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Libri recensiti su forumlibri di questo autore:

Pagina 1 di 3 123 UltimoUltimo
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Discussione: Buzzati, Dino - Scrittore, giornalista, pittore...un grande!

  1. #1
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    Predefinito Buzzati, Dino - Scrittore, giornalista, pittore...un grande!

    Dino Buzzati è una persona che ha fatto molto per la cultura italiana. E'stato giornalista, scrittore, saggista, pittore, e molto altro ancora. Come descrivere un personaggio così poliedrico? Metto un link così ci si rende conto della vastitÃ* del suo contributo
    http://www.geocities.com/Athens/Delphi/8892/index.html

  2. #2
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    Sinceramente non lo conosco, ma un giorno o l'altro vorrei leggere una delle sue opere...

  3. #3
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    io ho letto con molta fatica un amore,alla fine l ho apprezzato!

  4. #4
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    Ho letto anch'io con molta fatica "Un amore", debbo dire alla fine l'ho apprezzato, poi ho letto anche "Sessanta racconti", lo consiglio è molto appassionante, a volte elettrizzante

  5. #5
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    Io ho amato "Il deserto dei Tartari" una vera parabola della vita umana.

    Una mia amica mi ha fatto leggere un "pezzo" tratto dalla "Boutique del Mistero" ..........lo riporto perchè è struggente

    Inviti superflui

    Vorrei che tu venissi da me in una sera d'inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo. Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andamo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi genii ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi. Insieme, senza saperlo, di lÃ* forse guardammo entrambi verso una vita misteriosa, che ci aspettava. Ivi1. palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. "Ti ricordi?" ci diremo l'un l'altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento. Ma tu - ora mi ricordo - non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati. Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, né battesti mai alla porta del castello deserto, né camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, né ti addormentasti sotto le stelle d'Oriente, cullata da piroga2. sacra. Dietro i vetri, nella sera d'inverno, probabilmente non rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei "Ti ricordi?", ma tu non ricorderesti.

    Vorrei con te passeggiare, un giorno di primavera, col cielo di color grigio e ancora qualche vecchia foglia dell'anno prima trascinata per le strade dal vento, nei quartieri della periferia; e che fosse domenica. In tali contrade sorgono spesso pensieri malinconici e grandi; e in date ore vaga la poesia, congiungendo i cuori di quelli che si vogliono bene. Nascono inoltre speranze che non si sanno dire, favorite dagli orizzonti sterminati dietro le case, dai treni fuggenti, dalle nuvole del settentrione. Ci terremo semplicemente per mano e andremo con passo leggero, dicendo cose insensate, stupide e care. Fino a che si accenderanno i lampioni e dai casamenti squallidi usciranno le storie sinistre della cittÃ*, le avventure, i vagheggiati3. romanzi. E allora noi taceremo, sempre tenendoci per mano, poiché le anime si parleranno senza parola. Ma tu - adesso mi ricordo - mai mi dicesti cose insensate, stupide e care. Né puoi quindi amare quelle domeniche che dico, né l'anima tua sa parlare alla mia in silenzio, né riconosci all'ora giusta l'incantesimo delle cittÃ*, né le speranze che scendono dal settentrione. Tu preferisci le luci, la folla, gli uomini che ti guardano, le vie dove dicono si possa incontrar la fortuna. Tu sei diversa da me e se venissi quel giorno a passeggiare, ti lamenteresti di essere stanca; solo questo nient'altro.

    Vorrei anche andare con te d'estate in una valle solitaria, continuamente ridendo per le cose piú semplici, ad esplorare i segreti dei boschi, delle strade bianche, di certe case abbandonate. Fermarci sul ponte di legno a guardare l'acqua che passa, ascoltare nei pali del telegrafo quella lunga storia senza fine che viene da un capo del mondo e chissÃ* dove andrÃ* mai. E strappare i fiori dei prati e qui, distesi sull'erba, nel silenzio del sole, contemplare gli abissi del cielo e bianche nuvolette che passano e le cime delle montagne. Tu diresti "Che bello!". Niente altro diresti perché noi saremmo felici; avendo il nostro corpo perduto il peso degli anni, le anime divenute fresche, come se fossero nate allora.

    Ma tu - ora che ci penso - tu ti guarderesti attorno senza capire, ho paura, e ti fermeresti preoccupata a esaminare una calza, mi chiederesti un'altra sigaretta impaziente di fare ritorno. E non diresti "Che bello!", ma altre povere cose che a me non importano. Perché purtroppo sei fatta cosÃ*. E non saremmo neppure per un istante felici.

    Vorrei pure - lasciami dire - vorrei con te sottobraccio attraversare le grandi vie della cittÃ* in un tramonto di novembre, quando il cielo è di puro cristallo. Quando i fantasmi della vita corrono sopra le cupole e sfiorano la gente nera, in fondo alla fossa delle strade, giÃ* colme di inquietudini. Quando memorie di etÃ* beate e nuovi presagi passano sopra la terra, lasciando dietro di sé una specie di musica. Con la candida superbia dei bambini guarderemo le facce degli altri, migliaia e migliaia, che a fiumi ci trascorrono accanto. Noi manderemo senza saperlo luce di gioia e tutti saran costretti a guardarci, non per invidia e malanimo; bensÃ* sorridendo un poco, con sentimento di bontÃ*, per via della sera che guarisce le debolezze dell'uomo. Ma tu - lo capisco bene - invece di guardare il cielo di cristallo e gli aerei colonnati battuti dall'estremo sole, vorrai fermarti a guardare le vetrine, gli ori, le ricchezze, le sete, quelle cose meschine. E non ti accorgerai quindi dei fantasmi, né dei presentimenti che passano, né ti sentirai, come me, chiamata a sorte orgogliosa. Né udresti quella specie di musica, né capiresti perché la gente ci guardi con occhi buoni. Tu penserai al tuo povero domani e inutilmente sopra di te le statue d'oro sulle guglie alzeranno le spade agli ultimi raggi. Ed io sarei solo.

    È inutile. Forse tutte queste sono sciocchezze, e tu migliore di me, non presumendo tanto dalla vita. Forse hai ragione tu e sarebbe stupido tentare. Ma almeno, questo sÃ* almeno, vorrei rivederti. Sia quel che sia, noi staremo insieme in qualche modo, e troveremo la gioia. Non importa se di giorno o di notte, d'estate o d'autunno, in un paese sconosciuto, in una casa disadorna, in una squallida locanda. Mi basterÃ* averti vicina. Io non starò qui ad ascoltare - ti prometto gli scricchiolii misteriosi del tetto, né guarderò le nubi, né darò retta alle musiche o al vento. Rinuncerò a queste cose inutili, che pure io amo. Avrò pazienza se non capirai ciò che ti dico, se parlerai di fatti a me strani, se ti lamenterai dei vestiti vecchi e dei soldi. Non ci saranno la cosiddetta poesia, le comuni speranze, le mestizie cosÃ* amiche all'amore. Ma io ti avrò vicina. E riusciremo, vedrai, a essere abbastanza felici, con molta semplicitÃ*, uomo con donna solamente, come suole accadere in ogni parte del mondo.

    Ma tu - adesso ci ripenso - sei troppo lontana, centinaia e centinaia di chilometri difficili da valicare. Tu sei dentro a una vita che ignoro, e gli altri uomini ti sono accanto, a cui probabilmente sorridi, come a me nei tempi passati. Ed è bastato poco tempo perché ti dimenticassi di me. Probabilmente non riesci piú a ricordare il mio nome. Io sono ormai uscito da te, confuso fra le innumerevoli ombre. Eppure non so pensare che a te, e mi piace dirti queste cose.

  6. #6

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    Buzzati era anche un grande amante delle nostre Dolomiti!!!

  7. #7
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    Citazione Originariamente scritto da zaratia
    Buzzati era anche un grande amante delle nostre Dolomiti!!!
    era nato vicino Belluno per cui...gioco forza

  8. #8
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    ...vorrei leggere il deserto dei tartari però vorrei aspettare un po dato che c ho messo tanta fatica per leggere un amore e allo stesso tempo c ho messo tanto tempo per apprezzarlo.

  9. #9
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    Il deserto dei tartari non è un libro facile, perchè fatto di un'infinita attesa, però è qualcosa che dopo letta ti resta dentro per tutta la vita. E' uno di quei libri in cui fai fatica ma arrivare alla fine è come arrivare in cima alla montagna, ti si apre l'orizzonte

  10. #10

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    Io al contrario credo che Il deserto dei tartari sia un libro di semplice lettura..
    è difficile però leggere ciò ke l'autore vuole far passare.. magari leggilo e poi vai on-line a cercare un commentino xk aiuta un sacco..
    è veramente bello!!

  11. #11
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    Da amante delle Dolomiti non potevo non leggere Il Deserto dei Tartari. Dino si è ispirato all'altopiano delle Pale di San Martino per descrivere il deserto e le rocce in cui i soldati dovevano camminare. Ho trovato molto bello ma angosciante quel libro!





    E queste le Pale in inverno.







    Guardate qui: Trekking Pale di San Martino. Come può un posto così non ispirare "arte"?

  12. #12

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    sbaglio o riconosco il cimon della pala?

    appena posso metto un po' di foto che ho fatto sul sentiero attrezzato a lui dedicato!

  13. #13
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    Oh, ragazzi,

    mitico Buzzati!

    Avete mai letto La boutique del mistero, o meglio ancora i 60 racconti (che ricomprendono molti dei racconti della Boutique)? Fantastici, e non solo per il genere. Sono racconti altamente simbolici, scritti con uno stile semplice e asciutto, come la passione che l’Autore aveva per le Dolomiti. In ognuno di essi c’è uno sfondo morale o un richiamo all’alone di mistero che avvolge la nostra vita. Il periodo ideale per leggere questi racconti è secondo me l’adolescenza, per poi magari riprenderli in etÃ* più matura e fare il confronto tra le sensazioni suscitate allora e le riflessioni di adesso, e vedere quanto è rimasto di immutato. Tra i miei preferiti Sette piani, Eppure battono alla porta, Paura alla Scala, La fine del mondo, Racconto di Natale, Il disco si posò, I Santi, Ragazza che precipita, Il colombre…

    Quanto al romanzo più rappresentativo di Buzzati, Il deserto dei Tartari, va letto come un viaggio esistenziale: perciò, se non ci si immerge nell’atmosfera di perenne attesa che caratterizza la trama, potrebbe risultare noioso, anche se è profondamente significativo.

  14. #14
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    il deserto dei tartari...che libro affascinante!!!ti rimane attaccato x sempre!se lo trovate vi consiglio anche il bellissimo film di valerio zurlini girato nella fortezza di sabbia in iran,purtroppo dannegiata in un recente terremoto

  15. #15
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    ho trovato un blog che contiene il racconto "il borghese stregato" ve lo copio?

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