Il frammento di storia descritto in questo libro comprende gli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale, in particolare le vicende descritte si svolgono tra giugno e agosto 1944.
Ritroviamo i protagonisti che già erano stati presentati in altri libri dell'autore, ovvero alcuni membri del 27esimo battaglione di disciplina: Barcelona (reduce dalla guerra civile in Spagna), il Vecchio, Porta, il voracissimo Fratellino e Petit Frère. Questa volta il ben assortito gruppetto si trova ad affrontare lo sbarco in Normandia, mentre Himmler consegna al generale von Choltitz l'ordine di distruggere Parigi.


Hassel resta fino ad ora l'unico scrittore da me conosciuto così capace di descrivere la guerra con crudezza ma anche con tantissima umanità.
I protagonisti sono un gruppo molto affiatato, quasi una famiglia. Credo che il cameratismo che nasceva inevitabilmente tra commilitoni fosse una delle poche cose a rischiarare le lunghe giornate passate in trincea.
Nei pensieri e nei discorsi dei personaggi si ritrovano l'insensatezza e la difficoltà ad identificarsi con i folli piani di conquista di Hitler. Riporto uno stralcio:
"...Perchè ci battiamo così?
Per la patria, per il Fuhrer, per l'onore, per le decorazioni, per l'avanzamento? Mai. Per istinto, per la paura di perdere una vita preziosa.
Ogni minuto è un inferno; si abbandona un istante un compagno, ci si volta, non è più che un magma di carne e di sangue. Con disperazione ci sbattiamo la testa contro un muro di acciaio, diventiamo un blocco di cinismo, ci piazziamo dietro una mitragliatrice e uccidiamo, uccidiamo solo per uccidere."

Molti criticano questo autore in quanto si prende delle "libertà storiche", nel senso che a volte descrive i fatti con inesattezza. Però quello che attira in questi libri non è soltanto l'accuratezza delle ricostruzioni di battaglie, ma soprattutto il fatto che chi le descrive ha davvero partecipato a quell'inferno.