Benvenuti nel forumlibri
la community dei lettori italiani cultura e letteratura


Benvenuti nella community degli amanti dei libri, della letteratura e cultura. In forumlibri si discute di:
 » libri, arte, cultura, letteratura e Bellezza
 » cinema: recensioni di film e registi;
 » salotto letterario: letteratura, case editrici, nuovi autori, etc;
 » sociale: trova nuovi amici e nuovi contatti.

iscriviti R E G I S T R A T I al forumlibri

Registrandoti avrai accesso a tutte le funzioni del forumlibri e la navigazione sarà più veloce. Per comunicazioni, commenti o altro: info@forumlibri.com

    Buona navigazione!

Mostra risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Carver, Raimond - Poesie

  1. #1
    Senior Member
    Data registrazione
    Mar 2009
    Località
    Ucraina Kiev
    Messaggi
    588
    Thanks Thanks Given 
    46
    Thanks Thanks Received 
    81
    Thanked in
    44 Posts

    Predefinito Carver, Raimond - Poesie

    ATTESA

    Esci dalla statale a sinistra e
    scendi giù dal colle. Arrivato
    in fondo, gira ancora a sinistra.
    Continua sempre a sinistra. La strada
    arriva a un bivio. Ancora a sinistra.
    C'è un torrente, sulla sinistra.
    Prosegui. Poco prima
    della fine della strada incroci
    un'altra strada. Prendi quella
    e nessun'altra. Altrimenti
    ti rovinerai la vita
    per sempre. C'è una casa di tronchi
    con il tetto di tavole, a sinistra.
    Non è quella che cerchi. E' quella
    appresso, subito dopo
    una salita. La casa
    dove gli alberi sono carichi
    di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
    crescono rigogliose. E' quella
    la casa dove, in piedi sulla soglia,
    c'è una donna
    con il sole nei capelli. Quella
    che è rimasta in attesa
    fino ad ora.
    La donna che ti ama.
    L'unica che può dirti:
    "Come mai ci hai messo tanto?"

    Abbi Cura

    Dalla finestra la vedo chinarsi sulle rose
    reggendole vicino al fiore per non
    pungersi le dita. Con l'altra mano taglia, si ferma e
    poi taglia ancora, più sola al mondo
    di quanto mi sia mai reso conto. Non alzerà
    lo sguardo, non subito. È sola
    con le rose e con qualcosa che riesco solo a pensare, ma non
    a dire. So bene come si chiamano quei cespugli
    regalatici per le nostre recenti nozze: Ama, Onora e Abbi Cura...
    è quest'ultima rosa che lei all'improvviso mi porge, dopo
    essere entrata in casa tra uno sguardo e l'altro. Affondo
    il naso in essa, ne aspiro la dolcezza, la lascio indugiare-profumo
    di promessa, di tesoro. Le reggo il polso per avvicinarla ancora,
    i suoi occhi verdi come muschio di fiume. E poi la chiamo, contro
    quel che avverrà: moglie, finché posso, finché il mio fiato, un petalo
    affannato dietro l'altro, riesce ancora a raggiungerla.

    Artaud

    Antonin Artaud è Marat nel Napoleon di Gance

    Tra i geroglifici, le maschere, le poesie incompiute,
    si svolge lo spettacolo: Antonin et son double.
    Ecco che entrano in azione, evocano i vecchi demoni.
    Gli incantesimi, eccetera. Quello alto, dall'aspetto butterato
    alla scrivania, quello con la sigaretta e
    praticamente senza denti, è incline
    alla sfacciataggine, a un certo eccesso
    nel discorso, nei gesti. L'altro è prudente,
    aspetta circospetto l'opportunità migliore, addirittura si cancella. Ma
    in certi momenti fa ancora aperte, impazienti allusioni
    alla sua esistenza per necessità arrogante.
    Antonin, è proprio vero, non ci sono più capolavori.
    Ma le tue mani tremavano quando l'hai detto
    e dietro ogni sipario c'è sempre, tu
    lo sapevi bene, un fruscio.

    COMPAGNIA

    Stamattina mi sono svegliato con la pioggia
    che batteva sui vetri. E ho capito
    che da molto tempo ormai,
    posto davanti a un bivio,
    ho scelto la via peggiore. Oppure,
    semplicemente, la più facile.
    Rispetto a quella virtuosa. O alla più ardua.
    Questi pensieri mi vengono
    quando sono giorni che sto da solo.
    Come adesso. Ore passate
    in compagnia del fesso che non sono altro.
    Ore e ore
    che somigliano tanto a una stanza angusta.
    Con appena una striscia di moquette su cui camminare.
    Ultima modifica di mame; 05-25-2011 alle 04:03 PM.

  2. The Following User Says Thank You to shvets olga For This Useful Post:


  3. #2
    Surrealistic member
    Data registrazione
    Jan 2009
    Località
    Foggia
    Messaggi
    1101
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    3
    Thanked in
    3 Posts

    Predefinito

    bellissime!
    non ho la minima idea di chi sia questo poeta...vado subito a comprare una raccolta

  4. #3
    Senior Member
    Data registrazione
    Mar 2009
    Località
    Ucraina Kiev
    Messaggi
    588
    Thanks Thanks Given 
    46
    Thanks Thanks Received 
    81
    Thanked in
    44 Posts

    Predefinito

    NON C’È BISOGNO

    Vedo un posto vuoto a tavola.
    Di chi è? Di chi altro? Chi voglio prendere in giro?
    La barca attende. Non c’è bisogno di remi
    né di vento. La chiave l’ho lasciata
    nel solito posto. Tu sai dove.
    Ricordati di me e di tutto quello che abbiamo fatto insieme.
    Ora stringimi forte. Così. Dammi un bel bacio
    sulle labbra. Ecco. Ora
    lasciami andare, carissima. Lasciami andare.
    Non c’incontreremo più in questa vita,
    perciò ora dammi un bacio d’addio. Su, ancora uno.
    E un altro. Ecco. Adesso basta.
    Adesso, carissima, lasciami andare.
    È ora di avviarsi.

    DOLCE FAR NULLA

    Un attimo fa ho dato un'occhiata nella stanza
    ed ecco quel che ho visto:
    la mia sedia al suo posto, accanto alla finestra,
    il libro appoggiato faccia in giù sul tavolo.
    E sul davanzale, la sigaretta
    lasciata accesa nel posacenere.
    Lavativo!, mi urlava sempre dietro mio zio,
    tanto tempo fa. Aveva proprio ragione.
    Anche oggi, come ogni giorno,
    ho messo da parte un po' di tempo
    per fare un bel niente.

    LA CABINA TELEFONICA

    La donna s'accascia nella cabina, singhiozzando
    al telefono. Chiede un paio di cose
    e singhiozza ancora più forte.
    Il suo compagno, un anziano tutto
    in jeans, sta lì vicino in attesa
    che tocchi a lui parlare, e piangere.
    Lei gli porge la cornetta.
    Per un attimo restano insieme dentro
    la minuscola cabina, mescolando
    le loro lacrime. Poi
    lei va ad appoggiarsi al parafango
    della loro berlina. E ascolta
    mentre lui prende accordi.

    Osservo tutto questo dalla mia macchina.
    Neanch'io ho il telefono in casa.
    Resto seduto al volante
    e fumo, in attesa di prendere
    anch'io accordi. Ben presto
    lui riaggancia. Esce e si asciuga il volto.
    Salgono in macchina e restano
    dentro con i finestrini chiusi.
    I vetri s'appannano sempre più
    mentre lei g1i si appoggia e lui
    le cinge le spalle con un braccio.
    I gesti meccanici di conforto in quell'angusto luogo pubblico.

    Vado con le mie monetine
    verso la cabina e m'infilo dentro.
    Però lascio la porta aperta, perché
    si sta così stretti qui. La cornetta e ancora calda.
    Non mi piace per niente usare un telefono
    che ha appena portato notizie di morte.
    Ma non ho scelta, perché è l'unico telefono
    nel raggio di miglia e sa ascoltare
    senza schierarsi da nessuna parte.

    Inserisco le monete e aspetto.
    Anche quei due nell'auto restano in attesa.
    Lui accende il motore ma poi lo spegne.
    Da che parte andare? Nessuno di noi
    è in grado di dirlo. Non sapendo
    dove cadrà il prossimo colpo,
    ne perché. Gli squilli all'altro capo
    cessano quando lei alza la cornetta.
    Prima che io possa dire due parole, il telefono
    si mette a gridare: “T'ho detto che è tutto finito!
    Finito! Puoi anche andare
    all'inferno, per quanto mi riguarda!”

    Abbasso la cornetta e mi passo una mano
    sulla faccia. Chiudo e riapro la porta.
    I due nella berlina tirano
    giù i finestrini e mi guardano,
    le loro lacrime bloccate per un attimo
    di fronte a questa distrazione.
    Poi ritirano su i finestrini
    e restano seduti dietro ai vetri. Per un po'
    non andiamo da nessuna parte.
    Ma poi andiamo.

  5. The Following User Says Thank You to shvets olga For This Useful Post:


  6. #4
    Member
    Data registrazione
    Dec 2015
    Località
    Bloomusalemme
    Messaggi
    44
    Thanks Thanks Given 
    0
    Thanks Thanks Received 
    0
    Thanked in
    0 Posts

    Predefinito

    Nessuno ha individuato chi è la donna che attende Carver alla fine della poesia "Attesa" però. Io ho pensato alla madre. Idee?
    Nulla?

  7. #5
    Senior Member
    Data registrazione
    Mar 2009
    Località
    Ucraina Kiev
    Messaggi
    588
    Thanks Thanks Given 
    46
    Thanks Thanks Received 
    81
    Thanked in
    44 Posts

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Gustl Vedi messaggio
    Nessuno ha individuato chi è la donna che attende Carver alla fine della poesia "Attesa" però. Io ho pensato alla madre. Idee?
    Nulla?
    Si, magari, ma queste parole:

    ...Poco prima
    della fine della strada incroci
    un'altra strada. Prendi quella
    e nessun'altra. Altrimenti
    ti rovinerai la vita
    per sempre.


    Io ho pensato alla donna, ad un amore, che si può perdere se sbagli la strada.

Discussioni simili

  1. Le nostre poesie
    Da joetiziano nel forum Poesia
    Risposte: 359
    Ultimo messaggio: 10-18-2017, 04:54 PM
  2. Carver, Raimond- Racconti
    Da shvets olga nel forum Piccola biblioteca
    Risposte: 1
    Ultimo messaggio: 07-29-2009, 11:23 AM
  3. Carver, Raymond - Da dove sto chiamando
    Da LouD nel forum Piccola biblioteca
    Risposte: 1
    Ultimo messaggio: 06-16-2009, 12:35 PM
  4. Risposte: 1
    Ultimo messaggio: 11-18-2008, 10:00 AM
  5. Poesie d'amore
    Da elisa nel forum Poesia
    Risposte: 22
    Ultimo messaggio: 05-19-2008, 07:58 AM

Regole di scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •