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Discussione: Poesie di Alda Merini

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  1. #1
    Member SuperNova
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    Predefinito Poesie di Alda Merini

    La pace che sgorga dal cuore
    e a volte diventa sangue,
    il tuo amore
    che a volte mi tocca
    e poi diventa tragedia
    la morte qui sulle mie spalle,
    come un bambino pieno di fame
    che chiede luce e cammina.
    Far camminare un bimbo è cosa semplice,
    tremendo è portare gli uomini
    verso la pace,
    essi accontentano la morte
    per ogni dove,
    come fosse una bocca da sfamare.
    Ultima modifica di elisa; 11-02-2009 alle 08:41 AM. Motivo: modifica titolo

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  • #2
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    Predefinito

    Requiem di Alda Merini

    ed ecco per te il mio requiem senza parole
    con la bocca piena di erba e di felci azzurre
    ecco il mio requiem della corifera che non
    è creduta, della Cassandra che è vilipesa
    magnifico esempio di segreta impresa
    tu solo mi esalti e mi incanti perché
    sei colui che non si può prendere ed essendo
    fermo sulle rive del Gange in perenne
    contemplazione aspettando che passi la pagliuzza
    d’oro della conoscenza e dell’era eterna
    tu che sei scaltro più della pietra e più
    duro del sasso e che pensi perennemente
    pensi alle ere pitagoriche e che veneri
    Socrate e che infine sei Paolo di Tarso
    atterrato dalla fede infinita ebbene io
    ti disarcionerò dal tuo cavallo d’amore
    filiale desiderante farò di te un martire
    dell’ombra perché il segreto della tua
    tristezza è l’ordine e il disordine delle
    cose create perché io non sono dissimile a
    tua madre a Cerere eterna e infine sono
    anche la primavera che si mette sugli alberi
    insieme alla rugiada e tu ami la rosa della
    vergogna che mi trovo appuntata sul petto
    e tu le esalti e le scorri con le tue dita
    feconde. Potessi così capire il mio desiderio
    che si apre il fiore della carne infinitamente bella
    e trovarvi dentro il seme insaziabile
    dell’amore e dell’ebbrezza potessi sprezzante te
    spargere sangue insieme disseminare
    la discordia degli abissi perché sei
    il murmure pieno e il precipizio delle
    albe e perché infine tu conosci il senso
    della bellezza. Io aborro pensare ma
    aborro anche muovermi nel caos infinito.

  • #3
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    Predefinito

    Io come voi

    Io come voi
    sono stata sorpresa
    mentre rubavo la vita,
    buttata fuori
    dal mio desiderio d’amore.
    Io come voi
    non sono stata ascoltata
    e ho visto le sbarre del silenzio
    crescermi intorno e strapparmi i capelli.
    Io come voi
    ho pianto, ho riso e ho sperato.
    Io come voi
    mi sono sentita togliere
    i vestiti di dosso
    e quando mi hanno dato in mano
    la mia vergogna
    ho mangiato vergogna ogni giorno.
    Io come voi
    ho soccorso il nemico,
    ho avuto fede
    nei miei poveri panni
    e ho domandato
    che cosa sia il Signore,
    poi dall’idea della sua esistenza
    ho tratto forza
    per sentire il martirio
    volarmi intorno come colomba viva.
    Io come voi
    ho consumato l’amore da sola
    lontana persino dal Cristo risorto.
    Ma io come voi
    sono tornata alla scienza
    del dolore dell’uomo,
    che è la scienza mia.

  • #4
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    Predefinito

    Amo i colori,
    tempi di un anelito inquieto,
    irrisolvibile, vitale,
    spiegazione umilissima e sovrana
    dei cosmici "perché" del mio respiro.

  • #5
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    Predefinito

    Pensiero,io non ho più parole.
    Ma cosa sei tu in sostanza?
    qualcosa che lacrima a volte,
    e a volte dà luce.
    Pensiero,dove hai le radici?
    Nella mia anima folle
    o nel mio grembo distrutto?
    Sei così ardito vorace,
    consumi ogni distanza;
    dimmi che io mi ritorca
    come ha già fatto Orfeo
    guardando la sua Euridice,
    e così possa perderti
    nell'antro della follia.

    (Alda Merini, da La terra santa)

  • #6
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    Predefinito I poeti lavorano di notte - Alda Merini

    I poeti lavorano di notte
    quando il tempo non urge su di loro,
    quando tace il rumore della folla
    e termina il linciaggio delle ore.

    I poeti lavorano nel buio
    come falchi notturni od usignoli
    dal dolcissimo canto
    e temono di offendere Iddio.

    Ma i poeti, nel loro silenzio
    fanno ben più rumore
    di una dorata cupola di stelle.


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