapito di un maggiore approfondimento dei personaggi che, secondo me, avrebbe reso il romanzo più denso e profondo.
Come voto darei un 3,5