Oggi facendo ordine mi è ricapitato tra le mani questo libro che ricordo come una lettura interessante e affatto noiosa, nonostante i temi trattati sono forse indicati solo per chi ha una reale passione per la storia.

Il libro in questione è la raccolta di memorie della segretaria personale di Hitler, Traudl Junge appunto, riguardanti il periodo che va dalla sua assunzione nel 1942 al 1945.
Grazie a questa lettura ho potuto gettar luce sugli aspetti più quotidiani della vita di Hitler, della visione che aveva di sè stesso e di quel che stava facendo e di che aria si respirava durante la sua "ritirata" nella Tana del lupo.


«Perché non si è sposato, mio Fuhrer?». Sapevo bene quanto gli piacesse combinare matrimoni. La risposta fu alquanto strabiliante: «Non sarei un buon padre di famiglia e ritengo irresponsabile formare una famiglia se non posso dedicarmi a mia moglie come si deve. Inoltre non vorrei avere dei figli miei. Credo che, di solito, i discendenti dei geni abbiano una vita molto difficile. Da loro ci si aspetta la stessa grandezza del famoso genitore e non se ne perdona la mediocrità. E poi, spesso diventano dei cretini».
Era la prima seria asserzione da megalomane che sentivo da Hitler.