Migliaia di ragazze spariscono ogni anno rapite dalla criminalità organizzata. Viaggiano imprigionate nelle stive di navi da carico, smistate sulla collina dei rifiuti di Bangkok, vendute nei locali del golfo del Siam gestiti dai signori della droga, battute all’asta sulla piattaforma petrolifera in disuso di Macao Point. Questo è il destino che toccherà anche a una giovane italiana rapita durante il suo viaggio di nozze in Thailandia, se un miracolo non interverrà a salvarla. Da solo, senza l’ambiguo aiuto della diplomazia internazionale o della polizia locale, suo marito dovrà far avverare questo miracolo, fronteggiando l’uomo che siede al vertice della tratta delle bianche, il Mercante di Fiori, inafferrabile schiavista, che nasconde il suo vero nome dietro decine di identità fittizie e sembra avere complici ovunque…
La storia, che ad un certo punto si capovolge, sarebbe abbastanza coinvolgente ma la narrazione fatta a ritmo radiofonico coi nomi dei personaggi ripetuti ogni volta in un continuo dialogo non mi convince. A mio parere, questo modo di scrivere distrae troppo dal racconto e toglie emozione alla storia. Questo libro mi è stato vivamente consigliato ma a me non è piaciuto. Il drammatico argomento trattato in alcuni momenti l’ho trovato privo di cuore, avrei preferito una forma più coinvolgente.