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Vent'anni dopo

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Discussione: Dumas, Alexandre - Vent'anni dopo

  1. #1

    Predefinito Dumas, Alexandre - Vent'anni dopo

    Sono passati vent'anni dalle vicende narrate ne I tre moschettieri e sono cambiate molte cose in Francia e in particolare a Parigi: era morto da tempo il cardinale Richelieu, sostituito dal Cardinale italiano Giulio Mazarino; era morto anche il re Luigi XIII, che aveva lasciato il posto al figlio ancora bambino, Luigi XIV, il Re Sole, che regnava sotto la reggenza della madre Anna d'Austria. A Parigi inoltre imperversa la Fronda, che mette disordini nella città e dà molte preoccupazioni al Cardinale.

    D'Artagnan, che ha ormai quarant'anni, è sempre tenente nei moschettieri del re. È molto tempo che non vede i suoi tre amici, che ormai ha perso di vista.

    Improvvisamente D'Artagnan è chiamato dal Mazarino, per consiglio del vecchio amico del moschettiere il Conte di Rochefort, rinchiuso alla Bastiglia e che poi fuggirà. Mazarino desidera che D'Artagnan riunisca il quartetto di un tempo per poter meglio tenere a freno la Fronda, con la promessa di fare D'Artagnan capitano dei moschettieri.

    Così D'Artagnan va in cerca degli amici. Il primo che ritrova è Aramis, o meglio cavaliere d'Herblay, fattosi abate, che però non nasconde di appoggiare la Fronda.

    Poi D'Artagnan va da Porthos, che ha acquistato molte tenute, divenendo il signor du Vallon de Bracieux de Pierrefonds, affiancato sempre dal fedele e ingrassato Mosqueton. Porthos rivela a D'Artagnan di non essere felice, pur essendo ricco, perché desidererebbe che la sua tenuta divenisse una baronìa. D'Artagnan gli comunica che se servirà anche lui il Mazarino, potrà ottenere il titolo di barone; Porthos, persuaso, decide di seguirlo assieme a Mosqueton.

    Infine D'Artagnan va da Athos, il conte di La Fère, che abita nella tenuta di Bragelonne. Athos fa da tutore a un ragazzo che gli somiglia e di cui si sospetta sia il padre: il giovane, di nome Raoul e dal titolo di Visconte di Bragelonne, sta per intraprendere la carriera d'armi, come Athos. Questi però, come Aramis, appoggia la Fronda, e quindi non affianca D'Artagnan.

    Nel frattempo si narrano le vicende di Francesco di Vendôme, duca di Beaufort, figlio di un figlio illegittimo del re Enrico IV il Grande. Il duca di Beaufort era stato rinchiuso nella prigione di Vincennes. Di lì fugge poi grazie a Grimaud, servo di Athos, che, d'accordo con la Fronda, fa fuggire il duca, tanto antipatico alla Corte.

    Intanto, Athos conduce Raoul a Parigi perché conosca una sua cara vecchia amica: la Duchessa di Chevreuse. Athos, in segreto, le rivela di essere il padre di Raoul. Durante un suo viaggio aveva avuto un rapporto con la stessa Duchessa di Chevreuse, travestita sotto il suo pseudonimo di Maria Michon. Da quel rapporto era nato Raoul, figlio illegittimo, di cui la duchessa è quindi la madre.

    Raoul, poi, va verso Béthune, presso l'esercito di Luigi principe di Condé. Durante il viaggio dà soccorso a un uomo morente, che fa chiamare un monaco per confessarsi. Il monaco trovato, dall'aspetto losco, uccide l'uomo, che si rivela essere stato il boia di Béthune, che uccise la perfida Milady, la madre del falso monaco, di nome Mordaunt, inglese venuto in Francia per vendicarsi dello zio lord di Winter e dei quattro moschettieri che decisero l'uccisione della madre.

    Athos e Aramis vengono poi mandati in Inghilterra assieme al ritrovato lord di Winter, per mandato della povera Enrichetta Maria, sorella di Luigi XIII e moglie del re d'Inghilterra, Scozia e Irlanda Carlo I, odiato dal suo popolo. Aramis, Athos e Winter devono soccorrere il povero re. Salpando, scorgono Mordaunt, di cui Winter rivela l'identità. Aramis prova ad ucciderlo, ma Athos lo ferma, nel timore che egli sia mandato dal diavolo e che sarebbe meglio evitare di ucciderlo come si era fatto con la madre.

    Nel frattempo a Parigi scoppia una rivolta che porta la Corte a fuggire di nascosto da Parigi, con l'aiuto di D'Artagnan e Porthos. Mazarino, anch'egli fuggito con la Corte, ordina a questi due di andare in Inghilterra a portare una lettera al generale-ministro inglese Oliver Cromwell. In inghilterra li porta Mordaunt, che i due non conoscono.

    Athos, Aramis e Winter, al confine con la Scozia, dove il re sta combattendo, vengono nominati dal sovrano cavalieri, e giurano di sacrificarsi per salvarlo dall'orda di Cromwell che vuole portarlo a Londra e giustiziarlo. Inoltre, gli scozzesi patteggiarono con il generale Cromwell e gli vendettero il re.

    Ma arrivano D'Artagnan e Porthos, che fanno finta di far prigionieri Athos e Aramis per salvarli dal generale; inoltre, Mordaunt uccide lord di Winter.

    Il re viene condotto a Londra e i nostri amici lo inseguono tradendo Mordaunt che capisce chi sono. Nonostante i loro svariati tentativi di salvare il re, Carlo I viene alla fine condannato e giustiziato pubblicamente. Il boia si rivela essere Mordaunt.

    I quattro fuggono dall'Inghilterra su una barca su cui c'è anche Mordaunt, nascosto, che imbottisce l'imbarcazione di polvere da sparo per far esplodere i quattro, mentre lui e i suoi complici sarebbero fuggiti con una scialuppa. Ma i francesi scoprono il trucco e scappano sulla scialuppa. Mordaunt intanto accende la miccia, ma si accorge, troppo tardi, che manca la scialuppa. Mordaunt si getta in mare mentre la nave esplode. Sopravvissuto, chiede aiuto ai suoi nemici; solo Athos vuole salvarlo, e gli porge la mano. Ma Mordaunt, nel suo desiderio di vendetta, lo butta in mare e lo trascina giù con sé. Però Athos lo pugnala e riesce a tornare in superficie.

    Tornati in Francia, la trovano in piena sommossa. D'Artagnan e Porthos sono arrestati dal Cardinale Mazarino. Aramis e Athos cercano di ottenere la loro liberazione dalla regina, che fa rinchiudere Athos. D'Artagnan e Porthos riescono a fuggire con Athos e rapiscono il Mazarino, che, ricattato, accetta i patti della Fronda assieme alla regina, che teme che nuocciano al Cardinale. Inoltre, D'Artagnan ottiene il grado di capitano, Porthos il titolo di Barone e Athos un altro cavalierato. Aramis fa sì che il re divenga padrino del figlio della sua amante, madame de Longueville. Non è ben chiaro se questo bambino sia figlio di Aramis o del marito della Longueville.

    La Corte ritorna a Parigi, non senza agitazioni da parte del popolo. D'Artagnan, che scorta la carrozza ove vi sono Mazarino, il re e la regina, per difenderli uccide un uomo che poi riconosce come il conte di Rochefort. Porthos, invece, uccide un mendicante frondista di cui poi ricorda l'identità: era il vecchio signor Bonacieux, che ne I tre moschettieri dette diversi grattacapi ai quattro amici.

    Alla fine, Athos, Porthos, Aramis e D'Artagnan si ridividono, tornando rispettivamente a Bragelonne, a Herblay, a Pierrefonds e D'Artagnan restando a Parigi, dove, capitano dei moschettieri, continua a difendere Mazarino e il re.



    Libro molto bello,forse ancor più bello del precedente("I tre moschettieri").Il secondo libro della trilogia riesce ad appassionarti sempre di più,capitolo dopo capitolo.Dumas per me è uno dei più grandi scrittori di sempre..e x questo libro vale una cosa come per tutti gli altri libri di quest'autore:quando arrivi all'ultima pagina ti dispiace aver finito il libro.Ora leggerò "Il Visconte di Bragellone",ultimo della trilogia e vi farò sapere.

  2. #2
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    Un piccolo grande capolavoro della narrativa avventurosa, si legge con il fiato sospeso! E' ancor più bello de " I tre Moschettieri", qui i personaggi sono ampiamente descritti e la figura a cui di sicuro vi affezionerete è d'Artagnan, quel volpone!
    Simpatico, rocambolesco, leggero.. che volere di più? Dumas resta fra i miei narratori preferiti!

  3. #3
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    Chi ama i duelli, l'avventura e l'amicizia(quella vera che riesce a superare tutto e va contro tutti) deve leggere questo libro!! E' stupendo e scorrevolissimo, ancora più bello del precedente!

  4. #4
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    Ammetto di essere da parte: per me A. Dumas è lo scrittore d'eccezione e fino oggi non ho trovato un suo libro che non mi ha appassionato....
    Parlando di questo romanzo, non lo definirei il migliore dei "Tre moschettieri", ma neanche tanto al di sotto.... secondo me è il degno seguito.
    La storia è un po' lenta a decollare, e serve arrivare quasi a metà del libro per rimanere letteralmente accollati alle pagine, però quando questo accadde, non si riesce a staccarsi più. Forse, a volte, ho trovato leggermente irritante il personaggio d'Artaglian (troppo saputello per i miei gusti), ma è una nota che scrivo a caldo....

  5. #5
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    è uno dei libri che mi è piaciuto di più. Il testo non è uno dei migliori, ma il libro rimane comunque uno dei più grandi capolavori mondiale (a mio parere)

  6. #6
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    Ennesimo gioiellino di Dumas alla pari e a tratti secondo me migliore de I tre moschettieri. I personaggi sono indimenticabili dallo scaltro D'Artagnan a signorile (e secondo me fighissimo! ) Athos al cattivo della situazione, Mordaunt che secondo me potrebbe prenderlo a prestito Stephen King per uno dei suoi libri tanto è inquietante in certi punti. Un piccolo momumento all'amicizia, quella vera, che non muore mai e supera tutti gli ostacoli e che aimé forse esiste solo in questi romanzi. Da leggere assolutamente. Voto 5/5

  7. #7
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    Dumas è sempre una sicurezza e ci regala un'altra perla dopo I tre moschettieri;anche in questo secondo episodio della trilogia spicca la grande amicizia tra i 4 spadaccini e, secondo me, la figura di Athos è quella che più si eleva nel libro con il suo animo nobile, la sua intelligenza e la sua regalità.Paragonandolo a I tre moschettieri e ai relativi personaggi più importanti, qui Mazzarino si sostituisce a Richelieu senza raggiungerne la grandezza, mentre la perfidia di Milady viene notevolmente ingigantita nella figura del figlio Mordaunt, personaggio terribile e grandioso al tempo stesso.
    Ci sono immagini potenti e meravigliose che non scorderò mai e l'ultimo centinaio di pagine è uno spettacolo!

    Assolutamente una grande lettura, pieni voti!
    Ultima modifica di praschese89; 05-31-2013 alle 11:22 AM.

  8. #8
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    Straordinario!
    Al pari del primo libro, questo seguito mantiene tutti gli elementi che ritroviamo ne i tre moschettieri. Le avventure vissute qui dai quattro amici sono piene di adrenalina e suspance e i caratteri sono ancora di più approfonditi. Non mancano elementi divertenti che fanno da cornice alle avventure che lasciano col fiato sospeso.
    Quello che mi ha colpito è stato il fatto che anche se i quattro si ritrovano su fronti diversi per le loro idee e principi, l' amicizia che li lega è commovente. Nelle difficoltà non esitano ad aiutarsi. L' elemento da brivido è mantenuto dal perfido figlio di lady Winter, che è peggio della madre nella sua malvagità.
    Imperdibile per chi ha conosciuto questi personaggi indimenticabili.

  9. #9

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    Mah, non avessi letto i vostri commenti , forse sarei stato piu' generoso.

    Sicuramente va inquadrato nel contesto della trilogia.

    Il primo e' l' origine: inizia malissimo ( tratta noi lettori come dei perfetti cretini cui spiegare tre volte le stesse cose) e poi cresce.
    Il terzo e' l' apoteosi infarcita di tutto per giungere alla fine col tripudio d' amore e morte.
    Il secondo e' divertissement puro. Cappa e spada, avventure incredibili, cattivi cattivissimi e odiosi e buoni pure simpatici.
    Mo' ricordo poco, ma non parlava di andare a restaurare un re , coglione come tutti re, al posto della repubblica di Cromwell, e tratta il povero e democratico Cromwell come un imbecille isterico?
    E i quattro "simpaticoni" riescono nell' impresa contro un' intero esercito e al ritorno da ufficiali vengono promossi a conte, cardinale, ricchissimo e generale delle guardie?

    Ideologicamente scorrettissimo e reazionario.
    E per di piu' insulso e irrealistico.
    Sdolcinato e patetico.
    Alla fine la cattivissima era la piu' simpatica di tutti.

    Bello e' bello, ma solo in superficie.
    In sintesi la ghigliottina doveva arrivare 150 anni prima!

    Nella mia classifica non lo voto perche' la trilogia, eviscerata dai contenuti ideologici, che pero' a quanto pare non sono considerati da alcuno , va vicino al capolavoro assoluto, voto 9 in serie A.

    Qua,per questo libro , piu' di 3\5 non merita.
    Il peggiore della serie, se non si era capito.
    Ultima modifica di pivi; 10-26-2014 alle 08:20 PM.

  10. #10

    Predefinito edizione

    Salve gente, è il primo post che mi accingo a scrivere ed è per chiedere un aiutino.
    Ho letto per ben 2 volte i 3 moschettieri , e lo comprai qualche anno fa perchè in sconto... Mi sono innamorata subito. Lo ho letto nell'edizione Giunti.
    Ho appena finito di leggere Il conte di Montrecristo, capolavoro assoluto, ma prima di comprarlo mi sono informata dato che su questo autore mi pare ci siano diversi problemi di censura e traduzione. Ho comprato una edizione Einaudi e devo dire che mi è parsa proprio una bella edizione, ben rilegata, ben tradotta e soprattutto integrale.
    Ora mi accingo a comprare il secondo della saga dei Moschettieri, ovvero il libro in questione. Siete per caso a conoscenza di qualche brutta sorpresa a cui potrei andare incontro per via di edizioni poco pregiate? Sapete se anche per questo libro girano edizioni non integrali? Voi che edizione avete letto?

    ps: spero di non aver sbagliato luogo per questo quesito


    Edit ok. ho comprato e iniziato la lettura della edizione Bur. Il mio parere strettamente personale è che la traduzione non sia ottima in quanto la lettura è meno fluida rispetto ad altri libri di altre edizioni sempre dello stesso autore. Non ho fatto un confronto approfondito con la edizione mammut che era in libreria, ma ho comunque preferito questa edizione.
    Ultima modifica di Mimetta; 08-25-2015 alle 04:03 PM.

  11. #11

    Predefinito

    Citazione Originariamente scritto da Mimetta Vedi messaggio
    Edit ok. ho comprato e iniziato la lettura della edizione Bur. Il mio parere strettamente personale è che la traduzione non sia ottima in quanto la lettura è meno fluida rispetto ad altri libri di altre edizioni sempre dello stesso autore. Non ho fatto un confronto approfondito con la edizione mammut che era in libreria, ma ho comunque preferito questa edizione.
    Non ho ancora letto Vent'anni dopo, né lo possiedo, quindi non posso aiutarti riguardo l'edizione migliore - ma ho avuto diverse esperienze orribili coi mammut. Attirato dalla mole dei libri a prezzo ridotto, bibliografie o per macrotemi (i gialli, le donne della letteratura, tutto shakespeare eccetera) ho ceduto alla tentazione: uno spreco di carta, capolavori rovinati da traduzioni approssimative e scadenti (persino la sintassi italiana!). Se devi comprare un mammut, che sia di un italiano per cui non sia necessaria traduzione, altrimenti lascia perdere.

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