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Il re di Girgenti

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Discussione: Camilleri Andrea - Il re di Girgenti

  1. #1
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    Predefinito Camilleri Andrea - Il re di Girgenti

    Non mi sento all'altezza per recensire questo straordinario romanzo che per certi versi mi ha ricordato Cent'anni di solitudine.
    Posso dire solo che l'ho letto 3 volte e lo rileggerò ancora visto che ogni volta mi piace di più.

    Il linguaggio è quello del Camilleri più facile e conosciuto, quel siciliano che dopo il primo impatto un pò alieno, con poche pagine diventa nostro
    La storia è densa di significati, le situazioni sempre al limite tra realtà e prodigio... una realtà prodigiosa alla quale con la massima facilità Camilleri ci fa credere completamente, proprio come capita con certe pagine felici di Marquez

    Zosimo, nato contadino, si ritrova a capo del suo popolo straccione e oppresso, e diventa re di Girgenti.
    Naturalmente è un sogno che dura poco, Zosimo viene tradito e muore sulla forca.
    Ma in un'ultima rivincita della fantasia, benchè morto e appeso alla forca, Zosimo viene sollevato e portato via dalla "comerdia" (aquilone) che lui stesso ha costruito, e ride...

  2. #2
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    C'è nessuno?!?

    Possibile che sto libro non l'abbia letto nessuno, che il Camileri conosciuto sia solo quello più di intrattenimento, quello delle indagini di Montalbano?
    Aspetto qualche commento...

  3. #3
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    Citazione Originariamente scritto da WilLupo Vedi messaggio
    C'è nessuno?!?

    Possibile che sto libro non l'abbia letto nessuno...
    beh, almeno in due siamo stati .

    Bel romanzo di Camilleri, molto "Camilleriano" ( si potrà dire cosi ).
    Forse anche troppo. In alcuni (pochi) passaggi l'ho trovato piuttosto forzato.
    Ma nel complesso una delle opere di Camilleri che meritano di essere lette.
    Se non altro per esplorare il territorio fuori dalla Vigata di Salvo Montalbano ..

  4. #4
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    Ho iniziato questo romanzo spinta dalla curiosità di leggere qualcosa di Camilleri che non fosse il solito, anche se stupendo, Montalbano. E devo dire che il Camilleri scrittore di romanzi non ha disilluso le mie aspettatetive.
    Questo libro mi ha:
    - divertito tantissimo, la lingua (un siciliano più forte rispetto a quello usato per la narrazione delle avventure del nostro mitico commissario) è sagace, e contribuisce a dare quell'accento comico agli eventi che, se scritti in italiano, non avrebbero lo stesso impatto sul lettore;
    - commossa un po', Camilleri ha la straordinaria abilità di abbandonare il registro comico con l'utilizzo di parole semplici, e approdare al drammatico senza che il lettore se ne accorga, se non per quella lacrima che scende lenta sulla guancia;
    - infine, piccola nota negativa, in alcuni punti mi sono annoiata: le lunghe elencazioni di nomi hanno appesantito la lettura di quelle pagine, si è sentito, in quei frangenti, la forzatura di dover allungare necessariamente il brodo.
    E' comunque un'opera pregevole.
    Da leggere.

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