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La contessa di ricotta

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Discussione: Agus, Milena - La contessa di ricotta

  1. #1
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    Predefinito Agus, Milena - La contessa di ricotta

    Tre sorelle, contesse non più ricche, vivono in un palazzo nobiliare del centro di Cagliari, ciascuna in uno dei tre appartamenti loro rimasti.
    Noemi è la più grande e la più austera, apparentemente la più forte delle tre, colei che "non fa niente a vanvera e alla fine risulta che ha sempre ragione perchè possiede la visione sistemica delle cose".
    Maddalena, che vive con il marito Salvatore e il loro gatto, sembrerebbe la più solare, nonostante il disperato desiderio di un figlio che non vuole arrivare.
    E poi c'è lei, la contessa dalle mani e dal cuore di ricotta, che rovina qualsiasi cosa tocchi, giustifica ogni cattiveria e mancanza umana, è felice se gli altri sono felici, la contessa che sogna l'amore e nei momenti bui va al mare e "si esercita a suicidarsi". Ed è sempre pronta ad aiutare chiunque, anche se in condizioni meno disastrose delle sue. C'è suo figlio Carlino, nato sotto una cattiva stella da un padre poco presente e rifiutato dagli altri bambini, "forse perchè ha gli occhiali che sembrano da subacqueo", storpia le parole e spesso balbetta.
    Un vicino un po' misterioso, una vecchia tata e suo nipote con la sua collezione di stoviglie antiche, muratore-impresario una tantum incaricato di rimettere in sesto ciò che resta del palazzo, stravolgeranno il già precario equilibrio nella vita delle contesse.

    Non so se anche per una questione di conterraneità o solo per la bravura della scrittrice, con i personaggi della Agus l'immedesimazione, per quanto mi riguarda, scatta automaticamente. Mentre leggo, la contessa di ricotta sono io, ma sono io anche Noemi, apparentemente agli antipodi rispetto alla sorella.
    E' il quarto libro che leggo di questa autrice e ancora mi spiazza la sua abilità nel sovvertire l'ordine apparente delle cose e prendersi gioco della "visione sistemica". Con un linguaggio di un'estrema semplicità, esplora in maniera profonda, quasi spietata, l'animo dei personaggi. Il romanzo, brevissimo e scorrevole, è intriso di rassegnata malinconia e nel contempo di un'esplosiva vitalità che sembra voler schizzare dalle pagine, vitalità che si manifesta insieme sotto forma di disperazione e di speranza, che a volte sembra quasi vogliano fondersi per diventare una cosa sola. Dalla quarta di copertina: "Milena Agus ci riporta a quel mondo tutto suo dove incanto e disincanto si mescolano senza mai sciogliere il verdetto, il mistero".
    Inutile dire che lo consiglio

  2. #2
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    Mi è stato regalato da mia cognata x Natale,sono arrivata a leggere 75 pagine e di certo per domani lo terminerò.Per me è il 3° romanzo della Agus,mi manca Mentre dorme il pescecane.Avevo letto anche un breve racconto dal titolo Il vicino,per la serie dei corti,acquistato in edicola abbinato ad un quotidiano.Ho potuto notare che proprio il personaggio del vicino è stato ripreso da questo precedente racconto,come quello del figlio della protagonista.A domani per un mio commento.

  3. #3
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    L'ho terminato ieri in tarda serata.Anche se forse è stato davvero troppo breve,l'ho trovato comunque piacevole da leggere,come i precedenti.Le protagoniste,proprio perchè così diverse tra loro,permettono l'immedesimazione in una,due ma anche in tutte e tre le sorelle,seppur per tratti di carattere e modi di fare differenti.Anche io trovo che il modo di scrivere della Agus sia semplice e scorrevole,ma nello stesso tempo profondo e coinvolgente.Certo Alessandra che è cagliaritana si sarà sentita più vicina all'autrice,per i luoghi e il linguaggio,ma essendoci poi la traduzione delle parole sarde,il problema della comprensione del testo non si pone affatto.Anche a me piacerebbe avere una "visione sistemica" delle cose,soprattutto per dimostrare agli altri quando ho ragione ed evitare di sbagliare nella vita.Ma d'altronde senza errori,tutto sarebbe troppo lineare e noioso .

  4. #4
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    Citazione Originariamente scritto da Minerva6 Vedi messaggio
    Anche a me piacerebbe avere una "visione sistemica" delle cose,soprattutto per dimostrare agli altri quando ho ragione ed evitare di sbagliare nella vita.Ma d'altronde senza errori,tutto sarebbe troppo lineare e noioso .
    Esatto, infatti, come hai visto, nel libro chi sembra possedere la "visione sistemica" delle cose è proprio colei che perde più facilmente la testa nel momento in cui l'ordine apparente della sua vita viene stravolto, proprio a voler dimostrare che spesso le cose sono ben diverse da come sembrano e che le persone che ad un primo sguardo possono apparire più forti e sicure in realtà possono essere più fragili persino rispetto ad una..."contessa di ricotta"

  5. #5
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    Mi piace come scrive la Agus,questo senza dubbio,ma devo dire che però in questo caso i temi trattati sono molto simili a quelli di ali di babbo,o comunque già visti nei suoi romanzi.
    Mi è piaciuto ma meno degli altri.
    In ogni caso come sempre del resto,ha la capacità di dare vita a dei personaggi che rimangono impressi nella mente del lettore.

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