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copertina libro

Padri e figli

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Discussione: Turgenev, Ivan - Padri e figli

  1. #1
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    Predefinito Turgenev, Ivan - Padri e figli

    Erroneamente interpretato come romanzo soprattutto sociale, e fatto oggetto di violente polemiche e dure critiche, "Padri e figli" è l'analisi sottile del conflitto generazionale che dominò gli anni Sessanta in Russia: ai padri, aristocratici idealisti, immobili nella loro privilegiata sclerosi, si oppongono i figli, antidealisti, democratici, materialisti, nichilisti. In una scrittura tra le più limpide e perfette Turgenev registra la complessià dello scenario ideologico-sociale del suo tempo, dando vita a personaggi vivi, esempi ancor oggi suggestivi di tormentata ambiguità, di sotterranea crescita spirituale.

    Che dire se non un capolavoro!
    Ultima modifica di elisa; 10-28-2009 alle 07:55 PM. Motivo: edit caratteri

  2. #2

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    A me non ha fatto impazzire.... è un libro "troppo" in tutti i sensi!

  3. #3

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    L'ho finito di leggere da poco.
    A me è piaciuto molto... In generale mi piacciono molto i russi.
    Soprattutto mi è piaciuto come l'autore non sia caduto nell'errore di schierare tutti i buoni da una parte e tutti i cattivi dall'altra, ad esempio il giovane nobile non è un persnaggio negativo, anzi per lunghi tratti sembra essere alla pari diBazarov, il protagonista. Ciò rende il romanzo secondo me, molto vero.

  4. #4
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    Che dire? E' raro trovare un libro tanto scorrevole, tanto scritto bene. La storia è lineare, i personaggi sono pochi e ben riconoscibili (incredibile trattandosi di russi!) e la trama è avvincente. Rispetto a "I demoni" (che dovrebbe essere il libro che si contrappone a "Padri e figli") la vicenda scorre via più snella e le pagine prettamente politico/filosofoche sono assai meno e si limitano a qualche dialogo tra i protagoinisti.

    Non so se possa essere considerato una sorta di manifesto del nichilismo, ma certamente trovo che nonostante la brevità questo romanzo voglia dire qualcosa in più oltre che esporre la nuova corrente di pensiero che si stava facendo largo in Russia. Un senso profondo che ho trovato nelle pagine di questo capolavoro è che tanto forte può essere il sentimento politico, tanto forte può essere la volontà di uomo di controllare le proprie emozioni, quanto inesorabilmente l'amore è capace di spazzare via ogni ideale e ogni volontà passando sulle vite degli uomini come un uragano.

    Per non parlare di quanto attuale sia il confronto generazionale narrato da Turgenev; chi leggendo i dialoghi e le dispute tra padre e figlio non ha ritrovato le stesse parole dette al proprio genitore, le stesse difficoltà nel comunicare che il gap generazionale rende inevitabili? Trovo che, così come "I demoni", questo romanzo sia di un'attualità quasi sconvolgente considerando quanto tempo fa è stato scritto.

    L'ultima pagina sarebbe da strappare e appendere al muro di tutte le case tanto è alto il picco poetico che raggiunge.

  5. #5

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    Avevo saputo che gli italiani leggono Tolstoy e Dostoevskiy, ma sono tanto meravigliato che leggono anche altri autori russi... Gogol', Turgenev...
    Bella sorpresa davvero. "Padri e figli" è uno dei miei libri preferitti in letteratura russa.
    Ho tanta pietà di Bazarov. La sua persona brava, onesta, pronta a sacrificarsi, nello stesso tempo è snaturata da nichilismo...come marmo bianco coperto di muffa...

  6. #6
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    Citazione Originariamente scritto da pigreco Vedi messaggio
    Non so se possa essere considerato una sorta di manifesto del nichilismo, ma certamente trovo che nonostante la brevità questo romanzo voglia dire qualcosa in più oltre che esporre la nuova corrente di pensiero che si stava facendo largo in Russia. Un senso profondo che ho trovato nelle pagine di questo capolavoro è che tanto forte può essere il sentimento politico, tanto forte può essere la volontà di uomo di controllare le proprie emozioni, quanto inesorabilmente l'amore è capace di spazzare via ogni ideale e ogni volontà passando sulle vite degli uomini come un uragano.

    Per non parlare di quanto attuale sia il confronto generazionale narrato da Turgenev; chi leggendo i dialoghi e le dispute tra padre e figlio non ha ritrovato le stesse parole dette al proprio genitore, le stesse difficoltà nel comunicare che il gap generazionale rende inevitabili? Trovo che, così come "I demoni", questo romanzo sia di un'attualità quasi sconvolgente considerando quanto tempo fa è stato scritto.
    Concordo pienamente con pigreco, lo scontro generazionale messo su carta da Turgenev, grazie alla forza dei dialoghi e alla perfetta descrizione degli atteggiamenti e delle pulsioni dei personaggi, è così vivo, intenso...è difficile da spiegare a parole, ma a volte sembra che il dialogo diventi un combattimento, una vera e propria lotta fisica.
    Inoltre il tema trattato è universale, e fa ancora più presa sul lettore, se non siamo "padri" di certo siamo tutti "figli"!

    Un altro punto giustamente toccato da pigreco, il lato umano di Bazarov: il suo atteggiamento "integralista" all'ideale, a maggior ragione in quanto l'ideale risiede nel nulla, è distruttivo, inizialmente il bersaglio è all'esterno (società, politica, cultura) ma quando la riflessione arriva al personale l'uomo cede sotto il peso del nulla, la debolezza della natura umana non permette di allontanarsi dagli affetti, dall'amore..ma Bazarov, pur comprendendone gli effetti disastrosi, persegue nella sua via di "nichilista" annientandosi (bel gioco di parole! )

    Forse l'importanza storico-sociale data a questo romanzo lo rende un po' ostico, mi rendo conto che una buona conoscenza della Russia di quel periodo mi avrebbe svelato altri numerosi significati, ma quello che vi ho trovato e che sono riuscita ad assimilare è già abbastanza per renderlo un capolavoro!

  7. #7
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    Ho trovato anche io questo libro molto attuale e soprattutto molto scorrevole nella lettura.
    Mi è piaciuto come l'autore abbia trattato i vari argomenti filosofici, attraverso le discussioni tra i protagonisti, senza cadere nella pesantezza e nell'aggrovigliamento degli stessi pensieri.
    E' il primo autore russo che leggo e devo dire che non sarà l'ultimo!

  8. #8
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    "prima, in tempi ancora recenti, dicevamo che i nostri funzionari prendevano le bustarelle, che da noi non c'erano nè strade nè commercio, nè giudici giusti...poi abbiamo capito che chiacchierare, sempre e solo chiacchierare delle nostre piaghe non serviva a niente, che avrebbe portato solo alla volgarità e al dogmatismo. Abbiamo visto che anche i nostri cervelloni, i cosiddetti uomini d'avanguardia e denunciatori, non valevano niente, che ci occupavamo di cose assurde, parlavamo d'arte, di creatività inconscia, di parlamentarismo, d'avvocatura e di chissà che diavolo ancora, quando quello che conta è il pane quotidiano, quando tutte le nostre società per azioni falliscono unicamente per mancanza di persone oneste, quando la stessa liberazione dei servi per cui si dà da fare il nostro governo ci tornerà a malapena utile, perchè i nostri contadini saranno felici di derubarsi l'un l'altro semplicemente per ubriacarsi di veleno in una bettola"

    Turgenev, 1862

  9. #9
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    finito di leggere un libro memorabile, eterno!

  10. #10
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    Ho apprezzato molto lo stile di Turgenev, semplice, essenziale, le descrizioni accurate, ma mai noiose, la sua ironia. Il libro analizza i rapporti tra padri e figli, intesi come rapporti tra generazioni diverse. La generazione dei figli ha sempre il compito di cambiare, migliorare il mondo "costruito" dai padri. Innovare, infatti, viene facile ai giovani proprio perché loro, a differenza dei padri, hanno poco passato alle spalle, a condizionarne le idee e le "radici" stesse della tradizione in essi non sono ancora profondamente radicate.
    Il libro è un confronto tra la "saggezza" dei padri, consapevoli che nonostante tutti i loro sforzi per stare al passo con i tempi, resteranno sempre un po' indietro rispetto ai loro figli, proprio come i loro genitori lo erano rimasti rispetto a loro, e la frenesia dei figli di negare tutto e opporsi a tutto per dimostrare di esser capaci di fare meglio. Da una parte, quindi, i padri, con la loro calma che non è apatia, ma solo consapevolezza che tutto ciò che oggi appare come innovativo, rivoluzionario tra 20 anni sarà a sua volta vecchio ed obsoleto, e dall'altra i figli con la loro sete di conoscenza e voglia di indipendenza di pensiero.
    Il libro è la condanna di Turgenev nei confronti del nichilismo, a causa della sua "sterilità". "Al giorno d'oggi la cosa più utile è la negazione: noi neghiamo" dice ad un certo punto Bazarov, ma negare senza proporre non produce niente, nessuna nuova idea, nessun futuro e infatti (spoiler) il libro si conclude con la morte di Bazarov. Ogni nuova generazione, sembra dirci Turgenev, deve opporsi, scontrarsi con quella precedente, ma dev'essere un'opposizione da cui scaturiscano nuove idee, non una semplice negazione del passato.
    Ultima modifica di alessandra; 06-25-2013 alle 07:10 PM.

  11. #11
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    Ho deciso di postare solo il link dell'http://www.forumlibri.com/forum/grup...-turgenev.html in cui ho commentato e ho riportato delle citazioni.
    Succede sempre che se posto i miei commenti durante la lettura, poi non ho tanta voglia di scrivere un commento finale , anche se il romanzo in questione, come in questo caso, mi ha saputo coinvolgere parecchio.
    Ho apprezzato comunque molto la parte finale in cui l'autore racconta al lettore le vicende successive di ogni personaggio,accontentandolo nella sua curiosità e rendendolo partecipe degli eventi in cui si ritroveranno coinvolti.
    Ultima modifica di Minerva6; 11-20-2013 alle 02:34 PM.

  12. #12
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    "... Sarò pronto a darvi ragione" soggiunse, alzandosi "quando mi presenterete almeno un'istituzione del nostro ambiente contemporaneo, familiare, o sociale, la quale non provochi una piena e spietata negazione." [...]
    "... Esaminate tutti i nostri strati sociali, e meditate ben bene su ciascuno di essi, mentre io ed Arkadij..."
    "Schernirete tutto" riprese Pavel Petrovic.
    "No, squarteremo i ranocchi. Andiamo, Arkadij; arrivederci, signori!"

    A breve il mio commento

  13. #13
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    Bazarov è una figura indimenticabile, colpisce fin da subito, per quella sua libertà, spontaneità, muovendosi in maniera disinvolta nei meandri di una società che poco gli appartiene. Sincerità, sfrontatezza, una sorta di irritazione universale sempre in esercizio contraddistinguono il personaggio. Isolato, forte, come superiore agli altri, con quel suo punto di vista fuori dal comune affascina il lettore, eppure, come ha voluto Turgenev, è votato alla rovina, figura tragica, perchè troppo avanti sui tempi.
    Siamo a poco dopo la metà del 1800, per Turgenev è ancora presto per parlare di rivoluzione, che sia di classe o generazionale, i tempi non sono ancora del tutto maturi. Gli basta però criticare la nobiltà, morderla laddove è più forte, in quella parte buona, mostrandone la pochezza e l'inconsistenza. Questo è il messaggio chiaro, forte, trasmesso dallo scrittore. Non colpire i cattivi della classe, ma rivolgersi alla parte migliore. Guardiamo a come Bazarov vince Pavel Petrovic: estraneo al duello ne esce comunque vittorioso, salvando l'avversario e mettendo a nudo la sua pochezza di uomo e di classe. Paragonato alla Odincova, a quella donna di cui si innamora, quest'ultima ci appare così piccola e insignificante.
    Ma si sa, come tutte le figure tragiche seppur straordinarie anche Bazarov è destinato alla fine a scomparire dalla scena, senza lasciare traccia negli altri personaggi (se non affettivamente nei propri genitori), in quanto incapaci di presagire il tempo.

    Concordo con pigreco sull'ultima pagina del libro: può esser vista come un dipinto, o letta come una poesia. Memorabile.
    Ultima modifica di Apart; 11-24-2013 alle 09:31 PM.

  14. #14
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    Di Tolstoj avevo ammirato la chiarezza e la contemporanea abilità registica nel costruire gli intrecci narrativi...
    da Turgenev apprezzo ancor di più lo stile: di una semplicità e linearità incredibile (l'unico parallelismo non russo che mi può ricordare è Hemingway).
    Il tema, poi, è e sarà sempre attuale: il conflitto tra generazioni, genitori e figli che, dapprima, dai momenti adolescenziali, si oppongono alle "vecchie" idee dei genitori, ma poi, in realtà, tendono a riappacificarvisi, come una sorta di ravvedimento... lo scontro si attenua e ne nascono compromessi e ripensamenti... interessante e raccontato in maniera magistrale!

    Un ottimo autore, di cui leggerò di sicuro altro!

  15. #15
    Valentina992
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    Bè, commentare quest'opera sarebbe davvero superfluo. Ha poche pagine rispetto ad altri classici russi ma ogni parola ne vale minimo dieci, ha una prosa così densa da diventare poesia, per non parlare dei dialoghi così affilati e profondi. E' un classico "universale" e che meriterebbe più successo per la quantità di argomenti affrontati: amore, amicizia, società russa in cambiamento, la malattia, la morte, il contrasto generazionale, i valori...Il tutto poi con uno stile ottimo ma scorrevole.
    Unico neo? Non so voi, ma non ho sopportato Fenicka, mi sapeva troppo di "arrivista".


    A proposito di opere russe, per chi mi leggesse qui volevo chiedere un consiglio: siccome mi è piaciuto molto Padri e figli, volevo immergermi nuovamente nelle atmosfere russe ed avevo pensato a qualcosa di Tolstoj e precisamente a Resurrezione o a Guerra e pace, però del primo citato ho sentito più critiche del dovuto. Voi cosa ne pensate? Aggiungo che ho letto molti classici, impegnativi e non, ad esempio il Dottor Zivago che pur reputando pesante, sono riuscita a portare a termine e ad apprezzare abbastanza...A voi la parola e grazie!

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