É il quarto romanzo che leggo di questo ottimo scrittore napoletano, ma confesso che è quello che mi è piaciuto di meno, non tanto per il tema, molto forte, dell'infanzia rubata dalla criminalità napoletana, quanto per la struttura del libro: per me è troppo caotica, ho faticato a seguirne il filo logico!
P.c.: Da questo romanzo è stato tratto nel 2004 il film omonimo diretto dai fratelli Frazzi, vincitore di numerosi premi nazionali e internazionali, fra cui l’Oscar europeo e due David di Donatello.

La trama:
"Rosario, undici anni, un completino da calciatore nella borsa degli allenamenti, va a compiere la sua prima esecuzione di camorra al termine di un lungo tirocinio d'istruzione a uccidere. Tornando nel suo quartiere in metropolitana, ripercorre a ritroso le tappe più significative del cammino che lo ha portato fino a quel punto. E la storia di Rosario diventa il racconto di un mondo spaventoso che è il nostro mondo. De Silva racconta uno dei peggiori delitti che la criminalità contemporanea abbia scelto di commettere, il furto dell'infanzia."