Un commissario cinquantenne divorziato e oppresso dai debiti. Pieter Van In, che ama le belle donne tanto da perdere il filo quando ne vede una. Il suo brillante assistente Versavel, omosessuale cooon baffoni e look à la Village People. Il giovane sostituto procuratore Hannelore Martens, cervello fino e minigonna. E' il trio investigativo del Quadrato della vendetta, il romanzo con cui P. Aspe, vera star del giallo tra Fiandre e Paesi Bassi, si presenta ai lettori italiani. Primo libro di una serie giunta in Belgio al 24^ episodio (un milione e mezzo di copie vendute e una serie tv), parte da una strana efrazione in una gioielleria di Bruges i ladri hanno sciolto l'oro nell'acqua ragia, laciando come messaggio l'enigmatico quadrato dei Templari. La serie ha valso ad Aspe la nomea di Simenon fiammingo, che lo scrittore non rifiuta ("ho occhio per i dettagli quotidiani") ma neppure sposa, dichiarando di avere una passione per l'esoterismo. Il libro è anche un piccola guida a Bruges, ai suoi interni borghesi e alle sue birrerie, e insieme un un poliziesco "senza sesso nè sangue", pieno di humor.





Mi è piaciuto, un altro commissario simpaticissimo da aggiungere alla lista dei miei "investigatori" più cari.
Van In, grande bevitore di birra, colto, in perenne bolletta, ironico, caustico, ma anche timido e insicuro.
Bruges, favolosa città belga, fa da sfondo elegantemente e artisticamente, protagonista indiscussa della storia, rappresenta peraltro un elemento vitale strettamente legato alla personalità di Van In.
La storia è buona, un intrigo e dramma familiare, il ritmo incalza, quando si pensa di aver capito un nuovo elemento destabilizza, la verità però non sarà una sola, come del resto non lo è mai nella realtà.
Comunque sia, mi sono davvero divertita.
Spero che gli altri episodi siano presto pubblicati.