Il romanzo è il primo di una specie di trilogia dedicata alla Svezia tra gli anni 80 e i giorni nostri, partendo, come in questo primo romanzo, dal misterioso omicidio, sempre rimasto irrisolto, del Primo ministro, Olof Palme.
Il romanzo inizia con la morte di un giornalista americano, John Krassner, che precipita dal quindicesimo piano della Casa dello studente. Tutto fà pensare ad un suicidio, e come tale viene anche frettolosamente archiviato. Non ne è convinto, invece, Lars M. Johansson, investigatore della polizia crimnale, che ha ricevuto dal giornalista un fascicolo su una misteriosa "Spia che andò ad est". Facicolo però che è anche in mano ai servizi di sicurezza.
Inizia così un indagine che vede coinvolti una serie di personaggi dai poliziotti onesti come Johansson e il suo amico Jarnebring, a invece poliziotti lavativi, razzisti e corrotti. Parsson ci porta anche nei corridoi dei servizi di sicurezza, facendoci partecipi degli intrighi e dei giochi di potere, dove ogni agente cerca di coltivare il suo orto e trarne il massimo dei vantaggi, di agenti anche qui corrotti e deviati.
Questo è l'universo in cui Parsson fà muovere i suoi personaggi, non gli interessa tanto il risvolto dell'indagine quanto la descrizone di un sistema con la sua forza e le sue debolezze.
Personalmente mi è piaciuto molto,il ritmo è serrato e gli intrighi che si dipanano sono emozionanti, inoltre è interessante anche perchè dà un quadro del ruolo storico politico che la Svezia ha avuto negli anni della Guerra Fredda.