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copertina libro

Vita e Destino.

Mostra risultati da 1 a 9 di 9

Discussione: Grossman, Vasilij - Vita e Destino.

  1. #1
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    Predefinito Grossman, Vasilij - Vita e Destino.

    Parto subito col dire che è un libro splendido, in cui drammi personali e di in intero popolo; se non addirittura del mondo intero, sono miscelati perfettamente a dare un quadro che è un capolavoro e che ti permette di guardarlo da diverse angolazioni :quella del dramma storico, quello del dramma individuale e quello della riflessione sulle dittature e le meschinità del potere.
    Partiamo dal dramma storico, il romanzo è ambientato durante la II Guerra Mondiale ed esattamente in Russia, durante l'assedio delle truppe tedesche alla città di Stalingrado. Protagonisti veri e propri non ce ne sono, si può dire che protagonista è l'intero popolo russo attraverso una serie di personaggi legati tra loro da legami famigliari e di amicizia, ma protagonista che emerge è proprio la città di Stalingrado e la Storia con la descrizone degli attacchi militari, delle case distrutte della lotta quotidiana per il cibo.
    A questo si aggiunge la storia dei vari personaggi, sia russi che tedeschi (a mostrare come sia invasi ed invasori si trovino alla fine sullo stesso piano ),ciascuno con ,oltre il dramma della guerra il suo dramma e la sua lotta personale : il segretario di partito abbandonato dalla moglie, la moglie di questi combattuta tra l' ex marito e il nuovo amante (un ufficiale dell'Armata Rossa ),l'ufficiale che cerca la gloria sul campo,lo scienziato con la madre in un campo di concentramento tedesco e così via. Ognuno si trova ,ad un certo punto del romanzo a prendere delle decisioni che li influenzeranno per sempre.
    Infine, come detto, è anche una riflessione profonda sul male e su come tale male venga dalla forme di potere (sia quella tedesca che quella sovietica) ammantato di bene. Nonostante infatti ci si trovi in guerra, il potere continua il suo percorso come se niente fosse,forzando a tradimenti e meschinità.
    Vi sono, poi ,pagine bellissime ,di grande profondità filosofica e anche semplicemente umana (la lettera della madre internata al figlio, la madre che corre al capezzale del figlio morente, l'amore tra il soldato semplice e la marconista tanto per fare esempi).
    Il quadro che ne emerge è ,secondo me, quello di un umanità che cmq non si dà sconfitta e che come scrive lo stesso Grossman "in quest'epoca di terrore e di follia insensata,la bontà spicciola, granello radioattivo sbriciolato nella vita,non è scomparsa ",questo è il grande messaggio di questo splendido romanzo. Consigliatissimo

  2. #2
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    grazie per il resoconto, metto il libro nella mia lista.

  3. #3
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    Aggiunto anche io nella MIA lista desideri !!!

    Bellissima recensione fabiog.......mi hai suscitato una grande curiosità ed un desiderio di leggerlo quanto prima

  4. #4
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    questo è un genere di romanzo che mi piace, anche se la mole un po' mi spaventa, però lo aggiungo perchè mi attrae molto

  5. #5
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    l'hanno consigliato anche a me, insieme a Le Benevole, e dalla lettura di queste recensioni sembra molto bello. Aggiungo, per un futuro prossimo.
    Ultima modifica di elesupertramp; 04-23-2010 alle 10:54 PM.

  6. #6

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    Non saprei come definire questo libro... lo conosco poco e conosco poco anche Grossmann (che dagli slavisti è abbastanza snobbato), ma per quel poco che ho letto, mi è sembrato che il nostro sembri un po' troppo teso a cercare di essere il nuovo Tolstoj. Non so non mi ha convinto...

  7. #7

    Predefinito

    E' uno dei libri che sono in attesa sul mio comodino! Spero di iniziarlo presto.. la recensione di fabiog mi ha proprio invogliata!

  8. #8

    Predefinito Capolavoro...quasi!

    Premetto che a mio avviso prima di addentrarsi nella lettura di questo romanzo occorre avere una buona infarinatura su quelli che sono stati gli eventi del '900: in caso contrario è alto il rischio di cadere "vittima" dei pregiudizi che anche lo stesso autore contribuisce a creare!
    Le premesse per un capolavoro ci sono tutte:
    - una trama che ben si interseca nelle vicissitudini storiche, dai drammi degli Olocausti al contrattacco dell'Armata Rossa;
    - una notevole capacità dell'autore di sviscerare i dubbi, le debolezze ma anche le forze degli Uomini nei confronti del Potere ( emblematici i personaggi di Strum, Ikonnikov e il vecchio bolscevico rinchiuso nel lager tedesco);
    - la capacità dell'Autore di ricreare il clima di sospetto tipico di tutti i regimi autoritari e dittatoriali...

    Tuttavia per tutta la durata della lettura del libro mi resta una sensazione di incertezza e oscurità che mai son riuscito a fugare del tutto.
    Non so spiegarlo bene ma penso siano esemplificativi alcuni interrogativi che ben descrivono la natura dei miei dubbi...
    -che cosa ne sarebbe stato di "Vita e Destino" se anche Stalin non si fosse lanciato in campagne anti semite?
    -Grossman lo avrebbe scritto comunque se fosse rimasto nell'"agiatezza" di corrispondente giornalistico e militante organico al partito? O avrebbe agito come alla fine fa Strum che firma la "condanna" di suoi stimati colleghi e dottori dopo esser stato graziato da Stalin...?!
    -Possibile che tutta l'Organizzazione Sovietica era talmente corrotta e burocratizzata? se sì perchè Grossman ne prese le distanze solo dopo qualche lustro?

    Sono dubbi che permangono e che fanno di questo libro un capolavoro a metà, forse con troppa ambiguità di fondo per essere definito, a pieno titolo, tale!
    Ultima modifica di jacopocoach; 01-18-2013 alle 02:48 PM.

  9. #9
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    Le domande che hai posto sono di grande interesse a cui difficilmente si può dare una risposta, forse solo Grossman potrebbe accontentarci.
    Personalmente ritengo che queste stesse domande potrebbero essere poste a tutti gli artisti, per molti di loro è stato un episodio della loro vita che li ha portati a realizzare una grande opera e se quell'episodio non fosse mai accaduto non avremmo mai avuto tale opera. In questo momento mi vengono in ment episodi musicali : Shostakovic non avrebbe mai composto la 5 sinfonia se il Partito Comunista non avesse profondamente critcato i suoi precedenti lavori, Mozart, probabilmente, non avrebbe mai composto la splendida Messa da Requiem se non gli fosse stata commissionata e, venendo ad un testo della letteratura, Boccaccio non avrebbe scritto il " Decameron " se non ci fosse stata la peste a Firenze.
    Hai quindi probabilmente ragione a sostenere che forse Grossman non avrebbe scritto quest'opera se non ci fosse stata la campagna antisemita da parte di Stalin, ma la campagna c'è stata e l'opera è arrivata.
    Per quel che riguarda la tua ultima domanda ritengo che il regime sovietico fosse corrotto e burocate tanto quanto lo sono tutti i regimi dittatoriali, lo era il partito nazista, lo era quello fascista non ho dubbi che lo fosse pure quello comunista, gli uomini sono uguali a tutte le latitudini e se possono cogliere l'occasione del potere la colgono. Grossman probabilmente avrà fatto parte del regime agli inizi qunado ci credeve poi forse avrà visto lo sporco e la corruzione, anche questo è accaduto a tanti altri artisti. Thomas Mann, ad esempio, agli inizi era un sostenitore del partito nazionalsocialista poi se ne accorto in tempo ed è scappato dalla Germania e come lui la stessa cosa sarà successa ad altri artisti in altre situazioni.
    L'artista è cmq sempre un uomo col le sue debolezze e può anche lui ingannarsi facilmente

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