Questo libro che commento è una graphic novel, ossia una storia che unisce immagine e parola scritta.
Si parla della vita di Pascin, Jules Pascin, pittore bulgaro nella Parigi tra le due guerre, dove si potevano incontrare Modì, Hemingway, Chagall, Kokoschka, Soutine e Pascin, appunto.
Animatore di feste e molto generoso con i suoi colleghi poveri, bevitore appassionato, grande amatore, il libro parla di tutte queste cose dandoci un squarcio della sua vita partendo dalla Bulgaria, paese dove lui era nato, dove sin da piccolo frequentava i bordelli e poi facendoci vedere come lui approcciava la pittura, come atto complemetare alla sua energia sessuale.
Il disegno di Sfar non è monocorde, a tratti grottesco a tratti dolce, ma esprime sempre molta forza e molta energia, riesce a comunicare tutte le sfaccettature che questo pittore esprimeva sia attraverso le sue opere sia attraverso la sua vita, dando una forte prevalenza alle situazioni erotiche, la parte scritta poi è molto ricca, di dialoghi, certo, ma anche di riflessioni.
Credo che per gli amanti del genere sia senz'altro da mettere in lista.