Opera molto originale, molto sui generis, scritta in maniera semplice e ironica, ma nello stesso tempo profonda. L'obiettivo dell'autore, pienamente centrato, è quello di incuneare sotto la pelle del lettore, pagina dopo pagina, un dubbio: puo essere considerato folle, o malato, un uomo ricchissimo che vive come un vagabondo, che si ubriaca, che presta servizio come pompiere, e che spende tutte il suo immenso patrimonio ereditario per aiutare le persone bisognose????
Eliot Rosewater è veramente pazzo, oppure è l'unico uomo sano in una società di uomini malati?
Tra brevi spezzoni di prosa, pensieri e poesie, la narrazione procede in modo frammentario, ma senza mai andare oltre le righe. E la conclusione, meravigliosa, è l'apice della dicotomia tragico-comica iniziata nella prefazione* lasciandoti un sapore deciso, ma dal retrogusto amaro, come quello del whisky.

*("tutte le persone vive e morte sono pienamente casuali e non dovrebbero essere interpretate")