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Il racconto dell'ancella

Mostra risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Atwood, Margaret - Il racconto dell'ancella

  1. #1
    Motherator
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    Predefinito Atwood, Margaret - Il racconto dell'ancella

    In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Le poche donne in grado di avere figli, le "ancelle", sono costrette alla procreazione coatta, mentre le altre sono ridotte in schiavitù. Della donna che non ha più nome e ora si chiama Difred, cioè "di Fred", il suo padrone, sappiamo che vive nella Repubblica di Gilead, e che può allontanarsi dalla casa del padrone solo una volta al mese, per andare al mercato. Le merci non sono contrassegnate dai nomi, ma solo da figure, perchè alle donne non è più permesso leggere. Apparentemente rassegnata al suo destino, Difred prega di restare incinta, unica speranza di salvezza; ma non ha del tutto perso i ricordi di "prima"...

    Oso: la versione femminile di "1984" di George Orwell
    Ultima modifica di elisa; 07-04-2009 alle 09:58 PM.

  2. #2
    Amelia Member
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    L'ho letto in Inglese ai tempi dell'Università, e ne sono rimasta sconvolta!
    Ultima modifica di elisa; 03-27-2012 alle 07:09 AM. Motivo: edit caratteri

  3. #3
    Charmed Member
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    Trama alquanto inquietante!!!!

  4. #4
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    Il racconto dell’Ancella è un romanzo distopico, vale a dire un romanzo che ci rappresenta una realtà negativa, oppressiva, in cui i diritti delle persone sono violati o non riconosciuti. In particolare, in questo caso, a non esser riconosciuti sono i diritti delle donne, ma forse sarebbe più esatto dire che sono le donne stesse, e non solo i loro diritti, a non esser riconosciute, tanto da non esser neppure considerate esseri dotati di sentimenti ed emozioni, ma solo “oggetti”. A ben guardare anche gli uomini non godono di libertà, pur avendo Potere. Infatti questo è il limite dei regimi oppressivi in cui anche chi detiene il Potere vive in un continuo stato di tensione, per la paura di essere spiato, denunciato.
    Le donne sono divise in 4 categorie: le Mogli (vestite di celeste) sono per lo più donne anziane, incapaci di procreare; le Ancelle (vestite di rosso) sono le donne ancora in grado di procreare, considerate né più né meno che dei semplici Uteri da “riempire”; le Marte (vestite di verde) donne sterili, adibite a lavori domestici; le Zie (vestite di marrone) donne sterili, mai state sposate che si occupano della “educazione” delle Ancelle. Ci sono poi le Non-donne, vale a dire quelle donne che si oppongono al Regime, che non si è riusciti in alcun modo a “rieducare”, o semplicemente Ancelle che non sono riuscite ad avere figli nonostante le “3 possibilità”.
    Le donne (tutte) non possono né leggere, né scrivere. Il loro unico scopo è procreare.
    La storia è interessante, per quanto non poche volte ho provato un senso di disgusto per quanto stavo leggendo. Nella vita spesso, come dice la protagonista, diamo molte cose per scontato, la nostra libertà è una delle prime. In effetti basterebbe guardare altre realtà a noi contemporanee per rendersi conto che non sempre, e non dappertutto è così. Devo ammettere di non aver apprezzato molto lo stile della Atwood, le frasi brevi, quasi telegrafiche, capaci di rendere appieno il clima claustrofobico ed ansiogeno del racconto, toglievano però molto al mio piacere di leggere. Avrei preferito inoltre molte più informazioni, ad esempio non ci viene detto in che anno siamo, anche se da una ricostruzione penso di aver capito intorno al 2040, non vengono spiegate bene le ragioni che hanno fatto sì che un tale regime autoritario si potesse instaurare. Da un libro di fantascienza mi sarei aspettata più dettagli, informazioni. Non essendo io un’appassionata del genere non so ben capire il valore del libro, posso dire che a me è piaciuto e consiglierei di leggerlo, ma è appunto il parere di una profana, magari chi è abituato a leggere questo tipo di libri potrebbe giudicare diversamente.

  5. The Following User Says Thank You to bouvard For This Useful Post:


  6. #5
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    Citazione Originariamente scritto da bouvard Vedi messaggio
    Le donne (tutte) non possono né leggere, né scrivere. Il loro unico scopo è procreare.
    La storia è interessante...
    Infatti... Ehm Sai come ci si arriva in 'sto posto?
    PS: A parte gli scherzi, quando vuoi, se ti va ancora, io sono pronto per James M. Cain con "Serenata". Colgo l'occasione per invitare in un minigruppo chiunque voglia aggiungersi per il romanzo sunnominato...
    Ciao!
    Ultima modifica di c0c0timb0; 11-19-2014 alle 04:31 AM. Motivo: Il Post Scriptum

  7. #6
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    Predefinito Atwood, Margaret - Il racconto dell'ancella

    La Atwood, nel 1985, ha immaginato un futuro in cui la donna sarebbe diventata mero strumento per la procreazione, sottomessa e ridotta al silenzio, al servizio di un regime totalitario teocratico.
    In un mondo devastato dalle radiazioni, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che non ha più nome e ora appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante.
    Ancelle, Marte, Mogli, Zie, Nondonne...ognuna con caratteristiche precise, precisi doveri...e zero diritti. Le Ancelle sono le uniche donne ancora in grado di procreare. Difred può allontanarsi dalla casa del padrone solo una volta al mese, per andare al mercato. Le merci non sono contrassegnate dai nomi, ma solo da figure, perché alle donne non è più permesso leggere. Apparentemente rassegnata al suo destino, Difred prega di restare incinta, unica speranza di salvezza; ma non ha del tutto perso i ricordi di "prima"..."

    Questo libro mi ha un po' spiazzato, me l'aspettavo diverso. E' il mio primo incontro con la scrittura di Margaret Atwood, e ho faticato a ingranare. Molti dettagli, molte descrizioni, molte riflessioni introspettive appesantiscono la lettura e spezzano la tensione drammatica. Poca azione in questo racconto, molte digressioni e la protagonista Difred molto rassegnata, suscita non molta empatia.
    Ho letto una recensione che diceva:
    "Libro dalla dinamica potenzialmente fantastica,
    ma di una realizzazione mortalmente noiosa."
    Ecco, non sarei così drastica, ma è abbastanza vero!

    "Ora camminiamo per la stessa strada, a due a due, vestite di rosso, e nessun uomo ci grida oscenità, ci parla, ci tocca. Nessuno fischia. Esiste più di un genere di libertà, diceva Zia Lydia. La libertà di e la libertà da. Nei tempi dell’anarchia, c’era la libertà di. Adesso ci viene data la libertà da."

    "Il mio nome adesso è Difred, ho 33 anni, i capelli castani, molto tempo solo per riflettere, ovaie vitali, sono una profuga del passato.
    L’ amore è stato cancellato, tutti quelli che ho amato sono morti, dispersi o forse non esistono più. Anch’ io sono una dispersa, che vive di sogni e speranze, la notte è il mio giorno, il giorno la mia notte, non mi trovo in prigione ma in un luogo privilegiato eppure vorrei riavere tutto com’ era, anche se il solo volere oggi non serve."

    "La notte è il mio tempo libero, ma dove potrei andare? Non ho che la mia stanza, la solitudine, l’attesa di un qualcosa, senza forma ne’ nome. Devo essere impenetrabile, avvolta in un senso di vuoto e con il dovere di non provare niente."

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