Buenos Aires 1950.
Costretto a fuggire sotto falso nome perchè ricercato dagli Alleati come criminale di guerra, Bernie Gunther sbarca nella capitale argentina. Ricevuto dallo stesso Peron e dalla moglie Evita, svela la sua vera identità e riconosciuto dal capo della polizia locale è costretto a mettersi al lavoro sul brutale omicidio di una giovane e sulla scomparsa di un altra ragazza appartenente ad una importante famiglia tedesco-argentina.Le modalità del feroce delitto a sfondo sessuale, identiche a due casi irrisolti su quali Gunther indagò nella Berlino degli anni Trenta ( sullo sfondo del crollo della Repubblica di Weimar e dell'affermarsi del nazionalsocialismo) e l'appartenenza della ragazza scomparsa all'alta borghesia tedesco-argentina filonazista, paiono indicare che le indagini vadano condotte all'interno della colonia di rifugiati nazisti, e quindi Gunther sembra la persona più adatta per infiltrarsi in quel mondo.
Come nei precedenti romanzi di Kerr, anche in questo la trama poliziesca, o meglio noir, serve per dare un quadro politico sociale del momento storico in cui il protagonista si muove, in questo caso l'Argentina peronista.
Si passa così dal culto della personalità incarnato da Evita alle persecuzioni e omicidi nei confronti degli oppositori politici.
Inoltre, come accade spesso nei romanzi di Kerr, anche in questo Gunther si muove tra personaggi veri e inventati: oltre ai già citati Juan ed Evita Peron vi sono Adolf Eichmann, Joseph Mengele, Otto Skorzeny.
Il romanzo mi è piaciuto abbastanza, l'ho comunque trovato inferiore ai quattro precedenti la trama scorre bene, ma alla fine l'ho trovata piuttosto scontata
in ogni caso se si è letti p precedenti merita di continuare a seguire le avventure di Bernie Gunther secondo me tra gli investigatori odierni che più si avvicinano al mitico Philp Marlowe